GT World Challenge 2020

Con una splendida 6h del Paul Ricard si è chiusa una spettacolare edizione 2020 del GT World Challenge Europe Powered by AWS. L’incertezza ha fatto da padrone nelle otto competizioni, quattro endurance e quattro sprint.

Ferrari, Lamborghini, Aston Martin, Porsche, Audi, Mercedes, Bentley, Honda, BMW, Lexus e McLaren si sono contese i tre titolo in palio, assegnati nelle rispettive finali di Barcellona (Sprint) e Le Castellet (Endurance).

L’emergenza sanitaria ha costretto SRO, l’organizzatore della serie, a modificare più volte i propri piani ed a ribaltare il calendario. Imola e Magny-Cours sono entrati nella lista dei circuiti del GT World Challenge Europe 2020, categoria che ha dovuto rinunciare al round dell’Hungaroring ed alle due tradizionali 3h di Silverstone e Monza.

Stephane Rathel, padron della serie, ha compiuto un lavoro impeccabile per riuscire a svolgere, seppur a porte chiuse, tutte le corse in programma compresa la 24h di Spa. La maratona belga, messa in discussione con l’incremento dei contagi in Belgio nel mese di ottobre, è stata regolarmente disputata nell’ultimo week-end del mese e lo spettacolo non è mancato.

GT World Challenge, Timur Boguslavskiy festeggia

Dopo aver conquistato nella stagione 2019 il titolo nel GT World Challenge Europe Endurance Cup in classe Silver ed aver completato al secondo posto la ‘classifica combinata’, il russo svetta nella classifica assoluta del più importante campionato GT3 al mondo.

Il 20enne di casa Mercedes, accompagnato dal nostro Raffaele Marciello e dal brasiliano Felipe Fraga durante l’anno, ha conquistato il primo titolo overall al termine di una stagione quasi perfetta.

Dopo aver firmato il secondo posto nel GT WC Europe Sprint Cup, l’alfiere di AKKA ASP ha costruito il proprio successo grazie ai punti intermedi conquistati nel corso della 24h di Spa-Francorchamps. Ricordiamo infatti che la categoria assegna dei ‘traguardi volanti’ nella gara più importante dell’anno alla sesta ed alla dodicesima ora. Boguslavskiy risulta solo al comando del GT WC Europe in seguito all’assenza di Marciello nel round sprint di Zandvoort del 27 settembre, evento in concomitanza con la 24h del Nuerburgring.

Audi ha cercato in tutti i modi di rimettere in bacheca questo trofeo, mancato anche nel 2019 nell’anno dominato dalla Lamborghini Huracan dell’Orange1 FFF Racing Team. Charles Weerts e Dries Vanthoor hanno impensierito la Mercedes #88 nell’ultima decisiva 6h, ma non c’è stato nulla da fare per i campioni della Sprint Cup

Audi, una certezza nello Sprint

Per la settima volta in otto anni il team WRT conquista il GT World Challenge Europe Sprint Cup. Al termine delle quattro prove in programma, Charles Weerts e Dries Vanthoor hanno potute festeggiare dopo l’incertissimo finale di Barcellona.

La coppia belga, in scena con la vettura #32, ha gestito nel championship decider il vantaggio sulla concorrenza, capitanata dalla Mercedes #4 del HRT dei tedeschi Maro Engel e Luca Stolz.

L’edizione 2020 si è inaugurata con tre spettacolari prove all’interno del Misano World Circuit Marco Simoncelli. Nella pista romagnola l’Audi #32 e la Mercedes #88 di Boguslavskiy/Marciello si sono spartie il successo prima della seconda competizione di Magny-Cours.

In Francia, pista inedita per quanto riguarda la Sprint Cup, è entrata nella lotta per il successo anche la Mercedes #4 del Huber Haupt Racing (HRT), formazione che ha ereditato le due AMG GT3 dal team Black Falcon. Engel/Stolz, vice campioni Sprint nel 2019, sono entrati di diritto nella lotta al titolo prima dell’evento che ha cambiato le sorti della stagione.

