Nonostante il caldo rovente di agosto, inusuale per la Formula 1 che è solita fermarsi in questo periodo, c’è un gelo che pervade le scuderie: è in atto, infatti, una “guerra fredda” fra le due fazioni del paddock.

Partiamo con ordine. Racing Point – motorizzata Mercedes – ha dimostrato una strana crescita esponenziale sin dai test pre-stagionali. Agli occhi dei tecnici, però, non è sfuggita una somiglianza incredibile fra la loro monoposto attuale e la W10 della Mercedes, tanto che la Racing Point è stata chiamata dagli appassionati la “Mercedes Rosa”. E’ iniziata così una serie di accertamenti da parte della FIA, che per ora ha “sbrogliato” la situazione dell’impianto frenante. Il risultato è che sì, in effetti, si tratta di più di una coincidenza. Ora si controllerà il resto dell’auto.

GUERRA FREDDA NEL PADDOCK: LE FAZIONI

I contendenti sono, ovviamente, Ferrari e Mercedes. Sul versante Ferrari c’è la Renault, da quello Mercedes, la biasimata Racing Point. Neutrali come la Svizzera sono invece McLaren e Williams, guarda caso motorizzate Mercedes.

“PARTY MODE”: OFF

Il Party Mode è quello che agli albori dell’era ibrida era conosciuto come “the magic button“. La mappatura, infatti, consente di inondare la vettura con un’opportuna spinta, capace di offrire il cosiddetto “giro secco” in qualifica. La FIA, su richiesta di Ferrari, sta pensando di renderla vietata dal GP del Belgio, andando così ad obbligare le scuderie a partire in gara con la stessa configurazione del motore usata nelle prove. Si tratta di una manovra tesa palesemente ad arginare il distacco fra la scuderia di Brackley ed il resto della griglia. A questo punto, sentendosi trattata ingiustamente, la Freccia d’Argento (o Nera, a giudicare dal nuovo colore delle livree) ha seriamente minacciato di non firmare il Patto della Concordia.

PATTO DELLA CONCORDIA: SVILUPPI E AGGIORNAMENTI

Per chi non lo sapesse, il Patto della Concordia è un accordo commerciale che regola la partecipazione ed i trattamenti economici che intercorrono fra le scuderie che corrono nella categoria della Formula 1. Il Patto ha visto la luce nel 1981 e da allora è una valida arma politica, perché chi non firma non potrà presenziare in F1.

Toto Wolff ha dichiarato di non essere pronto a porre la sua firma, in quanto dichiara che loro della Mercedes “non siamo stati trattati come avremmo dovuto essere”. La minaccia di non correre più in F1, tuttavia, non è stata efficace.

Il Patto è stato già prorogato a causa della Pandemia. Chase Carey, a questo punto, ha dichiarato di non essere assolutamente disposto ad un’altra proroga. Il risultato è che Wolff sembrerebbe essersi arreso e dichiarato di volerlo firmare in tempo utile.

Nel frattempo, però, la Ferrari ha vinto una battaglia, non la guerra. Chi sarà a distendere il gelo?

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Silvia Giorgi

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