Mancano sette giorni al via di quella che si preannuncia come una delle edizioni più ricche di incertezza, novità ed incognite che il Mondiale di Formula 1 ricordi. L’avvento della formula ibrida, simboleggiata dal ritorno del motore turbo dopo 25 anni di assenza, apre di fatto una nuova era per la categoria regina dell’automobilismo, che promette di stravolgere non solo i valori in campo visti fino alla passata stagione, ma il modo stesso di concepire le strategie di gara. I consumi, difatti, torneranno a ricoprire un ruolo fondamentale, con le monoposto che dovranno essere in grado di percorrere la distanza di un Gran Premio potendo contare soltanto sui 100 kg di carburante consentiti dal regolamento. Una scelta che imporrà strategie di gara particolarmente accorte, per non incorrere nel rischio di dover percorrere a rilento i giri finali o, peggio, gettare alle ortiche il risultato causa mancanza di benzina.

Ma sarà comunque il fattore affidabilità a giocare un ruolo di primissimo piano, ed in particolar modo nella fase iniziale del campionato, visto che sono stati ben pochi i team in grado di macinare nei test la distanza di una gara senza manifestare problemi. Del resto, la rivoluzione tecnica introdotta da quest’anno in Formula 1 ha letteralmente scompigliato le carte in tavola, costringendo i progettisti a dover ripensare alle monoposto secondo i dettami imposti dal nuovo regolamento. Non sono state, difatti, soltanto le importanti limitazioni aerodinamiche (soprattutto su ala anteriore e posteriore) a farla da padrone: la nuova power unit, composta da un motore termico affiancato da due recuperatori d’energia, consentirà ai motoristi di tornare a giocare nuovamente un ruolo da protagonisti, dopo anni in cui era stata l’aerodinamica la principale area di sviluppo e ricerca. E gli effetti si sono sentiti sin da subito, nei test invernali: a partire dal nuovo sound, sicuramente ancora affascinante ma molto più cupo e strozzato rispetto al passato; per non parlare del nuovo aspetto estetico delle monoposto, caratterizzate dalla curiosa forma del muso imposta sempre dal regolamento tecnico 2014. Ma le novità non si limitano soltanto all’aspetto tecnico, bensì verranno estese anche alla parte sportiva, grazie ad un nuovo format delle qualifiche (con un set di gomme aggiuntive a disposizione di chi riuscirà a qualificarsi al Q3), all’introduzione della patente a punti per i piloti ed al ritorno dei test durante l’anno, che consentiranno ai team di usufruire di otto giornate di prove collettive nel corso della stagione. Un mix di innovazioni, dunque, che non poteva che avere l’effetto di una bomba nell’ambito dei consolidati rapporti di forza a cui la Formula 1 ci aveva abituati nel corso degli ultimi anni, ed i cui risultati si sono già intravisti durante le prove invernali. Con una Red Bull, vettura dominatrice degli ultimi quattro anni, in palese difficoltà ed alle prese con un motore Renault vittima di grossi problemi di surriscaldamento; una Mercedes che sembra essere diventata la vettura da battere, pur alle prese con qualche residuo problema di affidabilità; una Ferrari pronta a giocarsi le sue carte con una F14T nata bene. Ma tra i protagonisti del Mondiale, nuovi outsider reclamano di poter giocare un ruolo di primo piano: su tutti, la Williams, ringalluzzita dalla cura Mercedes e dall’arrivo di Felipe Massa, ma anche la Force India, alla ricerca del primo successo della propria storia. Insomma, gli spunti di interesse certo non mancano: la Formula 1 ha sempre regalato emozioni forti, ma il 2014 promette di essere davvero un’annata da non perdere. Su i motori!

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