Non capita spesso di trovarsi a leggere una lettera aperta rivolta da una scuderia di Formula 1 ai propri tifosi ed al pubblico di appassionati. Ci ha pensato la Mercedes, dopo le crescenti illazioni scaturite dai continui guai tecnici accusati da Lewis Hamilton in questo inizio di stagione, che ha invece visto il compagno Nico Rosberg dominare comodamente quattro Gran Premi senza alcun intoppo di natura meccanica.

Da molteplici parti (specialmente nel mondo dei Social) si erano infatti sollevate accuse più o meno pesanti rivolte al team di Brackley, finito sul banco degli imputati per un presunto favoritismo attuato nei confronti del tedesco ai danni del campione del mondo in carica. Voci incontrollate che la scuderia diretta da Toto Wolff ha voluto prontamente mettere a tacere, attraverso una lunga lettera nella quale ha tenuto a sottolineare il proprio amore per la competizione e per lo sport, ribadendo l’assoluta parità di trattamento tra i propri piloti. Va quindi dato atto alla scuderia anglo-tedesca di essere intervenuta prontamente per mettere a tacere qualsiasi voce di “complotto”, attuato secondo i maligni nel tentativo di restituire maggiore interesse alla Formula 1 o, addirittura, di voler favorire il pilota di “casa” per motivi di marketing. Ma andiamo a vedere i passaggi salienti di questa lettera aperta rivolta al popolo della Formula 1:

“Ritorniamo dalla Russia con un mix di sensazioni contrastanti. Da un lato – si legge nella nota – pieni di orgoglio per un’altra doppietta, ma dall’altro stressati dopo un weekend estremamente impegnativo. Abbiamo percepito molta frustrazioni dopo i guai meccanici vissuti a Sochi. Per coloro che guardano da casa, un weekend di gara inizia il giovedì mattina e finisce la domenica sera. Un risultato negativo può mettere di cattivo umore per qualche ora, dopodiché la vita va avanti. Ma per più di un migliaio di persone, tra Brackley e Brixworth, ciò rappresenta la propria vita. Uomini e donne che mettono sangue, energie e lacrime nelle corse, giorno dopo giorno, spesso rimanendo settimane lontano dai propri cari.

I successi che abbiamo colto di recente non sono frutto del caso. Parafrasando Mr. Toto Wolff, abbiamo lavorato duramente per arrivare al punto in cui ci troviamo oggi, e lo abbiamo fatto come squadra. I volti che vedete in pista rappresentano soltanto la punta dell’iceberg di tutto ciò. Loro non fanno solo i pit-stop insieme: lavorano, condividono camere d’albergo, piatti al ristorante, costruiscono vetture, le riparano, montano i box…insieme. E come diciamo spesso, perdono e vincono insieme. Per il team. Non c’è un team “A” e un team “B” da noi. Ogni singolo membro dello staff ha lavorato duramente per emergere nel proprio settore. 

Quanto accaduto a Sochi ha mostrato al mondo cosa sia in grado di fare un team dove tutti i componenti lavorano all’unisono. Siamo stati afflitti dal problema all’MGU-H in qualifica sulla vettura di Lewis. Ma abbiamo mantenuto la calma, mettendoci al lavoro affinché potesse partire dalla P10 in gara domenica. Questo ha reso la giornata molto stressante e impegnativa per noi. Ma alla fine siamo stati ripagati dal fatto che entrambe le vetture siano giunte al traguardo.

Subito dopo il pit stop, abbiamo notato un’anomalia proveniente dalla MGU-K di Nico. Abbiamo cercato di rassicurarlo via radio, in conformità a quanto consentito dalla FIA, poichè disponeva di un buon margine su Lewis. Al volante, lui non ha minimamente risentito dello stress che si stava vivendo al muretto box. Quando ha fatto segnare il giro più veloce al penultimo giro della gara, Nico era ancora in modalità “safe”, a dimostrazione del gran passo mostrato dalla vettura nello scorso weekend.

Non molto dopo questo allarme, abbimao notato un problema alla pressione dell’acqua sulla vettura di Lewis. In quel momento stava spingendo molto per cercare di ridurre il gap da Nico e staccare Kimi. Abbiamo nuovamente atteso l’ok dalla FIA, dopodiché gli abbiamo ripetutamente detto di rallentare. Con la pressione ridotta a zero – già, zero – per gli ultimi 16 giri di gara, ha fatto un lavoro davvero notevole per portare la monoposto al traguardo in seconda posizione.

Ciò non toglie come finora non siamo stati in grado di soddisfare le nostre aspettative in termini di affidabilità in questo inizio di stagione. Il nostro obiettivo non è soltanto essere veloci, ma di essere dei veri e propri proiettili. Non soltanto affrontare problemi ma capirli, risolverli e fare in modo che non si ripetano. Ma non ci sono garanzie. E’ uno sport meccanico, dove occorre bilanciarsi tra performance in termini di velocità pura e resistenza. Bisogna sempre spingere e gli inconvenienti possono capitare.

Quindi, quattro gare sono andate, ancora 17 alla fine. Ci saranno alti e bassi, buone e cattive giornate, successi e sconfitte. Ma, attraverso tutto ciò, rimarremo uniti come squadra fino alla fine. A coloro che saranno dalla nostra parte può solo andare un grosso ringraziamento. A tutti gli altri – haters, diffamatori e cospiratori…se solo riusciremo a convincerli della metà di quanto stiamo dicendo, per noi sarà una battaglia vinta”.

Un tentativo, quello della Mercedes, che potrebbe però rivelarsi vano, qualora nelle prossime gare dovessero verificarsi ulteriori problemi sulla W07 di Hamilton: il quale sta già incrociando le dita in vista del prossimo appuntamento di Barcellona…

Marco Privitera

 

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