In un GP caratterizzato da caution e bandiere rosse, a spuntarla è Marcus Ericsson che, dopo Detroit, conquista la sua seconda vittoria in IndyCar. Dietro lo svedese ex Formula 1, Scott Dixon e James Hinchcliffe completano il podio con il neozelandese che, complice il 7° posto di Palou, riduce il distacco in classifica dallo spagnolo.

Una gara caotica e spezzettata e dove l’azione è stata praticamente interrotta immediatamente. E’ questo la cartolina della “prima” di Nashville nel calendario IndyCar, andata in scena in una location sicuramente attraente per il pubblico, ma poi rivelatasi inadatta, almeno in questa edizione, per ospitare una competizione motoristica.

PRONTI…VIA! ED E’ SUBITO CAUTION!

Parte benissimo dalla pole position Colton Herta, mentre Scott Dixon si fa sorprendere da Alexander Rossi che gli soffia la seconda piazza. Nemmeno il tempo di visualizzare la classifica che è già tempo di caution a causa di un problema tecnico occorso a Dalton Kellet che è costretto a parcheggiare la sua Dallara in mezzo alla pista.

ERICSSON DECOLLA SU BOURDAIS

A pochi attimi dalla ripartenza grosso spavento per lo svedese Marcus Ericcson che, per un’incomprensione con Bourdais, decolla su quest’ultimo terminando fortunatamente la sua corsa su quattro ruote ma con la vettura danneggiata. Alla green flag Colton Herta è rapidissimo a crearsi un certo margine di vantaggio sul resto del gruppo, ma la sua fuga dura poco: al giro 16 si è nuovamente in regime di caution a causa di un contatto tra Ed Jones e Scott McLaughlin, con quest’ultimo spedito a muro dal #18 del team Dale Coyne.

BANDIERA ROSSA

Al giro 20, a dimostrazione di una gara troppo frammentata, la Direzione Gara è costretta ad esporre la bandiera rossa per rimuovere la Penske di Simon Pagenaud finita a muro dopo un contatto con la vettura gemella di Will Power. Alla green flag Herta si è rimesso nuovamente a dettare il passo, prima che una nuova caution, per l’incidente di Veekay in curva 1, vanificasse nuovamente il tentativo di fuga del figlio d’arte.

ERICSSON AL COMANDO

Quasi tutti i piloti ne approfittano per rientrare ai box ed effettuare la sosta, eccetto un gruppetto capitanato da Marcus Ericcson che si ritrova in testa, con Herta 4°, preceduto anche da Hunter-Reay e Hinchcliffe, ma rapidissimo a riportarsi negli scarichi dello svedese con due sorpassi magistrali su chi lo precedeva prima dell’ennesima caution.

HERTA A MURO

Che la giornata per Herta non sia delle più positive lo si intuisce nel proseguo della gara, quando una volta riconquistata la testa della corsa la riperde nella girandola delle soste attivata in occasione della caution del giro 55 resasi necessaria per lo stop di Cody Ware.

La gara per Herta termina a cinque giri dal termine, quando in pieno recupero nei confronti di Ericsson finisce a muro in curva 9 terminando mestamente una giornata dove aveva dimostrato di poter dominare la gara.

VITTORIA PER ERICSSON

A causa dell’incidente di Herta la Direzione Gara è costretta ad esporre una seconda bandiera rossa, con la gara che riprende a due giri dal termine. A trionfare è Marcus Ericsson, alla sua seconda vittoria in carriera dopo quella di Detroit , davanti a Scott Dixon e James Hinchcliffe. Chiudono la Top 10 Ryan Hunter-Reay (4°), Graham Rahal (5°), Ed Jones (6°), Alex Palou (7°), Felix Rosenqvist (8°), Helio Castroneves (9°) e Josef Newgarden (10°).

Prossimo appuntamento con l’IndyCar è per la prossima settimana con il Big Machine Spiked Coolers Grand Prix sullo stradale di Indianapolis.

Vincenzo Buonpane

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