IMSA
Foto: twitter Mike Conway

Spettacolo, tensione e drama hanno segnato l’IMSA WeatherTech SportsCar Championship, la principale categoria americana riservata alle GT ed ai prototipi. La Petit Le Mans da poco conclusa non ha deluso le attese ed ha messo una ciliegina sulla torta ad un 2021 ricco di emozioni.

DPi, Nasr/Derani campioni in rimonta

Felipe Nasr/Pipo Derani hanno vinto all’ultimo giro della 10h di Road Atlanta dopo una bellissima battaglia contro Ricky Taylor/ Filipe Albuquerque. La Cadillac #31 di Action Express, dopo aver accorciato le distanze in classifica sull’Acura #10 di WTR, ha costruito il titolo da metà stagione in poi imponendosi nella seconda prova nel Glen e nell’appuntamento di Road America. 

Il duo brasiliano non ha iniziato nel migliore dei modi la stagione che sembrava sotto controllo della vettura #10 della formazione di Wayne Taylor che ha radicalmente cambiato il proprio equipaggio rispetto allo scorso anno visto il passaggio di Jordan alla Chevy #3. Ricky è tornato infatti nella formazione di famiglia insieme ad Albuquerque che da ‘rivale’ si è trasformato in ‘amico’.

La vittoria nella 24h di Daytona, la prima per i Taylor con Acura dopo anni di sigilli con Cadillac,  ha iniziato nel migliore dei modi l’anno per WTR che successivamente ha potuto confermarsi in Ohio proprio contro la già citata #31 che non ha brillato nella ’36h della Florida’ (Daytona 24h/Sebring 12h). Da quel momento è iniziata la lotta tra Acura e Cadillac, pronta a riconquistare il potere dopo due anni di trionfi per il Team Penske.

Una stagione da incorniciare

Nasr/Derani hanno impostato la finale georgiana senza avere nulla da perdere, una missione riuscita. Quinto titolo per Action Express che si conferma la formazione più vincente dell’IMSA WTSC, serie che lo ricordiamo è nata nel 2014.

Action Express riporta il marchio di GM al top al termine di un campionato che ha visto l’importante ritorno di Chip Ganassi Racing, squadra che si prepara espandere impegno nel 2022 in vista dell’impegno con Cadillac in LMDh.

WRT si consola con l’affermazione nella Michelin Endurance Cup, la coppa riservata alle gare di durata che racchiude la Rolex 24, la Sebring 24, la 6h del Glen e la Petit Le Mans. IMSA attende il prossimo anno e le conferme di Meyer Shank Racing with Curb-Agajanian (Acura #60) e JDC-Mustang Sampling Racing (Cadillac #5), formazione che si è imposta nella 12h di Sebring al termine di un finale oltremodo interessante.

Le prove per il 2023, purtroppo, continueranno senza Mazda che ha messo fine alla propria esperia in DPi. Oliver Jarvis/Jonathan Bomarito/Harry Tincknell #55 hanno chiuso in bellezza un progetto che negli ultimi anni è stato gestito da Multimatic, realtà che ha sostituito Joest Racing. La 6h del Glen e la Petit Le Mans chiudono il cerchio, un addio che al momento non sembra un arrivederci.

LMP2: PR1/Mathiasen Motorsports senza rivali

Avere solo tre auto in pista per l’intera stagione è un vero peccato se consideriamo alle venti vetture che gareggiano in European Le Mans Series. Mikkel Jensen/Ben Keating hanno dominato la scena quest’anno conquistando i due trofei in palio: il titolo e la Michelin Endurance Cup. 

PR1/Mathiasen Motorsports ha firmato il titolo di una serie che ha visto regolarmente in pista anche WIN Motorsport e Tower Motorsport oltre all’impegno sporadico di Era Motorsport ed United Autosports.

Il numero potrebbe salire il prossimo anno, sicuramente sarà al via l’High Class Racing che dopo la 8h del Bahrain ha salutato il FIA World Endurance Championship. Altri partecipanti potrebbero arrivare vista l’assegnazione di un pass per la 24h di Le Mans del Jim Trueman Award, premio che spetta il miglior pilota ‘Bronze’. Ben Keating ha avuto questo riconoscimento nel 2021 avendo vinto il campionato. Il medesimo format verrà utilizzato anche in GTD con il  Bob Akin Award, vinto quest’anno da Rob Ferriol.