Zandvoort, punto chiave del campionato

Nel rinnovato Zandvoort, l’Audi #32 ha avuto la prima ghiotta occasione per chiudere definitivamente i giochi per il campionato. Le limitazioni tra Germania ed Olanda hanno infatti spinto Mercedes a trattenere i piloti ufficiali al Nuerburgring per la 24h, scelta non presa dai rivali di Audi. Con l’assenza di Marciello e con la mancata partecipazione dell’AMG #4 dell’HRT, Vanthoor/Weerst erano pronti a dominare la scena, ma così non è stato.

Dopo una deludente prima prova, la race-2 ha visto l’Audi #32 rimediare una sanzione ai box che ha vanificato una competizione che sembrava vinta. Il giapponese Ryuichiro Tomita ed il sud africano Kelvin van der Linde #31 sulla seconda R8 di WRT hanno strappato il successo nella gara-1, mentre la Lamborghini di Emil Frey Racing con il nostro Giacomo Altoè e lo spagnolo Albert Costa ha conquistato la seconda corsa.

Le due Audi, le due Mercedes e la Lamborghini #163 si sono giocate il tutto per tutto nell’epilogo di catalano in tre avvincenti prove. Vanthoor/Weerst hanno amministrato la situazione ed hanno potuto festeggiare il primo titolo per la coppia belga. Dries, con questo trofeo, ha eguagliato il fratello Laurens, mentre Charles è diventato il più giovane della storia ad inserire la Sprint Cup nella propria bacheca.

Ferrari beffa tutti e vince il titolo

Alessandro Pier Giuidi e la Ferrari #51 di AF Corse conquistano per la prima volta il GT World Challenge Europe Endurance Cup. Nella 50° prova della storia della serie, nata nel 2011 con una storica 3h di Monza, il nostro portacolori regala alla Rossa un titolo al termine di una stagione da assoluti protagonisti. Mercedes, Audi e Porsche escono ad ossa rotte dalla 1000km del Paul Ricard, prova che per la prima volta nella storia ha chiuso la stagione.

Dopo 9 anni la casa di Maranello si è impegnata ufficialmente nella serie ed i risultati sono arrivati dalla prima prova di Imola. La competizione che ha sostituito il tradizionale opening round di Monza ha visto la Ferrari #51 da subito all’attacco. Pier Guidi, supportato per tre delle quattro prove dal danese Nicklas Nielsen e dal britannico James Calado, ha completato al settimo posto la prova emiliana dopo una bella lotta per il successo con Porsche ed Audi.

La casa di Stoccarda ha chiuso al secondo posto l’evento italiano con il Team GPX, formazione che con due auto ha gareggiato per l’intera annata tra i PRO dopo aver siglato nel 2019 la 24h di Spa. La compagine araba, in pista con l’australiano Matt Campbell ed i francesi Patrick Pilet e Mathieu Jaminet, si è piazzata alle spalle dell’Audi #31 di WRT del sud africano Kelvin van der Linde, del nostro Mirko Bortolotti e del transalpino Matthieu Vaxiviere.

Porsche si impone al Nuerburgring con Dinamic

Dopo una bellissima 3h, condizionata da molti errori da parte dei partecipanti e da un maestoso sorpasso della Bentley dello spagnolo Andy Soucek (K-Pax #3) all’esterno della Piratella ai danni di una delle Porsche di GPX Racing, l’Endurance Cup si è spostata in Germania.

