12h Sebring

Bourdais/Loic Duval/Tristan Vautier #5 vincono la 69^ edizione della 12h Sebring, secondo atto dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship. Il terzetto francese di casa JDC-Mustang Sampling Racing conquista l’evento al termine di una bellissima lotta a tre per il successo, una battaglia che ha tenuto compagnia per gli ultimi minuti.

Porsche svetta in GTLM ed in GTD, rispettivamente con WratherTech/Proton Competition e con Pfaff Motorsport. PR1/Mathiasen Motorsports conquista classe LMP2, CORE autosport in LMP3.

12h Sebring: la cronaca delle prime 6h

I colpi di scena non sono mancati nella classe regina. Tra le DPi, la manifestazione si è aperta con una bellissima lotta al comando tra due Cadillac: la #01 di Rengen van der Zande/Kevin Magnussen/Scott Dixon (Chip Ganassi Racing) e la #31 di Felipe Nasr/Pipo Derani/Mike Conway (Action Express).

Dopo meno di 60 minuti di azione avviene l’evento più significativo. La vettura #31, autrice della pole-position con il brasiliano Derani, commette un clamoroso errore all’ingresso della Sunset Bend, l’ultima impegnativa curva della pista.

L’alfiere di Action Express ha cercato di infilare van der Zande nel traffico, un tentativo che è finito male. La Cadillac che ha accolto a Daytona il campione 2020 della NASCAR Cup Series ha colpito il muro di cemento esterno, incidente che ha causato la rottura della sospensione anteriore e dei danni al posteriore.

Lotta a quattro per la leadership

Mentre la #31 accusava più di 3 giri di ritardo, la #01 cercava di allungare sull’Acura #10 del WTR. Ricky Taylor/ Filipe Albuquerque/Alexander Rossi, a segno alla Rolex 24 lo scorso gennaio, hanno preso il comando delle operazioni dopo le prime 2h ed hanno iniziato ad imporre un ritmo incredibile.

Alcune importanti neutralizzazioni hanno inserito per la lotta al successo anche la Mazda #55 di Oliver Jarvis/Harry Tincknell/Jonathan Bomarito e l’Acura #60 di Dane Cameron/Oliver Pla/Juan Pablo Montoya (Shank Racing). Allo scoccare della sesta ora erano dunque quattro le auto contendersi il successo overall.

12h Sebring: l’errore di Albuquerque

Con il calare del sole si è riaccesa la lotta per il successo tra la Cadillac #01 di Ganassi, la Mazda #55 e l’Acura #10. Quest’ultima auto, in mano al portoghese Albuquerque, ha perso contatto con il gruppo di testa in seguito ad un clamoroso errore alla staccata di curva 7.

Il vincitore della Rolex 24 ha sbagliato la staccata ed ha colpito la Lexus #14 del Vasser Sullivan, successivamente ritirata in seguito ai danni riportati nel contatto. L’alfiere del WTR, dopo aver scontato una sanzione, è riuscito comunque a recuperare grazie a delle successive neutralizzazioni.

Le ultime due ore della 12h Sebring 2021

Nelle ultime due ore abbiamo assistito ad un clamoroso colpo di scena. La Cadillac #01 di Chip Ganassi Racing, affidata al neozelandese Scott Dixon, perdeva ogni possibilità di lottare per il successo in seguito ad un rocambolesco contatto prima dell’ingresso della pit lane.

Il campione IndyCar ha danneggiato la vettura in seguito ad un contatto con la BMW #25 di Connor De Philllippi, un incidente che si poteva evitare. Acura è salita in cattedra con Shank Racing e WTR insieme alla Mazda #55 ed alla Cadillac #5 di Bourdais/Loic Duval/Tristan Vautier. Dopo 11 ore in ombra, la vettura del JDC-Mustang Sampling Racing è uscita allo scoperto grazie ad una perfetta strategia che ha permesso al terzetto transalpino di beffare i rivali.

La lotta per il successo

Con cinque auto a pieni giri, la battaglia per la vittoria si è decisa negli ultimi 20 minuti. Dopo la ripartenza da una nuova caution, dovuta alla rimozione della Mercedes #75 di SunEnergy, si è accesa la lotta per il successo. Bourdais ha gestito con tutti i mezzi il ritorno di Tincknell che nel frattempo doveva difendersi dal ritorno di Kamui Kobayashi.

