Un nuovo lungometraggio incentrato sulla vita di cinque leggende delle corse automobilistiche è stato presentato nella settimana che portava al Gran Premio di Gran Bretagna. Il film, “The Heroes” è stato scritto e diretto da Manish Pandey, che dieci anni fa ha scritto la sceneggiatura ed è stato produttore esecutivo del pluripremiato film “Senna”.




La pellicola è stata comissionata da Motorsport Network ed esplora le vite del due volte campione di Formula 1 Mika Hakkinen, del nove volte campione di Le Mans Tom Kristensen, dell’ex pilota della Ferrari Felipe Massa e della vincitrice dell’evento World Rally Championship Michéle Mouton: i protagonisti si raccontano le loro storie durante una serata in un palazzo signorile inglese.

Il quartetto si unisce per condividere la propria esperienza e viene catapultato in un affascinante viaggio attraverso la storia del motorsport grazie a un vasto repertorio di filmati; in questo contesto rivivono le loro relazioni con Michael Schumacher, che è presente nel film grazie all’aiuto della sua manager Sabine Kehm.

“Volevo mettere insieme piloti di età e discipline differenti, ma in un luogo che fosse fuori dalla loro comfort zone” afferma Pandey. “Quando scavi nel fondo di questi personaggi scopri che, indipendentemente dal loro contesto di provenienza, hanno molte cose in comune”.

Nonostante le varie discipline affrontate siano differenti, le storie che i quattro condividono nei dieci capitoli del film sono sostanzialmente simili: l’amore per le quattro ruote, la crescita, i debutti, i successi, i fallimenti, i problemi personali e gli incidenti che hanno messo a rischio le loro vite. Integrare i loro racconti è un arricchimento del materiale d’archivio, raccolto nelle loro collezioni personali o dalla ricca biblioteca del quartier generale di Formula 1 TV a Biggin Hill.

‘Heroes’ ha scoperto alcuni reperti di gare fondamentali come Jerez 1997 (la prima vittoria di Häkkinen), Interlagos 2008 (quando Felipe Massa ha perso il mondiale) e Monza 2006 (quando venne annunciato il ritiro di Michael Schumacher). Dei 65 minuti di filmati del lungometraggio, più di tre quarti provengono dalla biblioteca F1.

Pandey spiega i dettagli della pellicola: “Ci sono tre atti. Dopo una breve parte in cui vengono presentati i personaggi, improvvisamente c’è una svolta. Questa prepara la strada per il viaggio successivo del film, prima dell’ultimo atto, dove tutto cambia (…) Si possono utilizzare delle tecniche, ma i produttori di film-documentari hanno la responsabilità di raccontare solo la verità quando producono la storia di una persona, in vita o meno”.

Il regista prosegue nella spiegazione: “L’ultimo protagonista del film è Michael Schumacher, che, in alcuni momenti della sua carriera, ha collaborato o corso contro gli altri quattro piloti del film. La prima volta in cui Häkkinen e Schumacher si sono confrontati è stato a Macao in F3, prima delle grandi battaglie di Suzuka tra la fine degli Anni Novanta ed i primi Anni Duemila. Massa ha fatto il suo grande debutto come compagno di squadra di Michael Schumacher nel 2006 e lo vedeva come una figura paterna”.

Tom Kristensen ha battuto Häkkinen nel campionato di kart Formula Nordic A-Class nel 1985, ha corso a fianco di Schumacher in qualche gara della Formula 3, prima di rivederlo nell’annuale Race of Champions, evento organizzato e gestito da Michèle Mouton.

“È stato subito chiaro che i piloti davanti a noi avrebbero raccontato le storie delle loro vite e sarebbero riusciti a dare ognuno la propria esperienza delle varie sfaccettature di Michael” afferma Pandey. “Tutti e quattro hanno avuto in comune Schumacher e volevo che lui fosse la quinta storia. Negli anni che hanno preceduto il suo incidente sugli sci ho iniziato ad apprezzare l’immensità di quanto conquistato in pista e l’amore incondizionato che l’ha circondato, specialmente in Ferrari”.

Tutti i piloti hanno mostrato un’ondata di emozioni la sera della presentazione al pubblico. Mouton ha apprezzato per aver discusso del suo ruolo di presidente della FIA Women in Motorsport e la sua voce ha vacillato mentre parlava della tristezza dovuta al fatto che Schumacher non fosse in grado di partecipare. Il film è stato ben accolto con un applauso ai titoli di coda.

Un ospite, Mark Deschamps, ha riassunto il film come “commovente, molto umano, molto toccante; non è una storia solo di motorsport, ma di vita umana, in molti modi potrebbe essere la storia di molte persone, mostra che il motorsport ha in sè una linea sottile, in ogni momento puoi vincere o perdere”.

Non ci resta che attendere la proiezione nelle sale di “The Heroes” per poter apprezzare le storie contenute nel documentario.

Anna Mangione

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