Analisi tecnica McLaren MCL35

Con un ritmo incessante stanno togliendo i veli a tutte le monoposto di Formula 1: oggi è toccato alla McLaren presentare la sua MCL35, per la quale procediamo con la nostra analisi tecnica. Questa data segna la prima vettura, del team inglese, a portare la firma del progettista James Key, proponendo una netta virata col passato. I concetti su cui si basano tutte le attuali monoposto della massima categoria sono stati esasperati: partendo dal musetto rastremato, passando all’altezza delle sospensioni anteriori, fino ad arrivare allo scarico leggermente inclinato per portare più aria al diffusore. L’obiettivo è molto ambizioso: migliorare il quarto posto mondiale. Diamo un’occhiata più da vicino alla nuova arma di Woking.




Cominciamo la nostra analisi tecnica della McLaren MCL35 dal muso molto estremo: presenta una sezione frontale molto stretta formata dalla classica protuberanza centrale (freccia verde) per evitare il blocco aerodinamico in punta e, più dietro, i due setti per alimentare l’S-Duct. Proprio i piloni di sostegno dell’ala svolgono un ruolo importante per schermare le due zone: inoltre presentano una forma allungata e dotate di soffiature (freccia rossa) per incrementare la loro portata. Presente la ormai collaudata ala di manta, di scuola Mercedes, per cercare di incrementare il carico sull’asse anteriore (freccia azzurra).

Il complesso di queste soluzioni aerodinamiche sono state studiate per compensare l’alettone anteriore dotato di upper flap con una corda svergolata verso l’esterno (freccia gialla) per generare il fenomeno dell’Outwash e spostare il flusso, che impatta contro la monoposto, verso l’esterno del corpo vettura. Stranamente, dall’analisi delle foto diramate dal team, sulla McLaren MCL35 non è presente la particolarità tecnica dello sfogo dell’S-Duct, ma con ogni probabilità sarà presente già quando la McLaren scenderà in pista per la prima volta.

Ciò che si discosta maggiormente dalla vettura della passata stagione e da quanto visto finora nella concorrenza è la sospensione anteriore. L’intero sistema sospensivo Push Rod è stato sollevato: il triangolo inferiore vistosamente inclinato ora è infulcrato, al mozzo ruota, quasi all’altezza del centro ruota (freccia rossa). L’obiettivo è quello di lasciare libera la zona inferiore per offrire aria pulita alla zona centrale della vettura. Di conseguenza il puntone è molto lungo e si incastona all’estremità del telaio, in corrispondenza del vanity panel (cerchio azzurro). Anche il triangolo superiore è posto in alto per mezzo del Pivot sul portamozzo (freccia verde) esasperando il concetto visto per la prima volta sulla Mercedes. Una rivoluzione così marcata implica un rischio sul corretto utilizzo degli pneumatici ma, complice le mescole in specifica 2019, tale ipotesi dovrebbe essere scongiurata.

I bargeboard presentano il medesimo disegno della passata stagione con i tre elementi verticali dotati di numerose seghettature, per rinvigorire i flussi che investono questa zona cruciale della monoposto. Confermate le due appendici a boomerang (frecce azzurre) per incanalare il flusso verso le pance.

L’ingresso delle pance laterali, come la maggior parte delle monoposto, si presenta molto sollevato (freccia verde) per pescare aria più pulita, mentre al di sotto è presente il cono anti intrusione. A differenza di quanto visto finora le pance non sono così estreme e strette, molto probabilmente per via dell’ingombro della Power Unit Renault, o per restare in sicurezza in termini di affidabilità e gestione meccanica. Nonostante tutto il sottosquadro inferiore è notevole per alimentare al meglio il fondo piatto generando il corretto downwash. Anche sulla McLaren gli specchietti sono soffiati (freccia rossa) e dotati di due supporti (orizzontale e verticale) che fungono da veri e propri deviatori di flusso.

L’airbox presenta una forma a ogiva con i setti che dividono in quattro sotto-canalizzazioni il tutto (ingrandimento freccia gialla). La parte superiore del cofano procede molto marcata, per via dell’ingombro dei condotti per alimentare la componente endotermica ed elettrica del motore. Tradizionali anche la forma delle fiancate, che non scendono così repentinamente come su Ferrari e Red Bull, bensì proseguono con un andamento quasi orizzontatale (in verde) mente la parte inferiore è più svasata (in rosso) per creare un “canale” d’aria verso lo scivolo del diffusore. Anche il fondo piatto presenta un’evoluzione di quello visto sul finire della passata stagione, con i soffiaggi per gestire la sua flessione.

La sospensione posteriore mantiene lo schema Pull Rod, dotata di un tirante davvero lungo ed obliquo (freccia gialla) per pulire la zona fra i due bracci. Il triangolo superiore presenta un bracket generoso per migliorare l’aerodinamica complessiva del retrotreno.

Da notare la parte terminale del cofano dove sbuca lo scarico, leggermente inclinato, per soffiare sul dorso dell’ala e amplificare così l’effetto deportante del diffusore (freccia verde). Completano il quadro i due scarichi della valvola Wastegate, anch’essi sfruttati per il soffiaggio in fase di rilascio del gas, andando a migliorare il carico complessivo generato sull’asse posteriore.

Per concludere la nostra analisi della McLaren MCL35, l’alettone posteriore è sorretto da due piloni (freccia rossa) e presenta la configurazione tecnica ancora della passata stagione, nella specifica da alto carico aerodinamico.

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Articolo e grafiche a cura di Michele Montesano

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