Sebastian Vettel: voto 10. Ormai si scrive in automatico. Conclusione perfetta per una stagione trionfale. Con speciale dedica a chi andava professando frasi del tipo “siamo curiosi di vederlo sotto l’acqua”: sei decimi al migliore dei rivali in prova, tanto per gradire. Lui, intanto, se la gode, anche perché sa che nel 2014 potrebbe non essere più tutto così facile.

Mark Webber: voto 9. E’ un voto sia alla sua gara ma anche alla sua carriera. Una perfetta metafora del “poteva essere ma non lo è stato”. Non è stato un vincente, non è stato un campione del mondo: ma lascia a testa alta, dimostrando inoltre di saperci ancora fare con quel sorpasso all’esterno su Hamilton. La sua sfortuna maggiore? Aver incrociato sulla propria strada un certo Vettel. Ma comunque, grazie e in bocca al lupo Mark.

Fernando Alonso: voto 9. Riporta la Ferrari là dove dovrebbe sempre stare, ovvero sul podio. Riuscendo anche nel mezzo miracolo di tornare a partire tra i primi tre, complice la pioggia in qualifica. Le Red Bull sono di un altro pianeta, lui intanto mastica amaro e pensa ad un futuro che deve essere migliore del presente.

Jenson Button: voto 8. La McLaren evidentemente punta su un assetto da asciutto nelle prove, vista le disastrosa prestazione dei suoi piloti. Ma in gara, proprio nelle condizioni incerte che più lo esaltano, Jenson torna ad essere quel mastino che tutti conosciamo, portando la vettura al migliore piazzamento di una stagione da dimenticare.

Nico Rosberg: voto 7. Sembrava di essere tornati indietro nel tempo, vedendo la Mercedes veloce in qualifica ma poi superata da tutte le parti in gara. Non certo un bel modo per concludere la stagione, ma almeno lui limita i danni e finisce con un quinto posto un’annata che lo ha visto tra i protagonisti.

Felipe Massa: voto 7. Davanti al proprio pubblico tira fuori le unghie in gara, perché durante le prove proprio non aveva fatto nulla per mettersi in mostra. Scatta come un fulmine e guida con grinta ed intensità, salvo vedere la propria gara compromessa per una questione di centimetri. Eppure, la riga c’era per tutti, anche per lui.

Sergio Perez: voto 7. Osa tanto, anche perché sa di dover lottare per trovarsi un volante, al punto che finisce a muro durante le prove. La domenica recupera come un forsennato, dimostrando ancora una volta che la mossa del team di scaricarlo è stata quantomeno prematura.

Nico Hulkenberg: voto 7. La Sauber a Interlagos sembra un pizzico meno performante delle ultime uscite, ma lui comunque porta a casa un altro piazzamento a punti in un finale di stagione da incorniciare. Il vero problema è che si dovrà accontentare, per l’ennesimo anno, di guidare una vettura da metà classifica: quando arriverà la sua occasione?

Daniel Ricciardo: voto 7. Finisce ancora a punti in un week-end dove, soprattutto con il bagnato, la Toro Rosso si posiziona costantemente nella top ten. Ma adesso per lui arriva il difficile: e con un compagno come Vettel a tanti inizierebbero sin d’ora a tremare le gambe…

Romain Grosjean: voto 7. E’ più un voto alla sua stagione, visto che la sua gara dura appena due giri, prima di regalare spettacolo con l’esplosione del V8 Renault. Lui ne avrebbe fatto volentieri a meno, ma rimane una delle sorprese in positivo del 2013.

Lewis Hamilton: voto 6. Non ha grandi colpe nel contatto con Bottas: ma si sa, i moderni Commissari Fia sarebbero più adatti per una puntata di “Ballando sotto le stelle”, anziché per una corsa di macchine. Termina nono e non è esattamente il tipo di finale di stagione al quale ambiva.

Paul Di Resta: voto 6. Potrebbe essere stata la sua ultima gara (della carriera?) in Formula 1, viste le voci che lo vorrebbero in Indycar. Lui ammette questa possibilità, dicendo che gli piacerebbe lottare per vincere un campionato. E come dargli torto.

Jean Eric Vergne: voto 6. Un bel voto lo merita per la perseveranza mostrata nel Q1, quando riesce a migliorare il tempo nonostante le difficili condizioni della pista. Si qualifica ottavo e finisce in calando al 15° posto. Il tutto, ovviamente, sempre dietro a Ricciardo. E adesso, occhio a Kvyat.

Valtteri Bottas: voto 6. Avrebbe potuto finire ancora a punti se non avesse fatto a ruotate con Hamilton nel tentativo di sdoppiarsi. Forse un filo di pazienza in più non sarebbe guastata. Finale di stagione comunque in crescendo, sperando in una Williams migliore.

Max Chilton: voto 6. Una delle poche, forse l’unica, sufficienza della stagione. E non perché abbia fatto sfracelli: ovviamente parte ultimo e arriva ultimo. Quantomeno, però, riesce nell’impresa di portare a termine tutte le gare nella sua stagione d’esordio. E non è roba da poco.

Jules Bianchi: voto 6. Vince il Gran Premio degli “altri” per l’ennesima volta. Forse perché è l’unico, là in fondo, ad avere un po’ di talento al posto della valigia pesante.

Adrian Sutil: voto 5. Un filino peggio di Di Resta, troppo poco per essere così sicuri di mantenere il posto in Force India, quando Perez e i suoi sponsor bussano alla porta.

Esteban Gutierrez: voto 5. Solito film già visto: Hulkenberg vola nelle qualifiche, lui va fuori già nel Q1. E dire che sembrava un buon pilota sotto la pioggia. In gara recupera fino a un discreto dodicesimo posto finale. Ma il confronto con il compagno in questa stagione d’esordio è stato a dir poco imbarazzante.

Pastor Maldonado: voto 5. Di certo lui non si tira mai indietro, ma alle prese con una macchina chiaramente inferiore a quella di Bottas riesce a mettersi alle spalle soltanto Caterham e Marussia. Non certo il modo migliore per presentarsi alla Lotus. Ma per quello ci hanno già pensato i suoi sponsor.

Giedo Van Der Garde: voto 5. In prova fa la danza della pioggia tentando di ripetere il miracolo di Spa, ma stavolta gli va male. Una stagione comunque in crescendo, se così si può definire.

Charles Pic: voto 5. Conclude con un mesto ritiro la propria stagione priva di acuti. Lo rivedremo ancora in Formula 1 l’anno prossimo?

Heikki Kovalainen: voto 4. Non vogliamo infierire, ma se un elemento dà un indizio, due fanno una prova. Sul giro singolo risulta accettabile ma è sul passo gara che manifesta grossi problemi. Troppo lento per entrare tra i primi dieci, troppo lento per la Lotus, troppo lento per essere un degno sostituto di Raikkonen.

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