8h Indianapolis

Walkenhorst Motorsport sigla una bellissima doppietta alla 8h Indianapolis, secondo atto dell’Intercontinental GT Challenge 2020. Lo spettacolo non è mancato sulla Brickyard, tracciato che fino ad oggi non ha mai ospitato la serie ‘globale’ di SRO. De Phillippi/Catsburg/Farfus #34, autori della pole-position, hanno gestito la prova precedendo sotto la bandiera a scacchi la gemella #35 di Tomczyk/Yelloly/Pittard. Le due M6 hanno dato un giro alla concorrenza, il risultato di una prova perfetta.

8h Indianapolis: primi giri imprevedibili

La competizione si è aperta con un forte acquazzone che si è abbattuto sul catino di Speedway (Indiana). La pioggia è iniziata a scendere nel corso del primo giro ed ha sorpreso tutti gli equipaggi che sono partiti con le gomme slick. Al termine del primo passaggio della 8h, le due BMW di Walkenhorst Motorsport e le Audi ufficiali hanno optato per un immediato cambio gomme, una scelta non copiata dall’Honda #30 di Farnbacher/Cameron/van der Zande, dall’Acura #93 di Racers Edge Motorsportse dalla Bentley #7 di Pepper/Gounon/Soulet (K-Pax).

Questi tre equipaggi hanno cercato in tutti i modi di restare in pista con le gomme d’asciutto, una scelta che non ha pagato. La #30 ha pittato pochi giri dopo i diretti rivali, mentre è durato 20 minuti il tentativo di fuga di Pepper e di Hindman. La coppia di testa, con il peggioramento delle condizioni meteo, ha optato per fermarsi ai box, una scelta obbligata.

Nel frattempo, un incidente della Ferrari #6 ha costretto la direzione gara ad inserire la prima Safety Car di giornata. Alla ripartenza, la Mercedes PRO-Am #75 del SunEnergy 1 Racing ha preso il comando della corsa con il terzetto composto da Grenier/Habul/Konrad. I tre sono riusciti a conquistare la vetta del gruppo grazie ad una sosta anticipata prima dell’inizio della corsa, un azzardo che ha pagato.

BMW sale al comando, Bentley saluta la compagnia

Nel corso di una nuova caution, l’AMG #75 ed il resto del gruppo hanno optato per una nuova sosta in pit lane poco prima di una nuova ripartenza. La BMW #35 Tomczyk/Yelloly/Pittard ha strappato alla Mercedes la leadership ed ha iniziato ad imporre il proprio ritmo sulla Bentley #7 del K-Pax.

Il primo vero colpo di scena è arrivato a 5 ore e mezza dalla fine quando, prima della staccata di curva 7, la Bentley del K-Pax Racing ha rotto una sospensione. Un problema che ha fatto perdere il controllo a Jordan Pepper che ha danneggiato la vettura dopo un contatto con una GT4 nel primo settore del tracciato. Il problema ha costretto la direzione gara a chiamare in pista la SC.

L’abbandono del famoso brand britannico e del terzetto composto da Pepper/Soulet/Gounon ha spalancato le porte alle due BMW e all’Acura #30. Queste tre auto hanno iniziato una bellissima sfida per il successo nelle ultime quattro ore.

Una lotta a tre per la vittoria

L’Acura #30 di Farnbacher/Cameron/van der Zande, dall’Acura, la BMW #35 di Tomczyk/Yelloly/Pittard e la M6 #34 di  De Phillippi/Catsburg/Farfus hanno preso un discreto gap sui rivali e sembravano gli unici pretendenti per il successo finale. La situazione è cambiata a meno di tre ore dalla fine quando, un problema alla NSX GT3 #30, ha permesso alle BMW di scappare verso il successo. Nonostante l’inconveniente ai box, il terzetto Honda completa il podio alle spalle dei tedeschi.

Si chiude dunque la prima edizione della 8h Indianapolis che, per vari fattori, si è mostrata più interessante di quanto ci si poteva immaginare. In ogni caso è un peccato vedere così poche auto contendersi il successo finale di una competizione che con i giusti iscritti sarebbe degna di un campionato importante come l’Intercontinental GT Challenge Powered by Pirelli.

Prossimo round a metà ottobre per la 24h di Spa-Francorchamps, gara valida anche per il GT World Challenge Europe Powered by AWS.

Luca Pellegrini

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