Will Power, alla fine, ce l’ha fatta. E’ lui il campione Indycar 2014, un risultato ottenuto al termine di una stagione corsa come spesso accade da protagonista, ma con il timore di vedersi sfuggire ancora una volta in extremis quel titolo che rischiava di apparire come una chimera. Invece, al pilota australiano del team Penske è stavolta bastato il nono posto conquistato nella 500 Miglia di Fontana, ultima prova stagionale, per mettere a tacere le ambizioni del principale contendente della vigilia, il compagno Helio Castroneves, ma anche di Simon Pagenaud e Ryan Hunter-Reay, ancora matematicamente in grado di poter soffiare il titolo al 33enne di Toowoomba. La gara, stavolta priva di particolari momenti di suspence, ha visto il primo successo di Tony Kanaan, il quale ha preceduto dopo quasi tre ore di gara Scott Dixon e Ed Carpenter. Quarto posto per Montoya, a lungo in testa nelle fasi iniziali, davanti a Hinchcliffe, Sato e Briscoe. Castroneves è giunto solamente quattordicesimo, dopo aver subito una penalità per aver commesso un errore nella fase di rientro in corsia box, mentre Pagenaud, apparso in netta difficoltà, ha concluso in ventesima e ultima posizione. Da segnalare che l’unica fase di caution della gara è stata causata da un testacoda di Hunter-Reay al giro 176, il quale poi ha ripreso la gara finendo sedicesimo. Rimane ancora ricoverato in ospedale Mikhail Aleshin, vittima di un grave incidente durante le prove libere del sabato: il pilota russo, le cui condizioni sono definite “serie ma stabili”, ha riportato la frattura della clavicola destra, una commozione cerebrale e diversi traumi al torace.

LA CRONACA. Al via Montoya soffia subito la leadership a Castroneves mentre scatta in maniera molto guardinga Will Power dal fondo. Subito i due piloti del team Penske ingaggiano un bel duello che vede i due sudamericani scambiarsi più volte il comando, con Newgarden, Dixon e Kanaan alle loro spalle. Power inizia una lenta rimonta che lo vede al giro 15 scavalcare Pagenaud per la quindicesima posizione, e successivamente entrare nella top ten dopo il primo giro di soste. Mentre al 22° passaggio si registra il ritiro di Huertas, la gara procede regolarmente, con Montoya tra i protagonisti e Power immediatamente alle spalle del gruppetto di testa. Al giro 176 Hunter-Reay perde improvvisamente il posteriore mentre si trova alle spalle di Kanaan e si gira, causando la prima bandiera gialla della serata. La situazione vede Castroneves sempre al comando, davanti a Kanaan, Dixon, Montoya e Power, quando tutti i big rientrano per la sosta: il leader deve cedere la posizione a Kanaan e Dixon. Si riparte al giro 188 e Power si scatena: infila dapprima Castroneves e subito dopo in un colpo solo Dixon e Kanaan, portandosi per la prima volta in testa alla gara. Il brasiliano supera con due ruote la linea bianca all’ingresso della corsia box, dovendo così scontare una penalità che mette fine alle sue ambizioni di gloria. Kanaan gestisce la gara nelle battute finali, riuscendo a passare per primo sotto la bandiera a scacchi con un buon margine su Dixon e Carpenter. Primo successo stagionale per il pilota del team Ganassi, anche se la festa è tutta per Will Power, che conquista l’agognato titolo.

Marco Privitera

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