IMSA 2020

Con un’inedita edizione della 12h di Sebring si è chiusa la stagione 2020 dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship. La principale serie statunitense riservata alle GT ed ai prototipi ha regalato parecchie emozioni ed è stata indecisa fino all’ultima competizione. DPi, GTLM e GTD si sono contese la corona nelle rispettive classi dalla 24h di Daytona all’ultima prova di metà novembre.

Helio Castroneves e Ricky Taylor sono riusciti a portare in casa Penske il secondo titolo consecutivo dopo l’affermazione nel 2018 dell’americano Dane Cameron e del colombiano Juan Pablo Montoya. Il brasiliano e l’americano hanno siglato quattro gare in una stagione che è iniziata nel peggiore dei modi. La 24h di Daytona ha infatti escluso dopo poche ore l’equipaggio della #7, out alla Bus Stop dopo un contatto con la Mazda #55 di Jonathan Bomarito /Harry Tincknell/Ryan Hunter-Reay.

Da Daytona a Sebring, che battaglia!

La Rolex 24 at Daytona, la maratona che apre il campionato, ha visto il successo per la Cadillac #10 del WTR, vettura affidata all’olandese Rengen van der Zande e l’australiano Ryan Briscoe, accompagnati per l’occasione dal neozelandese Scott Dixon e dal giapponese Kamui Kobayashi.

Salutato il ‘World Center of Racing’, l’IMSA WeatherTech SportsCar Championship si è dovuto piegare all’emergenza sanitaria che ha cancellato tutti gli eventi da marzo a luglio. L’ottima organizzazione ha rivisto il calendario che, nella sua veste definitiva, ha tolto dai propri piani solo uno dei 12 eventi previsti.

Gli altri 11, come da programma, sono stati svolti regolarmente anche se in certi casi si è optato per delle piste alternative a quelle stabilite. Ricordiamo infatti le definitive cancellazioni di Lime Rock, Belle Isle e Long Beach.

Una sprint race a Daytona ed una a Sebring hanno ‘riaperto’ il campionato una sorprendente vittoria di Mazda. Bomarito/Tincknell #55 hanno vinto il round estivo di Daytona, mentre la Cadillac #31 dell’Action Express ha messo in bacheca l’inedita prova sprint di Sebring con i brasiliani Pipo Derani e Felipe Nasr. Con tre affermazioni differenti in tre prove, la stagione nella Dpi sembrava più che mai incerta.

La competizione di Road America ha cambiato lo svolgimento del 2020. Castroneves/Taylor sono stati i migliori in Wisconsin, risultato che gli ha rilanciati in classifica. La 6h di Road Atlanta, prova che ha rimpiazzato la 6h del Glen, ha visto il secondo acuto consecutivo per l’Acura #7 che per la prima volta ha vinto una gara endurance nella propria storia spezzando una sorta di maledizione.

In tre per il titolo

Con due successi all’attivo, il duo della #7 ha dominato l’evento di Mid-Ohio e si è candidata a pieno diritto per i titolo. Le Cadillac #31 e #10 sono state le uniche in grado di fronteggiare Castroneves/Taylor. Un evento chiave nella lotta al successo è stata la Petit Le Mans.

La classica prova che si tiene a Road Atlanta è stata una nuova chiave del 2020. Al termine di una competizione incertissima, l’Acura #7 ha sfidato negli ultimi passaggi la Cadillac #31 che pochi giri prima si era resa di un bellissimo sorpasso all’interno della prima difficile curva. Ricky Taylor ha cercato di restituire il favore ai brasiliani di Action Express, ma qualcosa è andato storto.

I due prototipi sono venuti a contatto ed hanno spalancato la porta alla Cadillac #10 che ha potuto festeggiare il secondo acuto in una classica dopo il sigillo di Daytona. Taylor è riuscito a portare a termine la corsa al secondo posto, missione non riuscita alla #31 che ha terminato la 10h georgiana nella ghiaia di curva 1.

La manifestazione seguente, penultimo atto di Laguna Seca, ha mostrato la superiorità delle Acura che con una splendida doppietta si sono accaparrate per due punti la leadership del campionato sulla Cadillac #10 del WTR.

Con due lunghezze da gestire sulla Cadillac #10 e nove su Pipo Derani, Castroneves/Taylor sono sbarcati a Sebring con la speranza di regalare a Penske il secondo titolo IMSA consecutivo.

La 12h conclusiva si è rivelata una corsa ad eliminazione. Alcuni problemi alla #7 ed i danni riportati alla #10 dopo un contatto con la Mazda #55 hanno aumentato le possibilità di Derani per il successo finale, out dalla lotta al titolo dopo aver rotto il braccetto dello sterzo. Il brasiliano è stato protagonista di un attacco suicida ai danni dell’Acura #6, errore che poteva essere evitato.

