bathurst 12h
La Bathurst 12h 2020 incorona la Bentley, finalmente vittoriosa dopo cinque anni di sconfitte. La vettura #7 del team M – Sport, affidata a Gounon/Pepper/Soulet, ha dominato per l’intera 12h, gestendo nel finale il ritorno delle Mercedes.



Lo spettacolo ed alcuni crash hanno caratterizzato l’edizione 2020 della Bathurst 12h, da sempre imprevedibile e ricca di colpi di scena. La Bentley #7 ha preso il largo dopo il primo turno di stop e non ha piú mollato la vetta fino alla conclusione.
La vettura inglese ha dovuto battagliare  principalmente con le tre Mercedes ufficiali, competitive per tutta la prova. Engel/Stolz/Buurnann #77, Götz/Whincup/van Gisbergen #888 e Marciello/Fraga/Bühk #999 hanno tenuto alta la bandiera Mercedes, giocandosi la 12h fino all’ultima ora.

Una vittoria mai messa in discussione

Nonostante una foratura sull’ultimo rettilineo prima dell’ultimo pit, la Bentley #7, guidata da Gounon, ha mantenuto la leadership sulla Mercedes #999, rallentata da una sosta molto lenta. Marciello ha successivamente dovuto arrendesi a meno di un’ora dalla fine quando, alla Chase, il pilota italiano é rimasto vittima di una foratura che lo ha tagliato fuori dalla lotta per il successo.
L’italiano, nella fretta di ripartire dalla pit lane, ha commesso un’infrazione che, nel post gara, ha condannato l’equipaggio #999 del GruppeM in sesta piazza.
Secondo posto finale per la McLaren di Barnicoat/Parente/Blomqvist #60, rallentata nella lotta per il vertice da una penalitá, rimediata a metá prova per un’irregolarità ai box.
Per la nuova 750S GT3, auto schierata dal team 59Racing, si tratta del primo risultato importante a livello internazionale dopo le belle prestazioni nel Super GT e nel GT Open 2019.
Il terzetto Götz/Whincup/van Gisbergen, con l’AMG GT3 del team Triple Eight, ha concluso la 12h al terzo posto. Un risultato che è stato facilitato dalla foratura della Mercedes #77, in difficoltà nelle ultime fasi di gara dopo una bella battaglia avuta proprio con la #888.
Porsche paga la mancanza di velocità di punta e si classifica ai margini del podio con il trio Jaminet/Pilet/Campbell #911, in pista con l’Absolute Motorsport.

Gli altri protagonisti della Bathurst 12h 2020

Ha sorpreso in positivo la Nissan #18 del KCMG, vettura affidata al terzeto Liberati/De Olivera/Imperatori. La vettura giapponese si è rivelata imprendibile sul dritto e molto solida nel tratto tortuoso del Mt. Panorama. Per tutta la prova, la Nissan #18 ha lottato per il podio, prima di abbandonare ogni speranza di successo nelle fasi finali a causa di alcuni problemi.
Noie tecniche che hanno rallentato anche la Porsche #1 dell’Earl Bamber Motorsport, in crisi per tutta la Bathurst 12h 2020 per un problema ai freni, un danno che ha limitato la cavalcata di Bamber/L. Vanthoor/Lowndes.
Esce con le ossa rotte dalla 12h l’armata dell’Audi. Dopo aver perso in un violentissimo incidente prima dello Skyline, la vettura #222 di Mies/Tander/Bortolotti, le restanti due auto dell’Audi Sport team Valvoline sono sparite dalle posizioni di vertice a causa di alcune noie tecniche che hanno rallentato le superstiti R8 #2 e #22.
Una Bathurst 12h da dimenticare anche la Lamborghini Huracan #63 di Bortolotti/Lind/Caldarelli e la BMW M6 GT3 di Mostert/Farfus/Catsburg #34, lontana dal vertice per tutto l’evento. Da sottolineare un secondo brutto incidente per le Aston Martin. Dopo il volo di Marvin Kirchhofer nelle qualifiche, l’Aston di Ledogar ha finito anricipatamente la 12h dopo un violentissimo impatto contro le barriere del Dipper.
Per quanto rigurada le altre classi, Storet/Ross/Kodric #59 hanno vinto Silver Cup, in Grove/S.Grove/Barker #4 in Pro – Am, Jorgevsev/van Dangen/Shrom #13 in GT4 e Feeney/Percat/Cameron nella classe Invitational.
Prossimo appuntamento dell’Intercontinental GT Challenge sul tracciato di Spa Francorchamps, sede della 24H che si volgerà la fine luglio.
Ricordiamo che la prova belga sarà anche valida per il GT World Challenge Europe.
Luca Pellegrini

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