Un’edizione tragica della 24 Ore di Le Mans ha visto il successo dell’equipaggio Audi formato da Kristensen-Duval-McNish. A funestare difatti la 90° edizione della classica francese, l’incidente mortale accaduto al pilota danese Allan Simonsen, deceduto dopo aver impattato le barriere nel corso del terzo giro di gara. Il 34-enne pilota della Aston Martin ha difatti perso il controllo della propria vettura all’uscita della variante di Tertre Rouge, probabilmente a causa dell’asfalto reso viscido dalla pioggia. Subito soccorso dai medici, lo sfortunato pilota è però deceduto in seguito ai traumi riportati: la notizia della morte è arrivata nel paddock dopo circa due ore dall’incidente. L’Aston Martin, anche su espressa richiesta della famiglia di Simonsen, ha deciso di non ritirare le proprie vetture dalla gara. Non sono mancate le polemiche in merito all’opportunità di sospendere o meno la corsa dopo la notizia, arrivata con uno scarno comunicato dopo che le prime voci parlavano di un pilota comunque cosciente ed in buone condizioni. Era da ventisei anni che non si verificava un incidente mortale durante lo svolgimento della 24 Ore: l’ultimo pilota a cadere in gara era stato Jo Gartner al volante della Porsche nel 1987. Dieci anni dopo il francese Sebastien Enjoiras aveva perso la vita durante le prove all’altezza della curva di Arnage. Tornando alla cronaca della gara, la quale è ripartita dopo una neutralizzazione di cinquanta minuti resasi necessaria per riparare il guard-rail danneggiatosi nell’impatto, l’Audi ha confermato la propria supremazia conquistando la propria 12° vittoria su 15 partecipazioni. Nono successo in carriera nella classica di La Sarthe anche per il danese Tom Kristensen, il quale ha dedicato il successo al connazionale scomparso. Eppure, non tutto è filato liscio per la casa di Ingolstadt: i vincitori dello scorso anno Lotterer-Treluyer-Fassler hanno difatti accusato un problema all’alternatore dopo aver condotto in testa i primi 100 giri, uscendo così del tutto dalla lotta per la vittoria. Il secondo posto è così andato all’ottima Toyota Ts030 Hybrid guidata dai 3 ex-Formula 1 Buemi-Sarrazin-Davidson, la quale ha terminato a un giro di distacco dai vincitori. Sul terzo gradino del podio l’altra Audi guidata da Genè-Di Grassi-Jarvis, davanti alla seconda Toyota di Wurz-Lapierre-Nakajima. In Lmp2 successo targato Morgan-Nissan grazie a Baguette-Gonzalez-Plowman, mentre nella categoria Gt la Porsche ha conquistato un doppio successo, grazie anche ai problemi dell’Aston Martin la quale, oltre al dramma di Simonsen, ha dovuto fare i conti anche con l’incidente dell’equipaggio formato da Senna-Bell-Makowiecki, favorito per il successo finale. Settimo posto di categoria, infine, per la Ferrari 458 di Giancarlo Fisichella e Gianmaria Bruni.

 

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