WTR si consola con il successo nella Michelin Endurance Cup, lo speciale trofeo che raccoglie i punti nelle quattro corse endurance che compongono il campionato.

Cosa ci aspetta nel 2021?

Il successo della Dpi #7 mette fine al binomio Acura-Penske. Il ritorno della squadra del ‘Capitano’ nell’IMSA, nato nel 2018, volge al termine, ma potrebbe ripresentarsi con l’avvento delle LMDh, la nuova piattaforma di prototipi che dovrebbe entrare in vigore dal 2022/2023.

Acura saluta la formazione di Roger Penske, ma non abbandona la serie. Le due ARX-05 verranno infatti gestite dal prossimo anno da due squadre di primo profilo come il Wayne Taylor Racing ed il Shank Racing, squadra impegnata fino a quest’anno nella GTD.

I piloti Penske hanno già trovato un impiego per 2021. Juan Pablo Montoya debutterà nel FIA WEC in LMP2, mentre resteranno in IMSA i compagni di box dell’ex pilota di F1. Cameron guiderà infatti con Olivier Pla con Shank, mentre Ricky Taylor tornerà dopo tre stagioni nella formazione di famiglia in coppia con il portoghese Filipe Albuquerque. Castroneves, invece, tornerà in IndyCar, ma dovrebbe gareggiare con WTR nelle prove endurance. 

Ci auguriamo che Rengen van der Zande possa trovare un sedile per il 2021 dopo l’esclusione dal progetto dei Taylor. Un’opportunità potrebbe arrivare dal Chip Ganassi Racing. A 12 mesi dalla chiusura del progetto GTLM, l’équipe statunitense gareggerà con Cadillac per il 2021.

Non conosciamo ancora i piloti, ma sicuramente saranno di primo piano. Action Express conferma Derani e Nasr per il prossimo anno, mentre Mazda ridurrà il proprio impegno ad una singola auto.

Il campionato ha dato spettacolo in una stagione più che mai equilibrata e combattuta. I prossimi anni si prospettano abbastanza rosei per l’IMSA, pronto ad accogliere le LMDh con una formula collaudata che strizza l’occhio alle squadre private ed ai costruttori.

Corvette vince in GTLM, ma il futuro è incerto

Con la nuova Corvette C8. R, lo spagnolo Antonio Garcia e l’americano Jordan Taylor vincono il titolo GTLM. L’erede della storica C7. R ha letteralmente dominato la stagione ed è riuscita ad imporsi su BMW e Porsche.

L’equipaggio della #3, accompagnati dall’olandese Nicky Catsburg nelle prove di durata, hanno firmato 5 delle 11 prove in programma. Dopo questa ‘catena’ di successi non dimentichiamoci anche del terzo posto a Daytona, il secondo nella Petit Le Mans e nella prova sprint di Sebring alle spalle della gemella #4.

Gli avversari hanno sofferto nelle prime gare dopo l’emergenza sanitaria prima di prendersi delle importanti rivincite nella fase conclusiva del 2020. BMW, a segno nell’opening round di Daytona dopo una splendida lotta con Porsche, è tornata al successo nella 6h di Road Atlanta con l’americano John Edwards ed il finlandese Jesse Krohn. Ricordiamo inoltre che, grazie alle due vittorie in due delle quattro endurance in calendario, i due piloti della #24 hanno conquistato la Michelin Endurance Cup.

IMSA: chiusura in bellezza per Porsche

L’edizione 2020 della GTLM si è chiusa nel migliore dei modi per Porsche. La compagine tedesca ha trionfato con la coppia Bamber/Vanthoor #912 a Laguna Seca ed ha firmato con la gemella #911 la Petit Le Mans e la terza 12h di Sebring consecutiva.

Con questa splendida tripletta di vittorie, Porsche saluta ufficialmente l’IMSA WeatherTech SportsCar Championship. Un danno pesantissimo che costringe la serie a correre ai ripari. Ricordiamo infatti che attualmente sono 5 le vetture che dovrebbero partecipare nel 2021. Il condizionale è d’obbligo visto che BMW non ha ancora confermato un programma a tempo pieno nella GTLM, realtà che potrebbe sparire nel 2022.

Cosa ci aspetta nel 2021?

La situazione non è chiara per il futuro della GTLM, la serie in cui sono ammesse le GTE che possiamo trovare anche nel Mondiale endurance. Corvette conferma la propria presenza e cercherà di difendere il secondo titolo degli ultimi tre anni. Molto probabilmente gli equipaggi resteranno invariati, ma non ci sarà il britannico Olivier Gavin. Dopo diciannove anni con Corvette l’inglese lascia la squadra americana e dovrebbe essere rimpiazzato dal connazionale Nick Tandy.

Tra le certezze, poche, vi è la sicurezza del ritorno di Ferrari. Scuderia Corsa si presenterà nella GTLM 2021 e porterà il numero di iscritti a 3 unità. Non conosciamo i piani di BMW che potrebbe impegnarsi solo nelle competizioni endurance.

