IMSA 2022
Foto. IMSA

Con ancora negli occhi l’epilogo della 25ma edizione della Petit Le Mans andiamo a ripercorrere la stagione 2022 dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship, la principale categoria americana per quanto riguarda le GT ed i prototipi. Le emozioni non sono mancate sul suolo statunitense, una serie che è un esempio per tutti .

DPi, Acura abbatte Cadillac in attesa del futuro

Negli ultimi quattro anni sono ben tre i successi di Acura nei confronti di Cadillac nella classifica piloti e team dell’IMSA WTSC. Shank Racing e WTR hanno regalato emozioni per tutto il campionato, una situazione simile a quanto accaduto nel 2020 e nel 2019 con Penske.

Il ‘Capitano’ è stato il primo a mettere in difficoltà General Motors, a segno nel 2021 con Action Express. Quest’ultima realtà non ha saputo confermarsi con Olivier Pla/Pipo Derani #31, purtroppo comprimari insieme a Richard Westbrook/Tristan Vautier (JDC Miller Motorsports #5) di un campionato che ha visto solo quattro uomini al vertice.

Tom Blomqvist/Olivier Jarvis (Meyer Shank Racing with Curb-Agajanian #60) e Filipe Albuquerque/Ricky Taylor (WTR #10) hanno monopolizzato la scena, un dominio incredibile che solo Cadillac Racing ha saputo fronteggiare in svariate occasioni. Renger van der Zande/ Sébastien Bourdais #01 e Alex Lynn/Earl Bamber #02 si sono dovuti progressivamente arrendere all’Acura #60 ed all’ARX-05 #10, in battaglia sin dalla Rolex 24 at Daytona dello scorso gennaio.

WTR cede il passo per il secondo anno consecutivo

La vettura #60 ha primeggiato nella prima e nell’ultima competizione, un risultato sufficiente per primeggiare su Wayne Taylor Racing che per il secondo anno consecutivo ha dovuto arrendersi nonostante un minimo scarto di 19 punti alla vigilia dell’epilogo di Road Atlanta.

Le quattro affermazioni di Ricky Taylor/Filipe Albuquerque non sono serviti per cambiare l’esito finale di un campionato che non ha visto brillare le varie Cadillac, costruttore che in ogni caso può vantare al termine del 2022 una nuova affermazione nella nota Sebring 12h,evento che anche nella prossima stagione si svolgerà nel medesimo fine settimana dell’opening round del FIA World Endurance Championship

Deludente anno, invece, per Action Express che dopo il titolo 2021 ha dovuto alzare bandiera bianca. La squadra legata a Cadillac ha faticato con i propri piloti, l’assenza di Felipe Nasr accanto a Pipo Derani si è fatta sentire. Campionato complesso anche per JDC-Miller Motorsports, squadra che nel 2022 si unirà a Porsche Motorsport.

LMP2 e LMP3, tanta battaglia all’ombra delle DPi

LMP2 ed LMP3 hanno vissuto due stagioni molto interessanti, realtà significative che come accaduto lo scorso anno restano all’ombra della classe regina. Tutto rimarrà invariato anche per la prossima annata, mentre non è detto che dal 2024 vedremo ancora le LMP3 conseguenza dell’incremento esponenziale che ci sarà nella classe regina (GTP).

John Farano (Tower Motorsport #8) è stato il migliore in LMP2, abile a conquistare il titolo e soprattutto il Jim Trueman Award. Ricordiamo l’importanza di questo riconoscimento, premio che consentirà al canadese di potersi presentare ai nastri di partenza della prossima 24h Le Mans. Sconfitta, invece, per Dwight Merriman/Ryan Dalziel (Era Motorsport #18), abbattuti dal rivale nell’ultima decisiva Petit Le Mans.

Bellissima affermazione anche per Jon Bennett /Colin Braun (CORE autosport #54). La coppia citata ha saputo spodestare dal trono della LMP3 il temibile Gar Robinson, vincitore della Michelin Endurance Cup con Felipe Fraga/Kay van Berlo (Riley Motorsports #74). I padroni della scorsa Rolex 24 at Daytona hanno ceduto il passo nella finalissima di Road Atlanta, evento firmato da Andretti Autosports.

GTD PRO, Pfaff regna nella ‘prima’ delle GT3

Dalla spettacolare lotta nel finale della Rolex 24 alla battaglia a quattro per la vittoria della Petit Le Mans. La GTD PRO 2022 ha saputo regalare tantissime emozioni, una situazione per certi versi pronosticata che ci ha permesso di ‘dimenticare’ la gloriosa era delle GTLM. Ovviamente non dimenticheremo mai una parte fondamentale della storia della categoria, classe che per necessità ha ceduto il passo alle GT3.

Pfaff Motorsports ha dato battaglia per tutto l’anno. La squadra canadese, reduce nel 2021 da un bellissimo titolo in GTD, ha saputo confermarsi tra i PRO iniziando al meglio il campionato nella Rolex 24. L’affermazione nel ‘World Center of Racing’ ha preceduto i successivi acuti di Laguna Seca, Mosport, Lime Rock Park e VIR, round che ha messo fine ai giochi per il campionato.