Al Nurburgring le emozioni sono iniziate alla prima impegnativa staccata con un errore da parte della Lamborghini #163 dell’Emil Frey Racing. L’Huracan ha sbagliato il punto di staccata ed ha spinto a muro la Porsche #40 di GPX con il francese Romain Dumas,l’elvetico Louis Deletraz e l’austriaco Thomas Preining. Il terzetto, autore della pole, non è stato l’unico coinvolto nella carambola della prima curva, incidente che ha inciso pesantemente sulle speranze delle due Ferrari, la #51 di AF Corse e la #72 di SMP.

Porsche ha mantenuto il comando delle operazioni con la Porsche #54 del Team Dinamic Motorsport, in pista con il nostro Matteo Cairoli ed i tedeschi Sven Muleler e Christian Engelhart. I tre piloti non hanno avuto rivali e sono riusciti a vincere l’evento, risultato che gli ha permesso di conquistare la leadership dell’Endurance Cup. Ricordiamo infatti il punteggio superiore assegnato per le competizioni di 6h rispetto alle canonica distanza delle 3h.

La battaglia nelle Ardenne di Spa

Mercedes, a segno nello Sprint, ma meno costante nelle prove di durata, si è rilanciata in campionato nella prima metà di una magica 24h di Spa-Francorchamps. Nella prima edizione autunnale della storia della maratona delle Ardenne, l’AMG GT3 #88 di Raffaele Marciello/Timur Boguslavskiy/Felipe Fraga si è rilanciata in classifica grazie ai punti intermedi delle prime 12h.

Per AKKA ASP la corsa si è conclusa troppo presto per un danno durante la notte, fatto che ha compromesso un week.end perfetto. La casa di Stoccarda ha alzato bandiera bianca ed ha lasciato le porte aperte alla battaglia tra Porsche, Audi e Ferrari. La pioggia ad intermittenza in svariati punti di Spa hanno reso ancora più incerta una 24h ricca di emozioni e di battaglie in tutte le classi. Per la seconda volta in due anni è stata la Porsche a svettare. Il ROWE Racing con il neozelandese Earl Bamber, il belga Laurens Vanthoor ed il britannico Nick Tandy ha strappato il successo alle Audi ed alla Porsche #54.

Al termine della corsa più importante dell’anno, valida anche per l‘Intercontinental GT Challenge Powered by Pirelli, il campionato Endurance vedeva la Mercedes #88 e la Porsche #54 a pari punti a sei ore dal termine del campionato.

Il championship decider ha incoronato la già citata Ferrari #51 ed ha visto in difficoltà i principali candidati per il successo. Cairoli/Mueller/Engelhart, in seguito ad una negativa qualifica, hanno completato una splendida rimonta che non è bastata per contrastare la 488 GT3 #51, per l’intera prova al comando. Mercedes ha invece alzato bandiera bianca intorno alla metà gara per alcuni problemi che hanno compromesso la prova.

Alessandro Pier Guidi svetta da solo in classifica. Ricordiamo infatti che Nielsen e Calado hanno rinunciato alla 6h conclusiva per gareggiare in Bahrain nel Mondiale Endurance.

Anno difficile per Lamborghini, invisibili gli inglesi

Dopo aver vinto con Andrea Caldarelli e Marco Mapelli tutti i titoli disponibili nel 2019, questa stagione si è rivelata abbastanza complessa per le Lamborghini. Senza il Team Grasser, squadra che ritroveremo nel 2021, FFF Racing ha confermato l’impegno nel GT World Challenge Europe insieme all’Emil Frey Racing.

La prima équipe ha modificato i propri progetti rispetto al 2019 ed ha preferito dedicarsi esclusivamente alle competizioni di durata. La stagione ha regalato poche soddisfazioni a Caldarelli/Mapelli/Lind #63. Il terzetto era in lizza per un successo alla 24h di Spa-Francorchamps, ma un incidente all’Eau Rouge ha vanificato tutto il lavoro svolto.
Emil Frey, compagine che ha vinto la passata edizione dell’International GT Open, ha difeso i colori della Lamborghini per tutte le prove del GT WC Europe. I già citati successi sprint della #163 sono l’unica nota di merito in una stagione abbastanza deludente.

