Niki lauda

Niki Lauda e la Ferrari sono i protagonisti di uno dei divorzi più clamorosi che si ricordino in Formula 1. Una separazione maturata nel 1977, anno in cui Niki vinse il suo secondo titolo mondiale con il Cavallino.

SETTE VITTORIE IN DUE ANNI

La prima stagione di Lauda in Ferrari porta due vittorie e il quarto posto in classifica, con nove pole position e record di Ronnie Peterson battuto.

Nel secondo anno con il Cavallino, a bordo della 312T ottiene il suo primo titolo iridato: l’austriaco vince cinque gare in stagione e conquista nove pole position, come nella stagione precedente.

INIZIO PROMETTENTE NEL 1976

La stagione 1976 parte esattamente come si era conclusa quella precedente, con Lauda che ottiene quattro vittorie e tre piazzamenti a podio, prima del ritiro nel Gran Premio di Francia. Lauda vince anche in Inghilterra, incrementando il suo vantaggio su James Hunt, suo rivale nella lotta per il titolo.

IL ROGO DEL NURBURGRING

Al Gran Premio del Nurburgring la sorte cambia decisamente. In quella domenica di agosto, infatti, l’austriaco è vittima un terribile incidente dopo il tornante di Bergwerk. Lauda perde il controllo della sua Ferrari che, dopo aver carambolato in pista, prende fuoco. 

Lauda è salvato solo dal tempestivo intervento di Arturo Merzario che, sfidando le fiamme che avvolgevano la Rossa, riesce ad estrarre dalle lamiere il pilota austriaco, che nell’urto aveva perso il casco.

IL RICOVERO, LE DIMISSIONI E IL RIENTRO A MONZA

Le condizioni di Lauda sono drammatiche: ustioni di terzo grado su tutto il volto e di primo grado in altri parti del corpo. Come se non bastasse ci sono gli effetti delle esalazioni nocive respirate durante il rogo. Niki Lauda verrà giudicato fuori pericolo di vita e da lì inizierà un complicato cammino terapeutico.

Lasciato l’ospedale, Lauda comincia la riabilitazione che lo porta a tornare di nuovo in pista a Monza, miracolosamente a 42 giorni dopo il terribile incidente. L’austriaco conclude la gara in quarta posizione, mentre il rivale al titolo James Hunt è costretto al ritiro per un testacoda durante il primo giro di gara.

IL RITIRO DEL FUJI

Lauda arriva così al Gran Premio del Giappone, gara in cui si decide l’esito del mondiale. Il Gran Premio si disputa sul circuito del Fuji e sotto una pioggia torrenziale. L’austriaco, considerando la gara troppo pericolosa, decide di ritirarsi dopo soli due giri, lasciando ad Hunt l’opportunità di diventare Campione del Mondo. Lo farà, per un solo punto.

L’ingegner Forghieri propone al pilota austriaco di giustificare il ritiro con un problema tecnico, ma Lauda in modo molto onesto declina la proposta ammettendo di non essersela sentita di correre rischi ingiustificati. Questa sua decisione compromette il suo rapporto con la Ferrari e la stampa italiana.

L’ANNO DELLA ROTTURA

L’inizio della stagione 1977 vede Niki Lauda tornare alla vittoria nel Gran Premio di Sud Africa, terzo appuntamento del campionato. Il malumore tra Lauda e la Ferrari continua a crescere, con la scuderia che esclude, in favore di Reutemann, l’austriaco dalle prove delle nuove soluzioni tecniche.

Con il quarto posto ottenuto nel Gran Premio degli Stati Uniti Est, Lauda diventa matematicamente, per la seconda volta, campione del mondo. Dopo questa vittoria, l’austriaco dichiara di non aver intenzione di correre le ultime due gare, decisione che apre le porte della Ferrari ad un giovane Gilles Villeneuve.

I CONTATTI CON LA BRABHAM 

Lauda inizia a prendere contatto con Ecclestone per passare alla Brabham nella stagione 1978. Passaggio che, come lui stesso racconterà nella sua autobiografia “La mia storia”, avviene il giorno dopo la vittoria nel Gran Premio d’Olanda corso a Zandvoort, quando Lauda annuncia il suo divorzio dalla scuderia Ferrari.

Molti non sanno però che “ispiratrice” di questa mossa fu proprio la Parmalat, marchio con cui Niki Lauda aveva un accordo dal 1976, anno in cui sulla sua tuta e su quella di Clay Regazzoni compariva la scritta “The Champion’s Milk”, il latte dei campioni. 

Nel 1977 la Parmalat continuò la sponsorizzazione sulla tuta di Lauda e decise di avere una presenza maggiore in Formula 1 nella stagione successiva. Parmalat così ebbe l’idea di sponsorizzare anche la Brabham, mettendo il suo nome lungo le fiancate alla vettura del futuro due volte campione del mondo. Questa mossa avrebbe portato una maggiore pubblicità per l’azienda in un periodo in cui la Formula 1 iniziava ad avere grande visibilità in tutto il Mondo. Lauda tenne nascosto il suo passaggio alla Brabham fino a quando la Scuderia inglese non concluse il suo accordo con l’azienda di Parma, mantenendo la famosa sponsorizzazione nelle stagioni a venire.

IL BIENNIO IN BRABHAM E IL TERZO TITOLO

Lauda però disputa soltanto due stagioni con la Brabham, ottenendo soltanto due vittorie nella stagione 1978 e ritirandosi dalla Formula 1 a due gare dal termine nel campionato 1979, a causa dei risultati non soddisfacenti.

Lauda tornerà alle corse tre anni più tardi con la McLaren, e riuscirà a vincere il suo terzo e ultimo titolo mondiale.

Questa però è un’altra storia.

Chiara Zaffarano

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