Fernando Alonso: voto 10. Semplicemente perfetto. In prova ottimizza al meglio le potenzialità della vettura, e a chi gli chiede se per la gara puntasse ad un podio, risponde smaliziato: “Anche a qualcosa di più”. Aveva già capito tutto. In gara si concede anche il lusso di non spingere troppo, mentre Massa arriva 6°, il che è tutto dire. La migliore risposta dopo le critiche ricevute a Sepang.

Kimi Raikkonen: voto 9. E’ sempre lì, sempre presente, non molla mai. Secondo in prova e secondo in gara, portando a casa punti pesanti. Corre da consumato campione e non sbaglia nulla: con questa intensità e questa costanza può davvero rimanere fino all’ultimo in lotta per il titolo. Lotus permettendo.

Lewis Hamilton: voto 9. Magistrale in prova, dove si conferma re del giro singolo. In gara la Mercedes va subito in crisi di pneumatici con le Soft, e ben presto è costretto a cedere la posizione ad Alonso e Raikkonen. Intanto però porta a casa il secondo podio consecutivo: Lewis c’è e si vede.

Daniel Ricciardo: voto 9. Cuor di leone, in tutti i sensi. Spinge la Toro Rosso oltre i propri limiti, piazzandola al settimo posto in prova e confermando il piazzamento al termine della gara. Fornisce finalmente una prestazione costante e lineare lungo tutto l’arco del week-end, al punto che non stavolta non sbaglia nemmeno la partenza. Se continua così è lui il candidato numero 1 ad un sedile Red Bull per il 2014.

Jenson Button: voto 8. La McLaren progredisce con la politica dei piccoli passi, e Jenson riesce ad artigliare un buon quinto posto, che di questi tempi è un lusso. E’ lui la guida indiscutibile della squadra: deve dimostrare di sapersi caricare sulle spalle il team e condurlo sulla via della resurrezione agonistica. Esperienza e qualità non gli mancano.

Sebastian Vettel: voto 7. Subisce le scelte del team (vedi gomma dura in prova) e lui non fa nulla per modificarla. Partire nono e arrivare quarto parrebbe comunque un gran risultato, se solo non fosse al volante della Red Bull. Soffre all’inizio ma corre come un’indemoniato nelle fasi finali una volta montata la mescola Soft, tentando un’impossibile rimonta su Hamilton: ormai però era troppo tardi.

Nico Hulkenberg: voto 7. Toh, si rivede anche la Sauber. E menomale che c’è Hulk, perchè se fosse per Gutierrez sarebbero cavoli amari. Nico si prende pure la bella soddisfazione di condurre la gara per diversi giri nelle fasi iniziali: poi il rendimento delle gomme cala alla distanza ed alla fine riesce a conquistare solo un punticino.

Felipe Massa: voto 6. Fa segnare il miglior tempo nelle Libere 2 e c’è già chi grida al miracolo. In prova è comunque in scia ad Alonso, ma in gara dopo il primo pit stop sparisce dalla scena: il compagno vola e lui arranca. Questioni di gomma, questioni di stile di guida: la questione è il solito Massa.

Nico Rosberg: voto 6. Spreca nelle qualifiche una grande occasione, commettendo un errore all’ultima curva quando sembrava avere il potenziale per la prima fila. In gara è fermato anzitempo da un problema tecnico. La cosa più preoccupante, però, è che Hamilton se ne sta andando in Classifica Piloti: un segnale non positivo per Nico in vista del proseguio della stagione.

Paul Di Resta: voto 6. Rischia il contatto con il compagno Sutil nel corso del primo giro, ma ne esce indenne. Alla fine è ottavo in un week-end senza infamia e senza lode: punti comunque preziosi per il campionato.

Romain Grosjean: voto 6. La sufficienza è stiracchiata, dovuta in gran parte al buon sesto posto ottenuto nelle qualifiche, dove comunque Raikkonen gli infligge oltre mezzo secondo. Stesso discorso in gara, dove la differenza con Kimi è abissale: certo, arriva nono e raccoglie due punti, ma con questa Lotus può e deve fare di più.

Jules Bianchi: voto 6. Ormai non è più una sorpresa, sempre primo tra i “piccoli”, sempre davanti al compagno, sempre pulito e regolare in gara. Ma prima o poi si stancherà di raccogliere soltanto briciole.

Valtteri Bottas: voto 6. E diamogliela, questa benedetta sufficienza. La Williams è tremendamente poco competitiva, ma lui ha almeno il merito di esprimersi sui livelli del più esperto compagno Maldonado. Al punto di superarlo nell’ultimo giro.

Sergio Perez: voto 5. Insufficienza chiara e limpida per colui che si auto-proclamava come aspirante al Titolo Piloti. Male in qualifica e fuori dai punti in gara, con l’aggravante che talvolta eccede in zig-zag per difendere la posizione (chiedere a Raikkonen).

Adrian Sutil: voto 5. Finisce dietro al compagno in qualifica, con una Force India meno brillante del solito. In gara, è vittima sacrificale del kamikaze Gutierrez, ed è costretto anzitempo ad abbandonare i giochi.

Pastor Maldonado: voto 5. Sprofonda nella crisi tecnica del team, e lui non sembra possedere il bagaglio idoneo per risollevare la squadra da una simile situazione. Subisce persino l’affronto del sorpasso finale da parte di Bottas.

Jean-Eric Vergne: voto 5. Mentre Ricciardo fa evidenti progressi, lui sembra plafonato. Subisce l’attacco scriteriato di Webber che lo manda in testacoda, ma dovrebbe darsi una svegliata se non vuole finire anch’egli silurato da Marko.

Charles Pic: voto 5. l’unica consolazione è quella di aver vinto, ancora una volta, il confronto con il compagno di team. Alla fine, giudica il suo week-end “interessante”. Forse si riferiva ai grattacieli di Shangai.

Max Chilton: voto 5. Ormai si è capito, più di così non può fare. Non chiedetegli di stare davanti a Bianchi, pilota di un’altra categoria. Almeno il pilota (e co-proprietario?) della Marussia porta la macchina al traguardo senza fare danni.

Mark Webber: voto 4. D’accordo, tutta la sfortuna gli è piovuta addosso in questo week-end. Dovrebbe prendersela con il suo team, che in prova lo lascia in pista senza benzina (facendolo partire ultimo) ed in gara lo lascia senza una ruota. Per l’inopinato tentativo di sorpasso su Vergne, invece, dovrebbe prendersela solo con sè stesso: pagherà con tre posizioni di penalità sulla griglia in Bahrain.

Giedo Van Der Garde: voto 4. Anche stavolta conclude desolatamente ultimo. Esattamente come in prova. Gli specchietti li utilizza solo per farsi doppiare.

Esteban Gutierrez: voto 3. Sarà anche un rookie, sarà giovane e inesperto. Ma oltre che essere lento, il messicano stavolta fa anche un bel botto, rovinando la sua gara e quella di Sutil. Considerando che in Formula 1 non ci è arrivato per meriti propri ma per quelli dei suoi sponsor, ci auguriamo per lui che in Sauber non si stanchino almeno dei suoi soldi.

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