Oltre al marchio italiano, chi è mancato all’appello sono i brand inglesi. Aston Martin ha rinunciato sin da subito dopo la decisione di non disputare nessuna corsa da parte di R-Motorsport, squadra elvetica fondamentale del marchio britannico. Garage 59 ha partecipato ad alcune prove in PRO, ma i risultati sono stati fallimentari.

Anno difficile anche per McLaren che ha ridotto il proprio impegno in seguito all’emergenza sanitaria. Solo la 720S GT3 del Optimum Motorsport ha gareggiato in alcune competizioni di durata senza riuscire a competere per la Top10.

La mancanza di M-Sport si fa sentire. La squadra ufficiale di Bentley, impegnata dal 2020 esclusivamente nell’Intercontinental GT Challenge, ha lasciato alle squadre clienti la gestione delle Continental GT3, mai in lotta per il successo o per una top5. CMR e K-Pax cercano di difendersi in qualche modo, ma il gap con i rivali è sotto gli occhi di tutti.

Nelle altre classi lo spettacolo non manca

Non solo PRO nel GT World Challenge Europe Powered by AWS 2020. Silver Cup e PRO-Am ci hanno tenuto compagnia in tutte le competizioni in programma con delle corse davvero interessanti. Per quanto riguarda la Silver Cup, Madpanda Motorsport ed il suo padrone, l’argentino Ezequiel Perez Companc, ha vinto la graduatoria stagionale grazie ad una stagione molto costante.

Dopo aver vinto il British GT Championship e la 24h di Spa in categoria PRO-Am, il Barwell Motorsport inserisce nella propria bacheca l’Endurance Cup per quanto riguarda la categoria Silver. Il danese Frederik Schandorff, il britannico Alex MacDowall, il finnico Patrick Kujala hanno respinto gli attacchi dei rivali al Paul Ricard e non hanno avuto molti problemi a firmare il successo finale.

I francesi Simon Gachet e Steven Palette si solo laureati a Barcellona nel GT WC Sprint Cup per la categoria Silver. Gli alfieri di Audi, in pista con Sainteloc, sono stati autori di un’annata perfetta che gli ha concesso anche la vittoria assoluta in occasione della seconda corsa di Magny-Cours.

Tempesta Ferrari in PRO-Am

In PRO-Am regna la Ferrari #52 del Tempesta Racing con Chris Froggatt ed Edward Cheever III. Il britannico e l’americano hanno primeggiato nella Sprint e nella ‘classifica combinata’. La coppia ha sfiorato il successo a Spa-Francorchamps ed ha perso per una manciata di punti il titolo Endurance.

Il secondo posto nella 24h non è bastato ai piloti Ferrari per beffare l’Aston Martin #188 di Chris Goodwin/Alexander West. Gli inglesi di casa Garage 59, solitamente accompagnati dallo scozzese Jonny Adam, si sono imposti in Francia e si sono laureati campioni Endurance della classe PRO-Am. Non dimentichiamoci infine di Stéphane Tribaudini (CMR – Bentley), padrone della coppa endurance per quanto riguarda la realtà riservata ai non professionisti.

Ci vediamo a Monza

Con la speranza di essere presenti in autodromo, il GT World Challenge Europe si prepara per una nuova stagione. Monza, sede della festa dei 15 anni delle splendide GT3, aprirà il campionato 2021 che dovrebbe riavere tra le proprie fila alcuni team che in questo 2020 hanno preferito dedicarsi ad altre serie più ‘economiche’.

Il panorama delle GT3 si conferma una piattaforma vincente che si sposa alla perfezione con l’impero di SRO. Stephane Rathel, boss della categoria, è ancora una volta il protagonista numero uno di un successo che ha poche copie in giro per il mondo, una vera eccellenza del motorsport.

Luca Pellegrini

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