Nico Rosberg: voto 10. Dominatore assoluto del week-end. A Montecarlo ci abita, ma in pista impone la propria legge come se davvero si trovasse a casa propria. Spesso snobbato dai più, Nico conferma invece di poter stare a pieno titolo nel privilegiato club dei cinque piloti più forti della Formula 1 odierna. Se negli ultimi tre anni aveva stracciato Schumi, dicevano, era solo perché il Kaiser era ormai bollito. Ma adesso che sta mettendo in difficoltà anche Lewis Hamilton, forse finalmente avrà la considerazione che merita.

Sebastian Vettel: voto 9. Corre in maniera intelligente, portando a casa il massimo risultato. Quasi una gara alla Alonso, dal momento in cui quest’ultimo a Monaco sembrava la propria controfigura. Non può nulla contro lo strapotere Mercedes, eppure rimane incollato a Rosberg in prova e in gara. I Mondiali si vincono anche così.

Adrian Sutil: voto 9. A Montecarlo è sempre andato forte, sin dai tempi in cui uno scellerato Raikkonen con la Ferrari gli rovinò la gara nel 2009. Stavolta fa davvero i numeri confermandosi ad altissimi livelli, e portando la Force India fino al quinto posto finale a suon di sorpassi. Azzeccata la scelta di affidargli il volante dopo un anno di stop forzato, ora però meriterebbe un’opportunità in un team di vertice.

Lewis Hamilton: voto 8. In qualifica la pole gli sfugge per poco, e la cosa dovrebbe bruciargli non poco, visto che è la terza volta consecutiva. Al via mantiene diligentemente il secondo posto, evitando di combinare guai con il compagno di team, e poi si difende dagli attacchi di Vettel. Paga l’ingresso della safety car, che lo priva di un podio che sarebbe stato meritato.

Mark Webber: voto 8. Montecarlo sembra portargli bene, visto che anche l’anno scorso si distinse in uno degli ormai sempre più rari acuti. Vicino a Vettel sia in prova che in gara, riesce a tornare sul podio dopo la Malesia, anche se sembrava che non ne avesse più di così.

Kimi Raikkonen: voto 7. Sarebbe finito probabilmente al quinto posto se non ci fosse stato il contatto con Perez: Iceman se la cava con una reprimenda, ma avrebbe potuto lasciare un pò più di spazio alla McLaren. Come risultato ottiene una foratura che lo costringe ai box a pochi giri dal termine. I suoi ultimi tre giri sono da cineteca: tre sorpassi rabbiosi per riprendersi la zona punti. Un video che andrebbe mostrato a chi reputa che a Montecarlo sia impossibile sorpassare.

Sergio Perez: voto 7. Ancora una volta convincente, nonostante sia costretto ad abbandonare la propria vettura alla Rascasse a pochi giri dal termine. E’ uno dei pochi che ci prova, anche a costo di prendersi qualche rischio: gli va bene con Alonso e Button, meno con Raikkonen, quando finisce per danneggiare l’ala.

Jenson Button: voto 7. Alla fine raccoglie un buon sesto posto, correndo con giudizio, ma in generale sembra iniziare a soffrire l’arrembante compagno. Al solito poco performante in prova, si riscatta in gara con un bel sorpasso su Alonso come ciliegina sulla torta.

Jean-Eric Vergne: voto 7. Finalmente tu, recitava una vecchia canzone di Fiorello. Il francesino rifila ben sette decimi in prova a Ricciardo, conquistando la top ten. In gara è ottimo ottavo, al termine di una gara pulita e concreta. Il problema è capire quanto tempo dovrà passare prima di rivedergli fare una prestazione simila, visto che la costanza non è esattamente il suo forte.

Paul Di Resta: voto 6. Riscatta con una gara tutta in rimonta una qualifica decisamente scialba, nella quale riesce nell’impresa di venire eliminato in Q3. Alla fine raccoglie due punti ma nel confronto con Sutil in questo week-end esce nettamente battuto.