LMP3: un test che sta avendo successo

Per il 2021 IMSA ha portato in pista per la prima volta le LMP3 al fine di rimpiazzare le storiche PC. Dalle sette auto che hanno partecipato alla Rolex 24 at Daytona siamo arrivati alle dieci della Petit Le Mans, un risultato incoraggiante in vista della prossima annata.

Che vi piaccia o no la LMP3 è destinata a crescere al termine di un campionato molto interessante che si è deciso in Georgia tra Gar Robinson (Riley Technologies #74) e la coppia formata da Jon Bennett/Colin Braun (CORE autosport #54). La battaglia non è mancata tra le due squadre che nella finale hanno regalato emozioni. Entrambe le formazioni sono attese anche nel 2022. Al momento abbiamo la certezza del Jr III Racing che dopo il debutto di Road Atlanta ha già annunciato l’impegno per il prossimo anno.

Correre nell’IMSA Prototype Challenge e con la stessa macchina militare nell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship non è più un utopia, una certezza che si allinea al nuovo mondo dell’endurance nell’ottica di avere costi inferiori.

GTLM: Corvette Racing chiude una pagina di storia

Corvette Racing ha vinto l’ultima edizione della GTLM, categoria che ha chiuso i battenti dopo la 10h in Georgia. La GT-Le Mans ha concluso la propria lunga storia con un picco di sei auto, in scena contemporaneamente nella Petit Le Mans.

Il problema non riguarda le competizioni endurance, ma le gare sprint che hanno visto solo tre auto all’attivo (due in quel di Belle Isle nella prova non valida per il WTSC 2021). Corvette Racing ha corso di fatto senza rivali vista la presenza non ufficiale della Porsche #79 del WeatherTech Racing gestita e guidata da Cooper MacNeil.

Antonio Garcia/Jordan Taylor #3 vincono il titolo, un successo conquistato nella prima parte della stagione. Le ultime prove hanno visto la rimonta e le tre affermazioni consecutive da parte della Chevy #4 di Nick Tandy/Tommy Milner, auto che con Alexander Sims ha approfittato del ritiro della gemella a Road Atlanta per vincere la Michelin Endurance Cup.

BMW ha dato battaglia nelle prove di durata rendendo dura la vita alle Corvette. Il successo è stato sfiorato per le M8 di Rahal in occasione dell’ultima prova della stagione, una missione non riuscita in seguito ad un clamoroso errore da parte di Connor De Phillippi all’uscita dell’ultima impegnativa curva.

Futuro glorioso con la GTD PRO

Si parla tanto di LMDh/Hypercar, ma dal 2022 ci sarà in America un importantissimo debutto che richiama l’interesse di molti. La GTLM, classe che ha gareggiato nella storia con GT1, GT2 e GTE, si trasforma in GTD PRO.

Come la GT-Daytona tradizionale avremo le gettonatissime GT3, affidate esclusivamente ad equipaggi formati da professionisti. Non ci sono limiti negli equipaggi, un format molto allettante per tutte le varie case che hanno l’opportunità di contendersi due campionati e le prove più prestigiose del North America.

Le case sono pronte per interessarsi a tempo pieno, un aspetto molto importante visto quanto accadrà nel Mondiale a partire dal 2024. Anche nel WEC approderanno le GTE, ma l’intenzione di ACO sarebbe quella di avere una classe PRO-Am con la presenza esclusiva dei clienti. Non è un caso che Corvette stia progettando una nuova GT3 che in futuro destinerà ai customers, un episodio quasi storico per il marchio di Detroit.

Quest’ultimo potrà partecipare in ogni caso nella GTD PRO 2022 nonostante l’assenza di una vera e propria auto omologata per correre. IMSA ha bisogno di avere in pista la coppia Garcia/Taylor e per questa ragione verranno fatte delle apposite deroghe al fine di utilizzare l’attuale C8.R che ha corso nel 2021 in GTLM ed in GTE.

L’auto non può essere facilmente riconvertita in una GT3 come accade ad esempio per Ferrari, da qui la scelta di IMSA che di fatto ha utilizzato il medesimo favore che in passato aveva permesso a BMW di correre in GTLM con la Z4 (non omologata per il WEC/Le Mans).

Non solo Chevy

Non solo Chevy per ora nella GTD PRO 2022. Lexus ci sarà con Vasser Sullivan, BMW tornerà a tempo pieno con RLL. Non conosciamo ancora quante M4 GT3 saranno schierate dalla realtà di Rahal che nel 2021 ha corso solo nelle tappe dell’Endurance Cup.

