Romain Grosjean, tra i protagonisti dell'Indycar. Credits: Romain Grosjean Official FB
Romain Grosjean, tra i protagonisti dell'Indycar. Credits: Romain Grosjean Official FB

Manca ormai poco più di un mese all’inizio della stagione Indycar, e i team stanno già scaldando i motori nei test di Sebring. Tra i tanti protagonisti, andiamo a scoprire i cinque piloti della serie a stelle e strisce che saranno da tenere d’occhio in questo 2022, e che sfideranno il detentore del titolo Alex Palou!

Romain Grosjean

Ebbene sì, in pochi ci avrebbero scommesso, ma il francese in un solo anno si è ritagliato una parte da protagonista nel mondo Indycar. Dopo il rogo di Sakhir, sembrava proprio che Romain avesse deciso di appendere il casco al chiodo. Ma, evidentemente, il richiamo del rombo dei motori è stato più forte di tutto, e Romain ha dimostrato ancora una volta di essere un combattente nato.

Se il suo arrivo in seno al team Dale Coyne aveva destato curiosità e interesse, il resto del campionato 2021 ha messo in mostra tutte le sue qualità migliori. La prima pole e il primo podio non si sono certo fatti attendere, e sono arrivati già a metà maggio a Indianapolis. Il quindicesimo posto finale non rende piena giustizia a quanto mostrato da Romain in pista.

Il 2022 per lui dovrà essere l’anno della conferma di quanto di buono mostrato nella stagione da rookie. L’occasione è ghiottissima: Grosjean prenderà infatti il posto di Hunter-Reay in seno al Team Andretti, uno dei top 3. Se tutto andrà per il verso giusto, il francese potrà sfruttare la competenza e le capacità della squadra di Nazareth per puntare a vincere come minimo delle gare, ma non sarebbe da stupirsi se a Laguna Seca si trovasse a lottare per il titolo.

Alexander Rossi

Rispetto a Grosjean, la situazione del driver californiano è quasi diametralmente opposta. L’ex pilota della Marussia in F.1 e già vincitore della Indy 500 nel 2016, vive un periodo di astinenza da vittorie che dura ormai dal 2019. E dire che le armi a disposizione le avrebbe tutte, dal momento che appartiene anch’egli alla scuderia di Michael Andretti.

Attenzione però: se c’è un pilota che può invertire la tendenza negativa, questo è proprio Rossi! Sette vittorie e sei pole position in Indycar non arrivano per caso, e la vittoria nel catino dell’Indiana da rookie parla da sola. Nelle ultime due stagioni, quello che è sembrato mancare ad Alexander sono sembrati lo smalto dei giorni migliori e la capacità di trovare il ritmo giusto che lo avevano portato a giocarsi il titolo fino all’ultimo contro Newgarden nel 2019.

Il 2022 per Rossi ha un po’ il sapore dell’ultima spiaggia: se non arriveranno risultati importanti, difficile che Andretti possa rinnovargli la fiducia. E, per lui, sarebbe poi complicato andare a trovare un posto tra i big per le annate successive. Inoltre, una sua performance positiva aggiungerebbe ancora più spettacolarità e pepe alla categoria; non resta che augurargli buona fortuna!

Rinus Veekay

Se nel Circus della F.1 c’è Max Verstappen, l’Olanda è sicuramente ben rappresentata anche dall’altra parte dell’Oceano Atlantico. A raccogliere il testimone della leggenda Arie Luyendick è stato, a partire dal 2020, un giovane di belle speranze: Rinus Veekay.

Finalmente, dopo aver vinto la Indy Lights nel 2019, lo scorso anno è arrivata anche la prima vittoria in Indycar, che è stata il picco di una stagione ricca di sostanza e prestazioni degne di nota. Il dodicesimo posto finale, ottenuto alla guida di una monoposto del team di Ed Carpenter, era tutt’altro che scontato all’inizio, soprattutto dopo le tante difficoltà di adattamento incontrate nel 2020.

Ora, per lui, il gioco potrebbe farsi serio veramente; non dimentichiamo che stiamo parlando di un classe 2000, dunque giovanissimo! Le qualità ci sono tutte, e sono pronte ad esplodere. Le prospettive sono ottime, e per Rinus il 2022 potrebbe essere l’anno della svolta, per poi ritagliarsi in futuro un posto da protagonista nel mondo Indycar.

Josef Newgarden

Al momento, il driver di Nashville sembra essere il più completo sulla griglia di partenza. Velocità, costanza ed esperienza formano un mix che potrebbe essere “letale” per tutti gli avversari. Due titoli, venti vittorie, quindici pole: numeri che parlano da soli e rendono l’idea dello spessore di Newgarden.

Quella del 2021 è stata un’annata a due facce, e non certo a causa sua. La sua vettura, infatti, nella prima parte di stagione, spesso gli ha creato più di un grattacapo, privandolo di vittorie praticamente già acquisite, come quella di Road America. Quando il team Penske è riuscito a venire a capo dei problemi, il suo ruolino di marcia è stato impressionante, ed ha rimontato fino al secondo posto nella classifica finale.

Il vincitore Palou ha dovuto guardarsi anche dal suo prepotente ritorno, e certamente dovrà farlo anche nel 2022. Newgarden è un pilota puro, veloce, un vero e proprio animale da gara, capace di tirare fuori il meglio dalla sua vettura in ogni situazione. Se non avrà problemi esterni, sarà sicuramente tra coloro che lotteranno per il titolo, e avrà tutte le carte in regola per portarsi a casa il terzo alloro iridato.

Colton Herta

Chiudiamo la nostra carrellata con il californiano figlio d’arte, che dà sempre tanto spettacolo in pista. Per inquadrare il personaggio, basti dire che è ad oggi il più giovane vincitore della storia Indycar, grazie al successo ottenuto due anni fa al COTA, quando ancora non aveva compiuto i 19 anni di età. Da allora, la striscia si è ampliata fino a raggiungere le sei affermazione attuali.

Se la passata stagione è stata a dir poco entusiasmante, buona parte del merito è certamente stato suo. Navigato dal papà Bryan, ha spesso messo in difficoltà i top drivers, ottenendo ben tre vittorie. Spesso, però, la sua irruenza ha condizionato duramente il risultato finale, compromettendo le possibilità di arrivare a giocarsi la vittoria finale. Un esempio su tutti: il botto di Nashville, senza il quale sarebbe quasi certamente riuscito a superare Ericsson, vincere e rilanciarsi in classifica.

Essendo un pilota Andretti, le possibilità per fare bene ci sono sicuramente tutte. È molto giovane, questo è certo, ma tre anni da titolare non sono pochi. Se dimostrerà di aver fatto tesoro delle lezioni imparate nelle stagioni passate, sarà da tenere d’occhio non solo nel 2022, ma anche negli anni a venire. Il futuro è di piloti come lui, Palou, O’Ward e Veekay: giovani, arrembanti e veloci!

Nicola Saglia

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