Fonte: facebook.com/LCRHondaMotoGPTeam

Lucio Cecchinello, patron del team LCR in MotoGP, nostro ospite nella puntata 292 di Motorbike Circus tira le somme della stagione 2021. Lucio valuta la stagione di Alex Marquez e Takaaki Nakagami al di sotto degli obiettivi fissati ad inizio stagione. A Portimao Alex ha sfiorato il podio e a Valencia cercherà conferme, per Taka il lavoro sarà invece più complicato. Ma non solo questo, con lui abbiamo parlato di sicurezza, dell’incidente di Darryn Binder e del ritorno di Casey Stoner nel paddock con il rammarico di non aver visto lo scontro tra l’australiano e Marc Marquez.

SICUREZZA E CASO DARRYN BINDER

Stiamo discutendo in commissione IRTA come migliorare il livello di sicurezza, perché non dimentichiamoci che questo è uno sport bellissimo ma altrettanto pericoloso. Non si scherza, non possiamo permetterci di continuare ad avere incidenti così. Secondo il mio punto di vista bisogna che la direzione gara inizi in primis con sanzioni più importanti fino ad arrivare a lasciare a casa un pilota per qualche gran premio. A me dispiace dirlo, però ripeto, poteva succedere anche qualcosa di grave in un incidente così. Poi l’incidente di gara ci sta, ma sappiamo che binder è un po’ recidivo per cui secondo me bisognerebbe prendere delle misure un po’ forti nei suoi confronti“.

Come migliorare la sicurezza e la scrematura dei piloti? Si è parlato in questi giorni della super licenza a punti in stile F1, ne abbiamo parlato anche con Lucio: “Penso che sia una proposta da valutare. E’ assolutamente intelligente, è abbastanza atipico vedere un pilota che dalla Moto3 arriva subito alla MotoGP. Però è già successo, noi siamo stati i primi con Jack Miller nel 2015. E’ stata una decisione presa insieme alla Honda che probabilmente ha dato i suoi frutti magari con un anno o due di distanza perché il salto è davvero importante“.

Lucio torna poi sull’incidente di Binder: “L’aspetto relativo al quoziente d’intelligenza del pilota che non può buttarsi dentro in quel mondo soprattutto quando ci sono due piloti che si giocano il mondiale. A me è capitato di essere in mezzo ad Alzamora e Melandri che si giocavano il mondiale e ho sempre avuto il rispetto per loro. Non potevo permettermi di andare a fare del casino perché non è giusto. Uno deve avere l’intelligenza di capire che non puoi rovinare la carriera a un pilota così. La super licenza a punti potrebbe avere senso.

STAGIONE INSUFFICIENTE

Tornando alle questioni interne al team LCR, Lucio ha cercato di riassumere la stagione di Alex Marquez e Takaaki Nakagami con i lati positivi e negativi: “La stagione la valuto al di sotto della sufficienza, vi dico la verità, ci eravamo fissati obiettivi più alti con entrambi. Alex era arrivato da noi dopo aver fatto una seconda parte di stagione 2020 buona con due podi mentre Taka dopo quello fatto vedere lo scorso anno pensavamo potesse salire almeno un paio di volte sul podio. Ci è andato vicino col quarto posto di Jerez però in realtà dopo non è più riuscito a concretizzare, anzi purtroppo quando è andato forte si è buttato in terra. Qui abbiamo avuto la conferma che ha bisogno di imparare a gestire meglio la pressione. Quando è davanti o parte davanti fa fatica a gestire la pressione e commette degli errori“.

La MotoGP di oggi è veramente complessa, basta veramente poco per non avere la moto veramente a punto e perdi mezzo secondo per strada e mezzo secondo nella MotoGP di oggi sono veramente tante posizioni. Aggiungi che quando vai mezzo secondo più piano e quindi sei indietro perdi quell’extra motivazione che hai, quell’adrenalina che ti permette di guadagnare altri due decimi. Mezzo secondo di moto, due decimi tuoi e arrivi a sette decimi che sono quelli che perdeva Alex rispetto al passato. Abbiamo provato tante cose, abbiamo veramente fatto un gran lavoro di materiale, alla fine combinando un po’ telai, sospensioni, regolazioni, forcelloni siamo riusciti a mettere insieme un pacchetto che ad Alex è piaciuto molto pronti via a Portimao è andato forte e adesso avremo la prova del nove a Valencia“.

NAKAGAMI DEVE MIGLIORARE SULLA FORZA MENTALE

Eravamo partiti con obiettivi superiori, il discorso che è un po’ nella indole di Taka è andare un po’ per piccoli passi. Arriva ad un livello di velocità sui tempi sul giro con un po’ di ritardo ma quando ci arriva è davvero forte. Considera che quest’anno abbiamo fatto ben cinque volte il miglior tempo nel warm up. Vuol dire che in condizioni da gara, con pieno di carburante, gomme da gara, assetto da gara, Taka è riuscito ad essere il più veloce del warm up. Peccato che poi in gara non è mai riuscito a replicare i tempi del warm up e questo ci ha creato un po’ di disappunto. Stiamo cercando di fargli capire che deve lavorare su se stesso e noi dobbiamo aiutarlo a metterlo in una condizione di essere subito competitivo pronti via nella gara“.

ALEX IL CAMBIO DI TEAM HA INCISO IN NEGATIVO

Per quanto riguarda Alex, devo dire che quando uno cambia squadra si rompono tutti quei meccanismi di comunicazione tra il pilota e i capitecnici. Il capotecnico, l’ingegnere che fa le mappe, l’ingegnere della telemetria, il tecnico delle sospensioni e credetemi che tutte queste interazioni del pilota se non sono tutte collaudate ed a altissimo livello, se c’è qualche interazione che non va bene, se c’è qualche modalità di comunicazione che non viene percepita dalla controparte al livello ottimale si va fuori strada facilmente. Credo che abbiamo pagato caro con Alex il fatto di non essere riusciti a comunicare in maniera eccellente. Meglio tardi che mai abbiamo fatto un bel lavoro e se riusciamo a ripeterci qua a Valencia vuol dire che saremo sulla buona strada“.

CON CASEY UN RAPPORTO SPECIALE

Tra le persone più chiacchierate del paddock nel GP portoghese ovviamente c’è stato Casey Stoner: “L’ho salutato, era sempre avvolto tra mille persone e tutte le persone che volevano fare foto con lui. Ci simo salutati gli ho chiesto come sta la famiglia, le bimbe e Adriana. Ho ancora un ottimo rapporto con tutta la famiglia Stoner. E’ un vero peccato che la sua carriera sia finita presto perché penso sarebbe stato bellissimo vedere il duello Marquez-Stoner“.

Chiudiamo l’intervista parlando di un altro australiano passato per il Team LCR, Jack Miller: “Pecco sta facendo un lavoro straordinario, Miller è un ragazzo molto intelligente. Ha capito che in questo momento deve fare da spalla, ha fatto un lavoro incredibile nella sua carriera. Probabilmente e questo può accadere, quando poi prendi paga per uno forte, anche di testa, come lui può essere che l’anno prossimo possa fare un ulteriore passo avanti ed essere un osso davvero duro anche per Pecco“.

RIVIVI LA PUNTATA 292 DI MOTORBIKE CIRCUS

Oltre all’intervista a Lucio Cecchinello nella puntata di Motorbike Circus si è parlato di WorldSBK e MotoGP anche con l’ultimo campione del mondo Ducati: Carlos Checa.

Mathias Cantarini

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