Matteo Nannini
Matteo Nannini

Matteo Nannini, a quasi due settimane dall’annuncio della sua Super Season tra F2 ed F3, è stato nostro ospite nella puntata 333 di “Circus!”. Con il giovane forlivese abbiamo avuto modo di spaziare tra allenamenti, dettagli tecnici e crescita personale.

IL MATRIMONIO CON HWA RACELAB

Matteo Nannini ha sorpreso tutti, e lo ha fatto prima ancora di calarsi nell’abitacolo di una monoposto nel 2021. Intraprendere un impegno senza precedenti che si converte in 45 partenze nell’arco di nove mesi è una scelta coraggiosa, mirata ad una rapida e funzionale maturazione al volante di due vetture diverse nello stesso anno. Ma come è nata questa mossa strategica?

“Alla fine dei test stagionali di F3, HWA ci chiamò dicendo che era interessata a svolgere una sessione al loro simulatore in Germania. La sessione è andata molto bene e mi hanno proposto di partecipare al loro programma F1 Talent Factory” ha spiegato Nannini.

Ovviamente il resto è storia. Da lì il forlivese ha accettato, e nella seconda settimana di dicembre è volato in Bahrain per effettuare i test post stagionali di Formula 2 con il team di Affalterbach, al quale si sente già molto legato.

“E’ un impegno perché bisogna fare bene per rappresentare il Paese, ma anche per la squadra, perché rispetto all’anno scorso HWA è molto grande. Ci lavorano circa 500 persone ed è come se mi avessero “assunto” nella loro fabbrica”

“Sono un team molto sviluppato dal punto di vista tecnico e hanno le potenzialità per diventare un top team. Secondo me in F3 lo sono già e possono comunque fare ulteriori passi in avanti. Non manca niente, quindi sono sicuro che con loro si possano ottenere grandi risultati”

DOPPIO IMPEGNO, DOPPIO ALLENAMENTO

Aumentano le gare e di conseguenza per Matteo Nannini aumenta l’intensità dell’allenamento. Altri piloti hanno deciso di combattere l’off season prendendo parte a serie invernali in Asia, mentre il nostro portacolori si è concentrato sull’incremento della propria preparazione fisica.

“Ho incrementato un po’ le sessioni al simulatore e poi a livello fisico gli allenamenti sono molto più intensi e stancanti, soprattutto il collo, dato che la F2 è molto più potente rispetto alla F3. A livello mentale devo essere capace di switchare velocemente da una macchina all’altra. Questa sarà la sfida più grande”

“Non abbiamo valutato l’opzione di un campionato invernale perché ritenevamo già che questo doppio impegno fosse abbastanza. Ho incrementato gli allenamenti in palestra e ho iniziato a fare boxe, soprattutto per la concentrazione. Devo stare attento a non farmi male a polsi o dita (ride)”

Il processo di apprendimento in ottica F2 è iniziato proprio in Bahrain, dove Nannini ha avuto modo di individuare le differenze chiave rispetto alla F3. Tra queste spiccano i freni in carbonio e la gestione della potenza, ma non è tutto.

“A livello tecnico la prima cosa sono i pit stop, quindi imparo la procedura corretta. Ai test ho notato che influisce tanto la posizione, un metro più avanti o un metro più indietro rispetto al meccanico. La gestione gomme è fondamentale, lo abbiamo visto anche nelle gare di F2 lo scorso anno. Molto spesso chi partiva dalle retrovie riusciva comunque a guadagnare tante posizioni gestendo bene le gomme fino alla fine”.

UN PASSO VERSO L’IGNOTO

La sfida comprende anche l’adattamento al nuovo format dei weekend di gara di entrambe le serie, e soprattutto alle nuove piste.

Dalla new entry saudita per la F2 alla tappa di Austin per la F3, i piloti saranno messi alla prova in svariate condizioni e piste differenti. Un grande punto di forza di Nannini è sempre stata la capacità di adattamento in tempi ridotti. Se lo scorso anno ha provato l’incredibile emozione di percorrere l’Eau Rouge per la prima volta, nel 2021 avrà l’opportunità di farsi largo nelle strade di Monte Carlo, che si rivela essere la tappa che attende di più.

“Parlando della F2, essendoci solo una prova, bisogna adattarsi molto velocemente. Anche il fatto che nel calendario ci siano circuiti cittadini in cui non ho mai corso, come Monaco e Baku, rappresenta una bella sfida. Saranno sicuramente due piste molto emozionanti”

Beatrice Zamuner

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