KCMG si appresta al debutto a tempo pieno con Porsche, marchio che è atteso all’ingresso anche con i canadesi di Pfaff Motorsports. Non ci sono altri nomi in vista per ora, ma attenzione alle sorprese per un 2022 da non perdere.

GTD, equilibrio totale per tutta la stagione

La stagione 2021 della GTD ha confermato l’incredibile equilibrio presente nella serie. Tre auto diverse hanno messo in bacheca i tre titoli disponibili al termine di una stagione oltremodo interessante che si è decisa nel championship decider di Road Atlanta.

Iniziamo dal titolo overall che è finito nelle mani della Porsche #9 di Pfaff Motorsports. I canadesi, oltremodo limitati dall’emergenza sanitaria lo scorso anno per i problemi legati al confine USA/Canada, festeggiano con Zach Robichon/Laurens Vanthoor, perfetti nella 10h conclusiva.

Le ultime prove della GTD per Pfaff Motorsports sono state semplicemente perfette. Dopo l’affermazione nella 12h di Sebring la Porsche #9 aveva perso contatto con i diretti rivali, prima di riprendersi alla grande. Il successo della scorsa estate in quel di Road America ha cambiato le carte in tavola ed ha permesso ai canadesi di recuperare. Il sigillo in Wisconsin ha preceduto il sigillo di Laguna Seca e del VIR, tappe cruciali nella lotta per il titolo 2021.

Festa anche per Wright Motorsport ed Heart of Racing

Non solo Pfaff ha festeggiato in quel di Road Atlanta. Wright Motorsport, formazione che saluta Pat Long, ha firmato in Georgia la Michelin Endurance Cup con il veterano di casa Porsche insieme al duo formato da Trent Hindman/Jan Heylen #16

Ottima stagione per il team statunitense che ha sofferto molti problemi nel championship decider. Discorso differente per l’Aston Martin #23 di Heart of Racing, a segno nella 10h di settimana scorsa con il trio composto da Roman De Angelis/Ross Gunn/Ian James.

I primi due hanno messo in bacheca in occasione del round del VIR la seconda edizione della WeatherTech Sprint Cup, coppa riservata alla GTD che racchiude tutte le competizioni Sprint. Il secondo, boss e pilota della squadra, ha vinto il trofeo riservato ai ‘Bronze drivers’, un riconoscimento notevole che dal 2022 assegnerà anche un pass per la 24h di Le Mans.

Ottima stagione, ma senza titoli, per gli altri due protagonisti della GTD: Turner Motorsport e Paul Miller Racing. Iniziamo dalla prima che ha vissuto un week-end da dimenticare in quel di Road Atlanta. Tutto è iniziato nel peggiore dei modi il venerdì con la sconfitta nell’IMSA Michelin Pilot Challenge, una tendenza che è continuata poche ore dopo con un ritiro nella Petit Le Mans.

Bill Auberlen/Robby Foley hanno dovuto alzare bandiera bianca a 6h dalla conclusione inseguito all’importante crash in curva 10 che ha coinvolto anche la Lamborghini #1 del Paul Miller Racing di Bryan Sellers/Madison Snow. Questi ultimi comunicheranno nelle prossime settimane i piani per il 2022 vista la separazione dal marchio italiano dopo sei anni di successi.

La GTD PRO non toglierà il fascino della GTD

Il fascino e l’incertezza della GT Daytona resteranno intatti anche nel prossimo anno quando debutterà la nuova GTD PRO. C’è interesse infatti per questa classe riservata anche ai piloti non professionisti, una realtà che mette a disposizione tre trofei nel medesimo anno ed un pass certo per la 24h di Le Mans.

La battaglia è quindi assicurata anche per il prossimo anno, nell’attesa di qualche sorpresa come Winward. La realtà che ha vinto la Rolex 24 at Daytona 2021 si prepara per un impegno a tempo pieno nella categoria con Mercedes, un primo arrivo che potrebbe precedere dei nuovi importanti ingressi.

L’IMSA WeatherTech SportsCar Championship si prende una piccola pausa, ma i movimenti sono all’ordine del giorno in vista della mitica Rolex 24 at Daytona che a gennaio riaprirà l’attività agonistica.

Luca Pellegrini 

 

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