La W12, in occasione del GP del Bahrain, ha adottato un assetto Rake più accentuato
La W12, in occasione del GP del Bahrain, ha adottato un assetto Rake più accentuato

Mercedes vince ma non convince: il primo appuntamento stagionale di F1 ha visto trionfare la W12 anche se in affanno nei confronti della Red Bull. E’ colpa dell’assetto Rake? La W12 pagherebbe in maniera evidente il taglio regolamentare al retrotreno e, in particolar modo, l’uso di un assetto poco picchiato. A dirlo è il direttore tecnico del team anglo tedesco Andrew Shovlin. Ma il problema della Mercedes è davvero da ascrivere solamente al Rake?

Cos’è l’assetto Rake?

Ormai introdotto da diversi anni in F1, l’assetto Rake è utilizzato dalla maggior parte dei team. La monoposto è picchiata verso l’anteriore, ovvero il muso è maggiormente inclinato rispetto al posteriore. Il flusso d’aria nel sotto vettura all’ingresso presenta una maggiore velocità e una pressione più bassa. Mentre in uscita, dove c’è una maggiore espansione per via dell’inclinazione, la pressione aumenta generando carico. Inizialmente, causa limitazioni al diffusore e taglio al fondo piatto, si pensava che a subire sarebbero state le monoposto ad alto angolo di Rake con il conseguente sbilanciamento complessivo. A quanto pare non è stato così, infatti la Red Bull è stata immediatamente in forma fin dai test pre-stagionali.

Il punto di forza Red Bull 

Il team Red Bull è stato il primo a introdurre un assetto Rake per massimizzare il carico generato dal fondo piatto. Dall’alto della pluriennale esperienza ha saputo “riequilibrare” la RB16B nonostante le limitazioni. Infatti un assetto picchiato richiede anche un’anteriore più stabile, sia meccanicamente che aerodinamicamente, oltre a un molleggio controllato al posteriore per evitare variazioni di assetto indesiderate. In tal direzione hanno aiutato, e non poco, i nuovi pneumatici Pirelli leggermente più rigidi nella carcassa. La dimostrazione di quanto l’assetto Rake possa fare la differenza in F1, a parità di Power Unit, la si può trovare nel confronto fra Mercedes, e di conseguenza Aston Martin, e McLaren. Quest’ultima ha si perso efficienza rispetto allo scorso anno ma attestandosi sui valori della Red Bull. Infatti se paragonati i tempi delle qualifiche 2020 e 2021 del GP Bahrain la Red Bull paga un distacco di 1”319, la McLaren 1”385, mentre Mercedes accusa un distacco di 2”121 che diventano addirittura 2”279 per Aston Martin!

Per Mercedes il problema è solamente il Rake?

Si sa che in F1 la differenza non la fa solamente un componente ma l’insieme. I problemi della W12 non sono da circoscrivere solamente ad un assetto più piatto. I piloti, fin dai test, si sono lamentati di una monoposto poco guidabile e con uno sterzo troppo leggero. Il posteriore instabile ha mandato in diverse occasioni Hamilton fuoripista. La tendenza al sovrasterzo è sintomo di un retrotreno “ballerino”, e per ovviare si interviene sul molleggio del posteriore ammorbidendolo. A volte questo non basta e si interviene generando grip aerodinamico dalle ali e soprattutto dal fondo. Purtroppo, un assetto Rake comporta una gran mole di studi, ogni minima variazione può sballare la stabilità dell’intera monoposto, e ne consegue una taratura meticolosa delle sospensioni. Ma la W12 ha evidenziato anche problemi in termini di Power Unit: secondo alcune indiscrezioni, non è stata utilizzata l’intera potenza per mantenere basse le temperature. La componente elettrica non è raffreddata in maniera sufficiente. La miniaturizzazione, e il relativo cofano motore rastremato, non aiuta la fluidodinamica interna. E l’aumento di potenza, annunciato durante la presentazione, finora non si è visto. In Mercedes ci hanno abituati a recuperi tecnici fulminei, ci riusciranno anche questa volta già per il GP di Imola?

Leggi anche: F1 | GP BAHRAIN, L’ANALISI TECNICA: UN DEBUTTO AL CALDO!

Articolo e grafiche a cura di Michele Montesano

Michele Montesano. Nato a Potenza nel 1989 (l’anno del primo cambio al volante della F1). Da sempre innamorato delle auto e tutto ciò che le riguarda, fin da piccolo leggevo contemporaneamente Topolino e… Autosprint. Visti i miei studi in ingegneria meccanica, adoro la tecnica sia per quanto concerne l’aerodinamica che per il telaio e motore. Ferrarista dalla nascita e Alfista da prima di ottenere la patente di guida. Seguo qualsiasi categoria a quattro ruote e adoro il modellismo. Ho iniziato a scrivere di Motorsport grazie a LiveGP.it e non mi sono più fermato, attualmente collaboro anche con ItaliaRacing.net. Appassionato di nuove tecnologie e stampa 3d sono co-fondatore della Stamperia Clandestina M Lab. Assieme al collega e amico Carlo Luciani sono co-autore del primo libro marchiato LiveGP.it "Veloci più del tempo: I protagonisti italiani del Motorsport dagli albori agli anni ‘70".

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.