A distanza di più di un mese dalla 24 Ore di Daytona, la carovana dell’IMSA si appresta ad affrontare un’altra grande classica dell’automobilismo a stelle e strisce: la 12 Ore di Sebring, ritornata in pianta stabile nel calendario della massima serie Endurance americana dal 2014. Favorite per la vittoria assoluta sono le Cadillac-Dallara che a Daytona hanno dominato in lungo e largo, anche se in seguito ai correttivi al BOP, le carte in tavola potrebbero essere sparigliate. Inoltre, anche nelle classi GT il dubbio regna sovrano, visti i tanti costruttori presenti in gara.

La 12 Ore di Sebring è stata considerata da molti come una vera e propria 24 Ore, per via del manto stradale disconnesso che mette a dura prova le vetture creando vibrazioni e stress meccanico degne di Le Mans; inoltre, correndo per la maggior parte del tempo di notte, essa mette a dura prova anche il lavoro dei piloti, chiamati ad una guida più accorta.

La tipologia del tracciato è completamente differente da quello di Daytona, ma le variabili in campo sono molteplici: innanzitutto le temperature della Florida sono sempre più miti, ma non si possono escludere forti scrosci di pioggia; la superficie presenta asfalto e giunti di cemento, così come il layout del tracciato alterna tratti veloci a quelli lenti e tortuosi ricavati all’interno dell’aeroporto di Hendricks Field. La novità assoluta riguarda il fatto che per la prima volta in IMSA ci sarà un tempo minimo per il rifornimento, per evitare furbate da parte dei team: esse saranno rispettivamente di 30 secondi per i Prototipi, 34 per le GTLM e 40 secondi per le GTD.

Prototype (P) – 16 auto. Com’era prevedibile, il calo dopo la 24 Ore di Daytona c’è stato: in particolare si nota l’assenza di Fernando Alonso e gli altri piloti apparsi per una gara spot.
A farla da padrone sono le modifiche al BOP (Balance Of Performance) che hanno interessato i prototipi: in particolare le Cadillac saranno penalizzate da 10 chilogrammi in più e verrà ridotta la potenza di Nissan-Ligier, Honda-Oreca e Acura del team Penske che, inoltre, avranno un litro in meno nel serbatoio; solamente le Riley-Mazda riceveranno due litri di capacità in più del serbatoio ed un alettone di dimensioni maggiori.
Le vetture da battere sono sempre le Cadillac-Dallara dei team Action Express Racing, Wayne Taylor Racing e Spirit of Daytona Racing, ma ci si aspetta un riscatto da parte degli squadroni Penske, vera istituzione a stelle e strisce, e dal Team Joest, caposaldo delle competizioni endurance. Leggermente più sfavorite le Oreca e le Ligier, anche se la maratona della Florida si decide sempre nelle ultime ore.

GT Le Mans (GTLM) – 9 auto. Novità del BOP anche in questa categoria: a beneficiarne è stata la già contestata BMW M8 che verrà alleggerita di 20 chilogrammi, più un aumento della pressione del turbo oltre (assieme alle Porsche) a due litri in più del serbatoio.
Confermati in toto le vetture e gli equipaggi che hanno preso già parte alla 24 Ore di Daytona: con la Ferrari del team Risi unica a difendere i colori di Maranello, in attesa di sciogliere le riserve sul prosieguo della sua stagione in IMSA e la partecipazione a Le Mans, contro i team Porsche, Ford, BMW e Corvette, ciascuno con due vetture.

GT Daytona (GTD) – 18 auto. Come sempre è la classe più numerosa: a farla da padrona sono le Acura NSX GT3 con ben quattro vetture, seguite dalle tre Mercedes AMG GT3 e le tre Ferrari 488 GT3, di cui due gestite da Scuderia Corse con il campione in carica Balzan e una dalla Spirit of Race. La Lamborghini, dopo aver dominato la precedente gara, sarà rappresentata solo dalla Huracan GT3 del Paul Miller Racing. Inutile dire che sarà la classe più equilibrata e combattuta anche grazie all’artificio del BOP che, in questa gara, prevede dei restrittori più favorevoli a Lexus e Mercedes.

Entry list 12 Ore di Sebring

12 ORE DI SEBRING – ORARI LOCALI:

Giovedì 15 marzo:
FP1 | 11:00
FP2 | 15:10
FP3 | 19:35

Venerdì 16 marzo:
FP4 | 8:00
Qualifiche GTD | 12:30
Qualifiche GTLM | 12:55
Qualifiche P| 13:20

Sabato 17 marzo:
Warm Up | 8:00
Gara | 10:40

Michele Montesano

 

{jcomments on}

Michele Montesano. Nato a Potenza nel 1989 (l’anno del primo cambio al volante della F1). Da sempre innamorato delle auto e tutto ciò che le riguarda, fin da piccolo leggevo contemporaneamente Topolino e… Autosprint. Visti i miei studi in ingegneria meccanica, adoro la tecnica sia per quanto concerne l’aerodinamica che per il telaio e motore. Ferrarista dalla nascita e Alfista da prima di ottenere la patente di guida. Seguo qualsiasi categoria a quattro ruote e adoro il modellismo. Ho iniziato a scrivere di Motorsport grazie a LiveGP.it e non mi sono più fermato, attualmente collaboro anche con ItaliaRacing.net. Appassionato di nuove tecnologie e stampa 3d sono co-fondatore della Stamperia Clandestina M Lab. Assieme al collega e amico Carlo Luciani sono co-autore del primo libro marchiato LiveGP.it "Veloci più del tempo: I protagonisti italiani del Motorsport dagli albori agli anni ‘70".

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.