Apprensione in casa Mercedes nelle ore successive al Gran Premio d’Italia, dominato da Lewis Hamilton. Toto Wolff e Paddy Lowe, dopo una segnalazione del delegato tecnico Jo Bauer, sono stati richiamati infatti dagli Stewards della FIA per fornire spiegazioni in merito al fatto che gli pneumatici montati sulle vetture di Brackley avessero una pressione più bassa rispetto a quanto raccomandato dalla Pirelli. Differenze minime, ma quanto basta per trarre un piccolo beneficio in gara e guadagnare così trazione in uscita di curva, ma soprattutto potenzialmente pericolose, soprattutto alla luce delle recenti polemiche scaturite dai fatti di Spa.

Nel controllo a sorpresa effettuato poco prima del via su Mercedes e Ferrari, infatti, è stata riscontrata effettivamente una differenza di 0,3 PSI in meno sulla vettura di Hamilton e di 1.1 PSI su quella di Rosberg. Uno scarto assai ridotto, se si considera che, rispetto al valore di 19.5 PSI indicato da Pirelli al posteriore, la differenza sulla monoposto del campione del mondo era pari a 0.02 bar.

Eppure, mentre in altri casi la FIA si era dimostrata inflessibile rispetto a qualsiasi irregolarità presente sulle monoposto, stavolta tutto è andato liscio nel dopo-gara, con Hamilton e la Mercedes che hanno potuto tirare un lungo sospiro di sollievo vedendosi confermato il successo conquistato in pista. Il motivo? La spiegazione è arrivata nel comunicato FIA: “Gli steward hanno verificato che la pressione degli pneumatici in questione era al valore minimo consigliato da Pirelli quando sono stati montati sulla macchina. Nel fare questa determinazione per quanto riguarda le pressioni, i Commissari Sportivi hanno osservato che le termocoperte degli pneumatici erano state scollegate dalle fonti di alimentazione, come è normale procedura, e gli pneumatici erano significativamente sotto la temperatura massima ammessa al momento della misurazione FIA sulla griglia e con temperature significativamente diverse da altre macchine controllate sulla griglia. Inoltre, gli steward sono soddisfatti dal fatto che il team abbia seguito la procedura sopra specificata, sotto la supervisione del produttore degli pneumatici, per il funzionamento sicuro degli pneumatici. Pertanto, i Commissari Sportivi decidono di non prendere ulteriori provvedimenti. Tuttavia, gli steward raccomandano che il produttore degli pneumatici e la FIA organizzino ulteriori incontri per fornire una linea guida chiara alle squadre circa i protocolli di misura“.

Nelle fasi finali di gara, ad Hamilton è stato chiesto via radio di aprire ulteriormente il gap su Vettel, avendo il team già ricevuto la comunicazione dell’anomalia riscontrata nel pre-gara. Questo per prevenire eventuali penalizzazioni in classifica o addirittura una squalifica, come accaduto a Mitch Evans in GP2.

Niente di tutto ciò alla fine è successo, con Hamilton che mantiene la sua prima posizione davanti a Vettel e Massa ed il vantaggio in classifica sul compagno di box che aumenta a 58 punti e 72 su Vettel. Non avendo preso provvedimenti disciplinari (penalità o squalifica), quanto fatto dalla FIA nel post gara di Monza apre un pericoloso precedente: tutti i team potranno quindi tarare la pressione a piacimento sapendo di non incorrere in nessuna sanzione da parte della direzione gara, la quale ha optato per la linea del “tarallucci e vino” piuttosto che per una posizione di intransigenza. 

Marco Pezzoni

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