La MCL35M segna il ritorno della motorizzazione Mercedes nel team McLaren
La MCL35M segna il ritorno della motorizzazione Mercedes nel team McLaren

È stato il team McLaren, con la sua MCL35M, a svelare la prima monoposto di F1 del 2021. La curiosità era tanta per il team di Woking dopo il suo ritorno alla motorizzazione Mercedes. Infatti la scuderia inglese è stata l’unica a godere delle deroghe regolamentari per poter installare la Power Unit tedesca sul telaio 2020, la quale fino a qualche mese fa ospitava il Renault. Della MCL35M si nota subito la pulizia nelle linee di costruzione, ma soprattutto delle fiancate rastremate e strette. Il lavoro di affinamento da parte degli uomini diretti da James Key risulta evidente.

Musetto stretto e pulizia

La McLaren MCL35M utilizza un musetto stretto ad “ogiva” in puro stile Mercedes, visto per la prima volta in occasione del GP del Mugello (freccia rossa). A completare il tutto i due piloncini di sostegno dell’ala anteriore ravvicinati. L’obiettivo è di pulire il flusso fin dal primo “impatto aerodinamico” con la monoposto.

I flussi gireranno intorno al muso e verranno incanalati nel Cape (freccia verde) al di sotto della scocca, anche questo di scuola Mercedes. L’alettone anteriore, anche se provvisorio, si mantiene fedele al concetto Outwash per portare aria all’esterno dei pneumatici anteriori. Ricordiamo che il nuovo regolamento prevede una diminuzione di carico aerodinamico al posteriore, ragion per cui gli ingegneri dovranno bilanciare le monoposto riducendo anche il carico generato sull’anteriore, prima che l’evoluzione recuperi questo gap.

Per quanto riguarda la sospensione anteriore si è mantenuto il Push Rod. Tutto il sistema sospensivo è stato studiato in funzione dell’aerodinamica. Il puntone è inclinato in avanti, mentre il triangolo superiore è ancorato al mozzo per mezzo del Pivot in una posizione ancora più alta (ingrandimento freccia gialla).

Semplificazione e Airscope più piccolo

Come lo scorso anno l’obiettivo è di portare più aria possibile nella zona centrale della monoposto, dove i bargeboard hanno il compito di incanalare i flussi nel sotto vettura. Questi ultimi, a differenza dello scorso anno, presentano un solo boomerang (freccia rossa), e hanno un’aerodinamica decisamente semplificata (quasi sicuramente vedremo la versione definitiva nei test del Bahrain).

Anche i deflettori laterali, in tre elementi, presentano meno soffiature del solito. Inoltre l’elemento maggiore è collegato, tramite un profilo che ingloba il cono anti-intrusione (freccia gialla), direttamente alla fiancata. In McLaren hanno rivisto anche l’imboccatura delle pance della MCL35M, ora decisamente più piccole, poiché la PU Mercedes ha bisogno di meno aria per essere raffreddata.

Stesso discorso per quanto concerne l’Airbox (ingrandimento), ora più piccolo e con solamente tre canalizzazioni (anziché le quattro della passata stagione). Leggermente rivisti anche gli steli di supporto degli specchietti soffiati (freccia verde), sempre in relazione alla conformazione delle nuove pance laterali.

Fiancate snelle, abbandonato il Rake

L’adozione della Power Unit Mercedes ha costretto i tecnici McLaren a rivedere l’intero progetto MCL35M. Le modifiche hanno coinvolto, oltre al telaio, anche il sistema di raffreddamento, l’elettronica, il cambio e le sospensioni posteriori.

Tutto questo ha prodotto una monoposto con fiancate decisamente snelle e rastremate (in verde): nella vista dall’alto è possibile notare quanto sia stretta in vita la nuova McLaren (freccia verde), lasciando ampio spazio al fondo piatto, nonostante le limitazioni tecniche, per lavorare al meglio.

Stesso discorso per il cofano motore, ora più stretto subito dietro l’Airbox per dar modo all’alettone anteriore di lavorare al meglio. Trasmissione e cambio invece sono Made in McLaren e adattate alla PU Mercedes. Stesso discorso per la sospensione posteriore: con il tirante infulcrato in una posizione avanzata rispetto ai triangoli (freccia rossa). Tuttavia il passo (distanza fra asse anteriore e posteriore, in verde) della MCL35M è maggiore  rispetto alla vettura 2020.

Ne consegue, come si può notare dalla vista laterale, che la monoposto inglese presenta un assetto meno picchiato, con un angolo di Rake meno accentuato rispetto allo scorso anno (in rosso).

Retrotreno e Brake duct

Il nuovo regolamento ha l’obiettivo di ridurre il carico aerodinamico generato al posteriore. Questo prevede un taglio del fondo piatto davanti agli pneumatici posteriori (freccia azzurra), con la conseguente riduzione dell’effetto sigillo al suolo e la difficile gestione del fenomeno del tyre squirt.

Inoltre i Brake duct sono semplificati, per evitare la generazione di carico per mezzo dell’aria calda proveniente dall’impianto frenante. Segue un estrattore, che in McLaren hanno sapientemente nascosto, con delle derive più piccole. Per quanto riguarda l’alettone posteriore in McLaren hanno adottato un doppio pilone di sostegno a collo di cigno.

Le paratie laterali sono più lavorate e presentano delle soffiature di derivazione Haas (freccia rossa), il tutto per cercare di recuperare carico aerodinamico. Va nella medesima direzione l’adozione della Deck-Wing biplano (freccia verde). Sarà la McLaren della rinascita? I presupposti ci sono tutti.

Articolo e grafiche a cura di Michele Montesano

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Michele Montesano. Nato a Potenza nel 1989 (l’anno del primo cambio al volante della F1). Da sempre innamorato delle auto e tutto ciò che le riguarda, fin da piccolo leggevo contemporaneamente Topolino e… Autosprint. Visti i miei studi in ingegneria meccanica, adoro la tecnica sia per quanto concerne l’aerodinamica che per il telaio e motore. Ferrarista dalla nascita e Alfista da prima di ottenere la patente di guida. Seguo qualsiasi categoria a quattro ruote e adoro il modellismo. Ho iniziato a scrivere di Motorsport grazie a LiveGP.it e non mi sono più fermato, attualmente collaboro anche con ItaliaRacing.net. Appassionato di nuove tecnologie e stampa 3d sono co-fondatore della Stamperia Clandestina M Lab. Assieme al collega e amico Carlo Luciani sono co-autore del primo libro marchiato LiveGP.it "Veloci più del tempo: I protagonisti italiani del Motorsport dagli albori agli anni ‘70".

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