Irene Saderini è stata nostra ospite nella 96ª puntata di MotorBike Circus su Radio LiveGP, dove ha parlato della sua nuova esperienza come inviata nel Mondiale Superbike e delle differenze riscontrate con il mondo della MotoGP. La giornalista di Sport Mediaset sta prendendo confidenza con le varie categorie delle derivate di serie, senza dimenticarsi però di monitorare i progressi dei giovani piloti di Moto3 e Moto2. Ha anche parlato del ruolo delle donne nel mondo delle due ruote e delle sue avventure in qualità di centaura. Il tutto con molta ironia e tante risate.

Irene, parliamo un po’ di Superbike: cosa ti aspetti dal weekend di Assen?

Volete davvero…saperlo da me? (ride) Io guardo la gara di quelli un po’ indietro in classifica, perché ciò che accade tra i primi mi sembra un po’ scontato, purtroppo. Da italiana mi piacerebbe vedere i nostri piloti davanti e mi auguro che accada, com’è successo ad Aragon in Gara2. Ad Assen mi aspetto un Van der Mark competitivo su una pista che gli piace, dove ha già vinto: potrebbe farci vedere qualcosa di più. Credo che d’ora in poi la sua stagione potrebbe prendere una piega diversa ma non scommettete sulla vittoria, quella la vedo una prerogativa delle Kawasaki, anzi di una in particolare…

E invece Tom Sykes?

Lui ancora non è al massimo fisicamente, avrà di sicuro fatto una cura dimagrante dopo il problema gastrointestinale… ma speriamo che non sia troppo deperito e che sia in forma per Assen!

Che differenze hai trovato nel passaggio da MotoGP a Superbike?

Ci sono sempre i box, le moto e la griglia (ride) e ciò è rassicurante…ma la verità è che il paddock è molto più aperto, non ci sono paraventi: puoi osservare, capire e fare più domande; se ti piace e fai questo mestiere puoi scoprire molte più cose. Ci sono meno feste, un mondo meno patinato, ma vi dirò tra qualche mese se sia un male o meno… 

In realtà le feste ci sono… (l’indiscrezione arriva direttamente da Marco Pezzoni, che sembra molto informato sul tema, ndr)

Allora vuol dire che non sono ancora nel giro giusto, dovrò informarmi meglio…

Qualche giorno fa su Instagram hai pubblicato una foto di Rebecca Bianchi, scrivendo: “Fiera di avere più amiche che in pista portano la moto piuttosto che l’ombrello”. Era un’accusa per la mancanza di donne nelle categorie maggiori?

La risposta è sì, perché le donne non mancano nel mondo dei motori, ma sono spesso relegate a fare da contorno, mentre a me piacciono più quelle con le scarpe basse, magari il casco, che si danno da fare. È più divertente sentire parlare una donna, piuttosto che vederla muta e svestita. Ti puoi svestire lo stesso, ma se parli anche è più apprezzabile…

Sui social ti abbiamo visto anche allenarti con Claudio Corti: ti vedremo in pista prima o poi?

Non mi alleno, tento di andare e fare ciò che mi dicono più che allenarmi…anche perché ho superato l’età massima, adesso non posso fare nemmeno la Moto3. Diciamo che mi diverto e vado forte sulla pausa: il panino col salame è la mia specialità!

Sei passata alla Superbike, ma immagino tu stia ancora monitorando i “pilotini” della Moto3: cosa ne pensi della stagione degli italiani?

Io non li monitoro, sono come un ultras! Mi fa piacere rivedere Fenati davanti, a prescindere dall’idea che uno può essersi fatto lo scorso anno rimane un talento italiano che ha tenuto duro. Nel mio cuore ho però Bulega e DiGiannantonio: vederli in bagarre sarebbe bello, non parlo di carenate cattive ma di quelle dove tutti finiscono sul podio. Vedo Bastianini un po’ mancante in questo inizio di stagione, mentre mi piace l’atteggiamento di Migno. Gli italiani mi sembrano un bel plotone competitivo, anche se il problema è che ci vorrebbe più continuità da parte anche di uno solo per poter puntare al titolo. 

Rimaniamo in tema Italia, parlando di Morbidelli…

Sta andando tutto benissimo e per scaramanzia non vorrei aggiungere altro: facendo una considerazione, dal punto di vista umano se c’è un pilota che merita tutto è proprio Franco.

Arriva il tormentone di Fabrizio Crescenzi: che moto hai nel tuo garage?

Avevo…perché alla fine della scorsa estate me l’hanno rubata! Avevo una Ducati e non era una Monster! (parte così il toto-moto, ndr). Avevo una Diavel, almeno riuscivo a toccare con i piedi a terra…

Cosa ne pensi dell’inversione di griglia in gara2?

Non mi piace! Mi sgrideranno per questo, ma trovo che sia inutile, ingiusta ed antisportiva: sono per le gare, se ti qualifichi primo è giusto che tu parta davanti. In più non serve a niente e crea situazioni che potrebbero essere pericolose, ma anche solo dal punto di vista sportivo non mi sembra giusta.

Cosa ne pensi della SuperSport 300?

La scorsa volta non ero preparata al 100%, ma ho visto che i piloti sono molto giovani e le moto interessanti, anche se aspetterei qualche gara per giudicare.

E dopo l’ultima domanda abbiamo lasciato la nostra ospite in compagnia della sua priorità della serata: la pizza. Alla prossima, Irene!

Alice Lettieri 

 

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