Fernando Alonso, 38 anni, sarà al via dell'edizione 104 della 500 Miglia di Indianapolis?

Stando alle notizie che arrivano dal Giappone, la Honda avrebbe decisamente posto il veto alla partecipazione di Fernando Alonso alla 500 Miglia di Indianapolis con una vettura motorizzata con un propulsore giapponese.




Solo pochi giorni fa l’accordo pareva cosa fatta, con Michael Andretti intenzionato a schierare una sesta vettura e metterla a disposizione del due volte Campione del Mondo di Formula 1. Ma il figlio del grande Mario non aveva fatto i conti con i vertici della Honda che, da Tokyo, si sono opposti con fermezza riguardo la possibilità di far salire l’asturiano su una vettura di un team facente parte della pattuglia del motorista giapponese.

NON C’ERAVAMO TANTO AMATI

Troppo vive nella mente, evidentemente, le ripetute e plateali critiche di Alonso che, ai tempi della motorizzazione Honda con il team McLaren non fu per nulla tenero con i giapponesi. Che la cosa pare l’abbiano decisamente legata al dito…

Fernando Alonso in un dei tanti ritiri con la McLaren equipaggiata con motore Honda

Eppure Fernando Alonso nelle scorse giornate era ritornato su quel famoso “Gp2 engine”, cercando di giustificare quella che al momento è una frase che gli sta precludendo qualsiasi tipo di discorso con la Honda: “Era un periodo di frustrazione e forse non avrei dovuto dire quella frase, ma non l’ho pronunciata davanti alle televisioni o in conferenza stampa. Stavo parlando col mio ingegnere ed era una conversazione privata. Non doveva essere resa pubblica, ma il motore proprio non andava“.

Nel primo anno, nel corso dei test invernali a Jerez, abbiamo compiuto appena sette giri in quattro giorni. Adesso la Honda riesce a vincere delle gare e ricevo molti messaggi di scherno sul fatto che quello che avevo definito GP2 engine è ora competitivo. Sono contento per loro, ma il motore che avevo sulla mia McLaren non può certamente essere paragonato a quello che ha consentito a Verstappen di vincere in Brasile“.

Se un top driver avesse dovuto affrontare quello che ho passato io non immagino cosa avrebbe potuto dire. Nel 2015 ho sempre lottato per evitare di essere tagliato fuori in qualifica già dal Q1 ed ho ricevuto un totale di 575 posizioni di penalità. Ho detto quello che pensavo perché ero certo che fosse il vero. In alcuni casi forse mi sono sbagliato, ma non ho fatto nulla di diverso da quello che altri avrebbero fatto“.

FUTURI SCENARI A STELLE E STRISCE

L’improvviso no della Honda a Fernando Alonso ha aperto diverse prospettive future nello scenario dell’IndyCar, soprattutto tra coloro che ambiscono al sedile lasciato vacante dall’asturiano in seno al team Andretti. Uno dei principali candidati ad accaparrarselo risponde al nome di James Hinchcliffe che, oltre ad aver già corso per Andretti (con 3 vittorie), ha un forte legame con la Honda. Più defilati paiono Stefan Wilson, Oriol Servia e Carlos Munoz, con Andretti che avrà diverse opzioni su cui scegliere.

E Alonso? Con il veto posto dalla Honda, la sua unica possibilità è riposta nei team motorizzati Chevrolet, anche se sarà difficilissimo trovare un team competitivo per lo spagnolo. Da escludere categoricamente sia l’opzione Penske, con il “Capitano” che ha più volte dichiarato di non voler schierare più delle quattro vetture con cui parteciperà alla 500 Miglia, sia quella dell’Ed Carpenter Racing per l’identico motivo.

Rimangono Arrow McLaren SP, Dreyer & Reinbold Racing, DragonSpeed, Juncos Racing e A.J. Foyt Racing come uniche opzioni che rimangono all’asturiano per continuare a seguire un sogno chiamato Triple Crown.

IndyCar | Vicino l’accordo tra Alonso e il team Andretti per la 500 Miglia di Indianapolis?

Vincenzo Buonpane

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