Campbell/Jaminet vs il resto del mondo

Campionato da incorniciare per Mathieu Jaminet e Matt Campbell, francese ed australiano che meritatamente saranno al via dalla prossima stagione con Porsche tra i prototipi. Corvette Racing #3 con Antonio Garcia/Jordan Taylor e la temibile Lexus #14 del VasserSullivan Racing con Ben Barnicoat hanno dovuto arrendersi alla Porsche del team canadese, squadra che dopo due anni d’oro è già pronta per confermarsi al vertice nel prossimo campionato.

Buon anno anche per Heart of Racing (Aston Martin #23), mentre non è arrivata nessuna gioia da parte di BMW che con la nuova M4 GT3 ha fatto il proprio ritorno con RLL. Il Rahal Letterman Lanigan Racing guarda in ogni caso già al prossimo campionato, oltremodo impegnativo per il team statunitense che oltre all’IMSA GTD PRO ed all’IndyCar sarà al via con in GTP con il costruttore bavarese.

GTD, Aston Martin mette tutti in riga nel finale, De Angelis si conferma

Roman De Angelis ha vinto nelle ultime due gare il titolo dell’IMSA WTSC per la classe GTD. Il #27 dell’Heart of Racing ha saputo abbattere la concorrenza e mettere un nuovo titolo in bacheca nella principale categoria americana riservata alle GT ed ai prototipi dopo l’affermazione con Ross Gunn nella WeatherTech Sprint Cup 2021.

La costanza non ha pagato, invece, per Stevan McAleer, portacolori del Team Korthoff Motorsports #32 che nonostante l’assenza di affermazioni ha controllato la stagione fino all’ultima prova di Road Atlanta. Il finale non è stato perfetto per lo scozzese, pronto a rifarsi per la prossima annata.

Russell Ward/Philip Ellis (Winward Racing #57/Mercedes), Bill Auberlen/Robby Foley (Turner Motorsport #96/BMW) e Ryan Hardwick/Jan Heylen (Wright Motorsport #16/Porsche) hanno dovuto inchinarsi al termine di una stagione molto avvincente che per la prima volta ha visto in scena la nuova BMW M4 GT3.

BMW si difende con Paul Miller

Mid-Ohio ha visto il successo di Turner Motorsport, mentre il Paul Miller Racing ha avuto la meglio in quel di Long Beach e Lime Rock Park con Bryan Sellers/Madison Snow. I due si sono laureati campioni della WeatherTech Sprint Cup, unico trofeo disponibile per la compagine di Paul Miller che ha dovuto saltare la 24h di Daytona per la mancanza di BMW M4 GT3 disponibili.

L’assenza nella maratona di gennaio è costata per la BMW #1 nella lotta per il titolo e per la Michelin Endurance Cup, vinta dalla McLaren #70 dell’Inception Racing con Brendan Iribe /Jordan Pepper. Menzione d’onore per il team britannico insieme a Cetilar Racing, presente per la prima volta negli USA con Ferrari. Roberto Lacorte e Giorgio Sarnagiotto hanno regalato emozioni, l’acuto alla Sebring 12h è un risultato da incorniciare per la compagine italiana che nel 2023 tornerà con un solido progetto full-time.

IMSA 2023, una data per segnare la storia

Tutti hanno sulle proprie labbra il centenario della 24h Le Mans, ma non dobbiamo dimenticarci dell’edizione 2023 della Rolex 24 at Daytona. La gara nello Stato della Florida sarà infatti storica in quanto rappresenterà per la prima volta il debutto delle LMDh, inedita categoria d’auto che dalla prossima stagione gareggerà accanto alle Hypercar nel FIA World Endurance Championship.

Cadillac, Porsche, BMW ed Acura sono attese in pista negli USA nel noto catino americano, i primi due marchi si sposteranno anche nel WEC sin dall’opening round di Sebring. Cresce l’attesa per l’inizio di una nuova gloriosa era per quanto riguarda il mondo dei prototipi, un programma semplicemente unico che ha tutti i requisiti per farci sognare.

L’intero IMSA WTSC ed il prossimo Mondiale saranno da non perdere, un mix perfetto di costruttori e piloti di primo profilo. Guardando al North America non mancherà poi l’azione in GT con la formula GT3 che dal 2024 diventerà protagonista anche nel Mondiale dopo l’addio definitivo delle GTE a partire dalla prossima annata. Le LMP2 sono destinate a restare, mentre non è chiaro quale sarà il futuro delle LMP3 in IMSA visto l’aumento esponenziale che avrà la GTP.

Le DP prima e le DPi in seguito hanno segnato la storia delle gare statunitensi in vista di un capitolo tutto da scrivere che si aprirà poco dopo lo scoccare del 2023, anno cruciale per il panorama delle ruote coperte.

Luca Pellegrini

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