Il compagno di Jimmi Johnson/Simon Pagenaud (Cadillac/Action Express #48) ha provato ad impensierire i due rivali dopo una serie di sorpassi al limite all’Acura #60 ed alla #10, in difficoltà nella volata finale. Terzo posto finale, dopo il secondo di Daytona, per la #48 alle spalle della Mazda che vinse lo scorso anno questa corsa.

12h Sebring: PR1/Mathiasen Motorsports svetta in LMP2

Dopo le delusioni di Daytona, Scott Huffaker/Mikkel Jensen/Ben Keating vincono nella classe LMP2. I piloti del PR1/Mathiasen Motorsports dominano la scena nella casa dell’endurance statunitense e tagliano il traguardo con un giro di margine sui rivali.

Lotta da subito tra in LMP2 tra Steven Thomas/Tristan Nunez/Thomas Merrill (WIN Motorsport #11) e Scott Huffaker/Mikkel Jensen/Ben Keating (PR1/Mathiasen Motorsports #52). Quest’ultima squadra ha iniziato ad allungare sulla concorrenza che arrancava e non riusciva a mantenere il contatto con l’Oreca che conquistò la pole a Daytona.

Dei problemi tecnici hanno escluso la #11, mentre un bruttissimo incidente ha tolto dai giochi l’Oreca #8 del Tower Motorsport. L’auto di Timothé Bure/Gabriel Aubry/John Farano #8 ha impattato violentemente contro le barriere, fortunatamente non ci sono state conseguenze per il pilota.

Scott Huffaker/Mikkel Jensen/Ben Keating #52 hanno allungato sui rivali ed hanno regalato un giro alla concorrenza, un margine che non è stato più colmato. Secondo posto per Dwight Merriman/Kyle Tilley/Ryan Dalziel (Era Motorsport #18), vincitori a Daytona, davanti all’Oreca #22 di Guy Smith/Jim McGuire/Wayne Boyd (United Autosports).

12h Sebring: CORE Autosport si impone in LMP3

Jon Bennett/Colin Braun/George Kurtz #54 sono i vincitori della prima 12h della storia della classe LMP3. Il terzetto del CORE autosport ha vinto l’importante classica della Florida con meno di tre secondi sulla vettura di Jeroen Bleekemolen/Jim Cox/Dylan Murry (Riley Technologies #91).

Gar Robinson/Spencer Pigot/Scott Andrews (Riley Technologies #74) chiudono il podio davanti alla #7 del Forty7 Motorsports. Gara da dimenticare per Mateo Llarena/Dan Goldburg/Rasmus Lindh (Performance Tech Motorsports #38), in difficoltà per tutta la manifestazione.

Tra i due litiganti, Porsche gode a Sebring

Quasi a sorpresa, Cooper MacNei/Matt Campbell/Mathieu Jaminet #79  vincono con Porsche la 12h di Sebring in GTLM. In un finale incredibile, la 911 RSR-19 del WeatherTech/Proton Competition regala il quarto acuto consecutivo alla casa di Stoccarda in questa manifestazione dopo un clamoroso epilogo della lotta tra Corvette e BMW.

L’ultima 12h di Sebring riservata alle GTLM è iniziata con un incredibile passo da parte della Corvette #3 di Antonio Garcia/Jordan Taylor/Nicky Catsburg e le due BMW ufficiali. La casa bavarese ha da subito iniziato ad attaccare gli americani che si sono distinti nelle prime sei ore.

Dopo la metà gara è apparsa nella lotta per il successo la Porsche del WeatherTech/Proton Competition, auto affidata a Cooper MacNei/Matt Campbell/Mathieu Jaminet #79. La 911 RSR-19 si è inserita nella battaglia prima di un clamoroso errore da parte della Corvette #3.

Con il calare del sole, l’olandese Nicky Catsburg ha perso il contatto con i rivali in seguito ad un testacoda nel primo settore del tracciato. Le due BMW hanno iniziato a dettare il proprio passo, insostenibile per la Porsche che ha dovuto alzare bandiera bianca e cedere il passo alle due M8.

Le neutralizzazioni hanno riportato in corsa la Corvette che, dopo l’errore di Catsburg, sembrava spacciata. La lotta per il successo è entrata nel vivo dopo una nuova Safety Car, in pista per rimuovere la Cadillac #31 di Action Express. Garcia ha riconquistato la leadership ed ha intrapreso una meravigliosa lotta con la BMW #25, unica superstite dopo un principio d’incendio ai box sulla #24.