Giedo Van Der Garde: voto 6. Vale lo stesso discorso fatto per Di Resta, ma al contrario. Porta sè stesso e la Caterham per la prima volta in Q2, ma poi in gara inizia a rovinare tutto dopo poche curve, tamponando la Williams di Maldonado. Peccato, perchè in una gara solitamente ad eliminazione come quella di Monaco il fatto di partire quindicesimo avrebbe potuto lanciarlo a ridosso della zona punti.

Pastor Maldonado: voto 5. Mostra prestazioni interessanti nella prove, in Q1 è addirittura il più veloce ma poi spreca tutto in Q2, qualificandosi 16° a 2″6 da Bottas. Al via deve subito rientrare per cambiare l’ala, tenta la rimonta ma poi è vittima dello sciagurato Chilton che lo fa rischiare grosso. Alla fine deve ringraziare la Santa Devota, presente sul suo casco.

Valtteri Bottas: voto 5. In qualifica approfitta, al contrario di Maldonado, della pista che va asciugandosi: ma la sua gara rimane nell’anonimato, esattamente come la sua stagione sino a questo momento. Egli stesso e forse anche il team aveva aspettative più ambiziose.

Nico Hulkenberg: voto 5. Undicesimo in prova, undicesimo in gara. Come dire, ad un passo dal “sogno”, che per la Sauber di questi tempi è la zona punti. Ed invece viene beffato nel finale dall’arrembante Raikkonen, in rimonta con gomme fresche. Ci si aspettava potesse infliggere al compagno un gap maggiore, invece non riesce a fare la differenza.

Daniel Ricciardo: voto 5. Stavolta le prende da Vergne. In più è anche sfortunato, perchè vede Grosjean decollargli sul posteriore costringendolo al ritiro, altrimenti sarebbe finito comunque a punti.

Fernando Alonso: voto 5. Dice che è costretto a correre contro gente che non ha niente da perdere, mentre lui deve giocarsi il Mondiale. Non è certo una buona scusa per lasciare la porta spalancata prima a Sutil e poi a Button, che lo infilano senza pietà. Prima cita la filosofia Samurai, ma dopo in pista appare troppo arrendevole e remissivo.

Jules Bianchi: voto 5. Sarebbe da senza voto, perchè la Marussia lo lascia a piedi subito in prova ed in gara lo costringe a partire dai box. Si aspettava qualcosa in più dalla gara di casa, ma con questa vettura l’unica soddisfazione che può togliersi è quella di stare costantemente davanti al compagno di squadra.

Charles Pic: voto 5. Fa fuoco e fiamme, e non nel senso metaforico. La sua Caterham lo lascia in panne alla Rascasse, e lui è costretto ad abbandonare in una nuvola di fumo. Non avrebbe comunque combinato granchè.

Felipe Massa: voto 5. La buona notizia è che sta bene. La cattiva, ovviamente, è il doppio botto in 24 ore. Errore suo al sabato, misteriosa quanto inquietante rottura in gara. L’auspicio è che non risenta psicologicamente di un week-end da incubo.

Esteban Gutierrez: voto 4. Perlomeno non fa danni, ma dal punto di vista velocistico non ci siamo proprio. In qualifica soltanto Chilton è più lento di lui, il che è tutto dire. Si rifà parzialmente in gara, quando finisce non troppo lontano da Hulk.

Max Chilton: voto 3. Non gli basta essere costantemente il pilota più lento in pista. Stavolta si mette pure a cambiare traiettoria in pieno rettilineo. Ne fa le spese Maldonado, che di certo non sarà immune dai guai ma che stavolta poteva farci ben poco. E dire che guidando una Marussia, dovrebbe essere abituato a guardare negli specchietti.

Romain Grosjean: voto 2. Il bello è che quando riesce a fare un giro senza toccare il muro sembra anche poter andare forte. Peccato che non capiti quasi mai. E se siamo a Montecarlo, sono guai seri. Quattro incidenti in tre giorni sono francamente inaccettabili per qualsiasi pilota voglia correre a questi livelli: la ciliegina sulla torta arriva poi in gara, dove finisce per rovinare anche la gara dell’incolpevole Ricciardo. Pagherà con 10 posti di penalità in griglia a Montreal, anche se vorremmo sapere cosa stia aspettando la Lotus a mettere in macchina Valsecchi.

 

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