F1 2022 amarcord
Credit: profilo Twitter Williams Racing

In attesa del Campionato 2022 di F1 andiamo a fare un tuffo nel passato, nuotando in un…amarcord lungo sei lustri, tutti quanti collegati tra di loro con degli insospettabili fili conduttori. Anche il 2022 si inserirà in questo contesto di corsi e ricorsi storici?

1992

La Williams FW14B chiude il ciclo vincente della McLaren – Honda di fine Anni Ottanta e inizio Anni Novanta per aprire quello della Williams – Renault. Honda ha già deciso di uscire dal Circus, mentre Adrian Newey disegna una delle sue monoposto meglio riuscite. A onore del vero il tecnico inglese aveva già spinto più in alto l’asticella delle prestazioni con la monoposto del 1991, ma la FW14B impiega un sistema idraulico di sospensioni attive che le altre scuderie sognano.

Nigel Mansell vince il Piloti con una stagione dominata in lungo e in largo, ma non troverà il rinnovo con la scuderia (all’epoca) di Didcot. L’inglese dovrà emigrare, per il 1993, negli USA e in quell’IndyCar che sta attraversando uno dei suoi periodi sportivi migliori. Ayrton Senna capisce che in McLaren non tira più un’aria competitiva e tenta la carta Williams per il 1993. Troverà un accordo blindato con Prost, per cui, verso la fine dell’anno 1992, proverà una Penske per un improbabile impegno nell’IndyCar nel 1993, ma non se ne farà nulla. Prima stagione completa per Michael Schumacher, che chiude il Piloti in terza posizione.

1997

Un pilota proveniente dall’IndyCar, Jacques Villeneuve, vince il Titolo Piloti alla guida di una Williams – Renault. Per la scuderia inglese sarà l’ultimo alloro iridato fino ad oggi, chiudendo di fatto un ciclo vincente. I motoristi transalpini escono dal giro del Circus, lasciando, dal 1998, lo sviluppo dei propulsori ai preparatori della Mecachrome. Adrian Newey, tra l’altro, passerà in McLaren.

La stagione è un entusiasmante e velenoso testa a testa tra Jacques con la Williams e Michael Schumacher su Ferrari. Blocco inglese contro blocco italiano. La resa dei conti arriva nell’ultima gara a Jerez, dove, fatto unico nella storia della Formula 1, i primi tre in griglia sono accreditati del medesimo tempo, al millesimo. Gara e campionato decisi da un contatto alla curva Dry Sack tra Villeneuve e Schumacher, che parcheggia a bordo pista. Schumi verrà penalizzato pesantemente per la manovra, con il punteggio azzerato nel Mondiale Piloti. Ancora oggi si parla di quel contatto, per quanto quella curva non trovi più spazio nel nuovo disegno del tracciato.

2002

Schumi e la Ferrari dovranno inghiottire un paio di bocconi amari prima di entrare nella storia con la striscia vincente degli Anni Duemila. Nel 2002 la Ferrari infilerà una doppietta nei Piloti, il primo posto nei Costruttori e numeri clamorosi. Schumi termina tutte le gare con un terzo posto come risultato peggiore, mentre la Ferrari, intesa come scuderia, infilerà quindici successi su diciassette gare.

La F2002 entra di fatto nella storia, alla pari di vetture come la McLaren del 1988 o la Williams del 1992. Michael Schumacher raggiunge invece l’impensabile: cinque Titoli Piloti, come Juan Manuel Fangio. In molti pensavano che la Formula 1 moderna non potesse più produrre un risultato simile. E pensare che, parlando di monoposto, nel giro di dieci anni la Ferrari era passata da un fiasco clamoroso, la F92A, ad un modello invincibile, la F2002. Il trio Schumi – Todt – Brawn è una macchina da guerra, ben coadiuvata da Rubens Barrichello, pilota sottovalutato, ma chiave in quei giorni trionfali della Rossa.

2007

Il primo anno del “dopo Schumacher” va in archivio passando alla storia come uno dei più complicati. La sfida tra Ferrari e McLaren si gioca in pista e fuori, con una mai del tutto ben chiarita questione di spionaggio tecnico. Tutto ha origine in una copisteria inglese, dove sembrano transitare troppi disegni con cartiglio Ferrari, e da della polverina messa nei serbatoi delle Rosse in quel di Montecarlo.

Al termine di una stagione logorante sarà Kimi Raikkonen a portare a casa il Titolo Piloti e la Ferrari il Costruttori. La spy-story avrà sviluppi incomprensibili, tanto che dopo una prima “assoluzione”, alla fine la McLaren pagherà carissimo la propria posizione nella vicenda, con l’azzeramento dei punti nel Costruttori e una grossa multa. Sarà la prima scossa all’impero di Ron Dennis in quel di Woking. Anche in casa Ferrari, però, qualcosa bolle in pentola e l’anno successivo vedremo un promoveatur ut amoveatur sull’uomo al timone, Jean Todt. Il 2007 vede debuttare un paio di ragazzini di belle speranze: Lewis Hamilton e Sebastian Vettel.

2012

Nell’anno in cui Schumacher si ritira definitivamente e Raikkonen ritorna in Formula 1 dopo la parentesi nei Rally, Sebastian Vettel infila il suo terzo Mondiale di fila, alla guida della Red Bull – Renault. La scuderia di Milton Keynes si trova nel proprio ciclo vincente e dietro i successi troviamo la firma tecnica inconfondibile di Adrian Newey.

Il tecnico inglese ha, ancora una volta, perfezionato un concetto applicato da tempo sulle vetture della massima Formula, ovvero quello degli scarichi soffiati. In realtà nel 2012 i regolamenti cercheranno di mettere un freno a questa soluzione tecnica, riuscendo parzialmente nell’intento. Tra le particolarità della stagione notiamo sette vincitori diversi nelle prime sette gare e un totale di ben otto vincitori alla fine dell’anno, tra i quali figura Pastor Maldonado, con l’ultima vittoria ad oggi della Williams. Alla fine dell’anno Lewis Hamilton passerà in Mercedes lasciando la McLaren e, all’epoca, i dubbi sui risultati futuri di questa mossa si sprecano.

2017

In pieno ciclo vincente della Mercedes (dall’introduzione del turbo-ibrido del 2014, a Brackley fanno incetta di Titoli), in Ferrari cercano di sfruttare il cambiamento regolamentare a proprio favore. Tecnicamente le vetture degli anni prima lasceranno il posto a monoposto più larghe, generose nelle proporzioni e “cattive” nelle forme.

Sebastian Vettel e la Ferrari, però, nulla possono contro Lewis Hamilton e la Mercedes, che dispongono di una vettura sviluppata meglio nella seconda parte di stagione. Ai giorni di gloria rossa, doppietta a Montecarlo, si accostano giorni da…profondo rosso, come la collisione al via a Singapore. Hamilton, dal canto suo, pareggia i conti con Vettel come numero di Mondiali vinti e lancia il guanto di sfida per il 2018, dove le vetture vedranno l’introduzione di piccoli cambiamenti regolamentari e dell’HALO nella zona del cockpit.

Luca Colombo

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