Christian Gamarino, velocista genovese con anni di esperienza nel Mondiale Supersport, ha raccontato ai microfoni di Radio LiveGP com’è l’esperienza di passare da gare di 40 minuti alla 24H di Le Mans, dove ha corso con il team No Limits di Moreno Codeluppi insiema ai compagni di squadra Luca Scassa e Michael Mazzina. Christian ci ha spiegato come si affronta una gara di Endurance, il rapporto con la squadra e la condivisione della moto con altri piloti.

Com’è stata quest’esperienza?

“A parole è veramente difficile da esprimere un concetto come la 24H di Le Mans. Durissima, almeno la gara, ma come esperienza è veramente bellissima.”

Tu sei un velocista, è difficile essere costante su 24H?

“In realtà mi sono trovato abbastanza bene, ho pensato di interpretare ogni stint di gara come una gara a se. Chiaro che dopo le prime due o tre ore diventa dura, avverti la stanchezza, ma poi inizi a prendere un ritmo diverso e ti abitui a girare a lungo.”

Non avevi mai girato a Le Mans. Come hai trovato il circuito?

“Prima l’ho fatto a piedi e mi è sembrato decisamente strano, curve e contropendenze sono uniche. Poi dopo 24H lo sapevo a memoria, quindi alla fine ti viene a piacere anche per forza!”

Anche nella Stock corrono molte case ufficiali, hai visto differenze tra la tua moto e le loro?

“In realtà no, il nostro principale problema sono stati i 3 pit stop che abbiamo dovuto fare per problemi tecnici. Io i ragazzi del team LMS (junior team della Suzuki SERT, ndr) li ho ripresi e sorpassati più di una volta, quindi le moto erano lì. Ci serviva un pizzico in più di fortuna, alla fine i distacchi non erano molto lunghi.”

È un problema di gioventù quello della nuova GSX-R?

“Non te lo so dire, io nelle 1000 non ho molta esperienza. Il team No Limits usa la GSX-R nuova già da un anno, ed effettivamente l’elettronica non è ancora al top, ci mancava l’ultimo aggiornamento. Ma nelle 24H non è semplice gestire la cosa, certe volte la qualità della moto non c’entra. Anche i team ufficiali hanno avuto svariati problemi, quindi non c’è questo grande vantaggio.”

Proseguirai quest’avventura nell’EWC?

“Certo, farò tutto il campionato per quest’anno oltre che partecipare al CIV con il team Tutapista. Tra BMW e Suzuki ci sono belle differenze.”

Che differenze hai trovato?

“Beh, la preparazione EWC prevede un serbatoio maggiorato e questa è già una differenza eclatante. La BMW ha più motore, mentre il Suzuki era più comodo: in fondo ci devi stare una vita sopra, menomale che è più comodo. Diciamo che sono ben poco intercambiabili tra loro.”

Come ti sei trovato con i tuoi compagni di squadra?

“Molto bene, Luca lo conoscevo da tanto tempo mentre con Mazzina sono entrato subito in sintonia. Il problema sono state le differenze fisiche, Luca ha un 45 di piede quindi noi ci siamo trovati un po’ in difficoltà con il cambio! Però siamo stati bene, abbiamo fatto una bella gara e ci siamo divertiti.”

CIV VS National, che ne pensi?

“La vedo più come una protesta contro il campionato italiano piuttosto che un vero e proprio contro movimento. I piloti che avevano possibilità di fare solo dal quindicesimo posto in giù nel CIV hanno preferito un campionato con una buona visibilità e magari potersi giocare il podio. Alcune case lo usano per sviluppare il prodotto, quindi non ci vedo nulla di male, ma il CIV resta il CIV.”

Alex Dibisceglia

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