Connor De Phillippi/Philipp Eng/Bruno Spengler #25 hanno iniziato ad impensierire i vincitori della Rolex 24, un attacco che è finito nel peggiore dei modi. De Philippi ha cercato, negli ultimi giri, un attacco disperato a Garcia alla sesta staccata del Sebring International Raceway.

La BMW ha danneggiato irrimediabilmente la Corvette che, dopo una prova quasi perfetta, si è dovuta accontentare del quarto posto alle spalle della M8 #24. Discorso differente per De Phillippi (BMW #25) che completa la 12h al secondo posto dopo aver scontato una penalità per aver rovinato la gara di Garcia/Taylor/Catsburg #3.

GTD: Pfaff Motorsport festeggia un 2020 da dimenticare

Inizia nel migliore dei modi il 2020 per Pfaff Motorsport. La compagine canadese, impossibilitata a disputare tutte le gare dell’IMSA WeatherTech 2020 in seguito ai limiti tra Canada ed USA, vince per la prima volta la 12h di Sebring nella classe GTD con Zach Robichon/Laurens Vanthoor/Lars Kern #9.

La formazione di casa Porsche si impone dopo una pessima qualifica, sessione in cui il team ha dovuto fronteggiare dei problemi con l’ABS. Seconda piazza per la Porsche #16 di Wright Motorsport davanti all’Aston Martin di Ross Gunn/Roman De Angelis/Ian James (Heart Racing #23).

GTD: brutto incidente nella prima fase

Le prime sei ore della competizione riservata alla GT Daytona ha visto un bruttissimo incidente alla curva 3 tra la Mercedes #28 di Alegra Motorsport e la Lamborghini #19 del Grasser Racing, un botto fortunatamente senza conseguenze.

Grazie ad un problema alle due Lexus del Vasser Sullivan, la Porsche #16 di Trent Hindman/Patrick Long/Jan Heylen ha preso il comando delle operazioni. La vettura di Wright Motorsport, autrice della pole-position, è riuscita a tornare in vetta dopo aver scontato una penalità nei primi giri in seguito ad un’infrazione al via.

La 911 GT3-R che ha vinto l’edizione 2020 di questa corsa ha chiuso le prime sei ore davanti alla Porsche #9 di Zach Robichon/Laurens Vanthoor/Lars Kern (Pfaff Motorsport) e all’Aston Martin di Ross Gunn/Roman De Angelis/Ian James (Heart Racing #23).

12h Sebring: Pfaff allunga, arriva Lamborghini

La seconda parte dell’evento ha visto l’arrivo nelle posizioni di vertice della Lamborghini di Bryan Sellers/Madison Snow/Corey Lewis #1. Il terzetto del Paul Miller Racing ha preso il largo insieme alla Porsche di Pfaff Motorsport #9 ed alla vettura #16 di Wright Motorsport. 

Nel frattempo, alle loro spalle, un contatto vedeva uscire di scena la Lexus #14 di Jack Hawksworth/Aaron Telitz/Kyle Kirkwood (Vasser Sullivan), assoluta favorita per la vittoria finale. La situazione è cambiata nuovamente con il calare nella notte. Un problema tecnico ha tolto dai giochi l’Huracan di Paul Miller, mentre una sanzione ai box limitava la corsa della Porsche di Trent Hindman/Patrick Long/Jan Heylen #16.

Finale controllato dalle Porsche

Nonostante la seconda penalità di giornata, Wright Motorsport ha rimontato il gruppo ed ha cercato nel finale di impensierire il terzetto di Pfaff, meritatamente vincitori dell’evento. Terzo posto conclusivo per Aston Martin, auto che si conferma con Heart Racing dopo le ottime prestazioni mostrate a Daytona.

Quarta piazza per l’Acura #44 di Andy Lally/John Potter/Spencer Pumpelly (Magnus Racing with Archangel) davanti alla Porsche tutta femminile di Katherine Legge/Christina Nielsen/Bia Figueiredo ( Team Hardpoint EBM #88), rallentate nel finale da una penalità che ha tolto ogni possibilità di giocarsi il podio.

Prossimo appuntamento dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship a maggio in quel di Mid-Ohio, gara a cui non prenderanno parte le GTLM e le LMP2.

Luca Pellegrini

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