Lewis Hamilton e Sophia Floersch portano il motorsport a Berlino, premiati in occasione dei Laureus World Sports Awards.




Lewis Hamilton è stato premiato come miglior sportivo dell’anno e insieme a Lionel Messi è vincitore della 20a edizione Laureus World Sportsman of the Year Award. Per la prima volta nella storia, la giuria non ha saputo scegliere e sono stati cosi due i vincitori del premio incoronati durante la cerimonia a Berlino.

Il pilota inglese è stato premiato per aver conquistato nel 2019  il  suo 6° Mondiale di Formula Uno, mentre l’argentino, assente alla premiazione, è il primo calciatore a vincere il prestigioso riconoscimento.

LA PRIMA VOLTA DI UN ESPONENTE FEMMINILE

Nella categoria motorsport per la prima volta un’esponente femminile ha ricevuto un riconoscimento. Si tratta di Sophia Floersch, che si aggiudica il titolo di Laureus World Comeback of the Year 2020. La giovane tedesca è stata premiata per lo spirito di resilienza, coraggio e dedizione che serve per riprendersi dai momenti più difficili. La Floersch era stata protagonista di un terribile incidente a 276 km orari sul circuito di Macao nel novembre 2018 quando, urtando contro le barriere di sicurezza, la sua Formula 3 aveva fatto un volo spettacolare oltre la rete di protezione.

La giovane pilota, che farà parte dell’equipaggio tutto al femminile nella ELMS a bordo di una Oreca LMP2, dopo un lungo intervento chirurgico alla colonna vertebrale e un periodo di riabilitazione, a novembre 2019 è tornata a guidare dopo soli 106 giorni,  gareggiando di nuovo nel GP di Macao.

Questo è un sogno diventato realtà, a dire il vero.” – afferma la Floersch. “Prima di tutto, sono davvero felice di essere qui, è un grande onore essere insieme ai miei idoli,  è incredibile.” continua racocntando dell’incidente. ” Mi ricordo tutto, ma succede tutto cosi in fretta che non te ne rendi conto. Voglio ringraziare i miei genitori e la mia sorellina, Toto Wolff e il Mercedes F1 Team, che mi hanno aiutato in quella settimana. Inoltre anche il dottor Ceccarelli, che mi è stato vicino per tutta la settimana a Macao in ospedale . È stato un periodo difficile, ma ho sempre avuto l’obiettivo di tornare in una macchina da corsa e coì è stato dopo 106 giorni.”

LA FLOERSCH DOPO ZANARDI

Sophia Floersch succede al giocatore di golf Tiger Woods ed è  la seconda personalità delle corse automobilistiche a ricevere il premio, dopo Alex Zanardi nel 2005.

La cerimonia è stata presentata dall’attore Hugh Grant, mentre il cantautore britannico Liam Payne, membro degli One Direction, ha intrattenuto le leggende dello sport, del passato e del presente. Il premio per la Sportiva dell’anno è andato invece alla ginnasta statunitense Simone Biles, premiata per la terza volta in quattro anni, chissà che presto il titolo generale per le rappresentanti femminili possa essere elargito a una pilota donna.

La premiazione di Sophia Floersch, la più giovane a ottenere un riconoscimento, fa ben intendere che il motorsport al femminile sta riuscendo ad attirare sempre più l’attenzione.

Avere questo premio tra le mani ora è incredibile, ne sono davvero felicissima, ringrazio l’Accademia per avermi permesso di vincere e spero di essere di nuovo qui tra qualche anno come Sportiva dell’Anno.”

La cerimonia dei Laureus World Sports Awards valorizza l’impegno della Fondazione Laureus Sport for Good con l’obiettivo di promuovere lo sport come strumento di prevenzione del disagio giovanile, anche per questo ci si auspica che le minoranze, per ora, possano essere rappresentate, sostenute e premiate.

LEWIS CONTRO LA DIVERSITA’

Lewis Hamilton ha parlato nel suo discorso  riguardo all’importanza di riuscire ad inglobare tutti mediante lo sport : “Penso che sia tutta una nostra responsabilità utilizzare la nostra posizione per favorire davvero l’uguaglianza di genere, per arrivare all’inclusione di tutte le minoranze. Sono cresciuto in uno sport che ha davvero dato significato alla mia vita. Sono così felice per questo, ammetto che sono cresciuto in uno sport in cui la diversità penso sia un problema che affrontiamo continuamente“.

Anna Mangione

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