L’americano John Doonan, presidente dell’IMSA, ha lasciato intendere che questa importante realtà potrebbe sparire a breve. Obiettivamente non ha senso avere due o tre vetture in pista e la scelta di avere solo le GTD appare come la migliore per i prossimi anni.

IMSA GTD: Acura concede il bis

Acura festeggia e non si limita alla DPi. Per il secondo anno consecutivo, il tedesco Mario Farnbacher e l’americano Matt McMurry siglano il titolo nella GT Daytona (GTD), serie riservata alle GT3.

Gli alfieri del Meyer Shank Racing w/Curb-Agajanian #86, due volte a segno in questo 2020, ha controllato la stagione difendendosi dai repentini attacchi della Lexus #14 del AIM VASSER SULLIVAN. L’americano Aaron Telitz ed il britannico Jack Hawksworth hanno iniziato nel migliore dei modi il campionato e sembravano poter controllare l’intera stagione.

La 6h di Road Atlanta ha ribaltato la tendenza a favore della Lexus. Il BoP (Balance of Performance) ha inciso oltremodo sulla prima prova in Georgia, evento che ha sorriso all’Acura #86. Gli alfieri di Shank hanno ricucito il ritardo della Lexus ed hanno preso il comando della stagione alla vigilia della Petit Le Mans.

Un finale a tre fino all’ultimo giro

A differenza della tappa di settembre, la 10h di Road Atlanta ha danneggiato Farnbacher/McMurry, in crisi in seguito ad una noia tecnica. Telitz, secondo in quell’occasione ha riconquistato la leadership della GTD, nuovamente persa nella successiva prova di Laguna Seca. In California un nuovo successo della #86 ha modificato nuovamente la graduatoria a 12h dal termine del campionato.

Con 7 punti di vantaggio sulla Porsche #16 del Wright Motorsport degli americani Pat Long/Ryan Hardwick e con 10 lunghezze sulla Lexus #14, l’Acura presentava a Sebring con un discreto margine.

Un clamoroso incidente alla Sunset Bend ha escluso nelle prime battute la Lexus #14 e racchiuso la battaglia per il titolo a sole due auto. Acura, terza alla 12h di Sebring, non ha faticato a controllare la Porsche #16, prima sotto la bandiera a scacchi davanti all’Aston Martin #23 dell’Heart Of Racing Team. La coppia della Lexus si consola con il titolo nella WeatherTech Sprint Cup, coppa che racchiude tutte le sette prove sprint del campionato.

Lamborghini esce sconfitta per il secondo anno consecutivo. Dopo aver vinto la 24h di Daytona per con il Paul Miller Racing #48 sono mancati i successi per le Huracan GT3. Nonostante tutto, la compagine statunitense vince la Michelin Endurance Cup con Byan Sellers/Madison Snow, una ‘consolazione’ di un campionato complesso. La squadra ha infatti saltato diverse prove in seguito alla crisi dovuta all’emergenza sanitaria.

IMSA: Si guarda al 2021 dopo una stagione complessa

Shank Racing passerà nella classe regina e non potrà difendere il titolo 2020. Lo spettacolo è assicurato anche il prossimo anno in una categoria che cerca un nuovo padrone.

Oltre alla già menzionata Lamborghini #48, sono molti altre le équipe costrette a boicottare alcune prove per questioni o limitazioni dovute al Covid-19. La Ferrari Scuderia Corsa, la citata Aston di Heart Motorsport, la Porsche di Pfaff Motorsport, una delle due auto di Wright Motorsport, l’Huracan di GRT Grasser e la McLaren del Compass Racing sono state costretti a modificare i propri piani.

Tutte queste formazioni sono pronti a tornare in pista nel prossimo anno insieme ad Alegra Motorsport, squadra che torna con AMG nella serie. Ritroveremo inoltre una nuova Porsche, schierata dal team Hardpoint che in questa stagione ha gareggiato con Audi.

Ci auguriamo di ritrovare in pista il prossimo anno anche Bill Auberlen. Il pilota BMW del Turner Motorsport, squadra sempre protagonista nelle parti alti della classifica, non ha partecipato alla 12h di Sebring per dei motivi che restano ignoti. Il 52enne californiano ha tagliato in questa stagione il traguardo delle 61 affermazioni in IMSA, un record assoluto raggiunto al Charlotte Roval (North Carolina) ad ottobre.

Daytona si avvicina

L’IMSA WeatherTech SportsCar Championship ha regalato parecchie emozioni in questo 2020 ed ha saputo fronteggiare alla grande l’emergenza sanitaria. Le novità non mancheranno nella prossima edizione della serie che aprirà le porte alle LMP3.

La 24h di Daytona del gennaio prossimo si avvicina, il countdown per un prossimo interessantissimo anno è già partito!

Luca Pellegrini

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