A quasi 8 mesi dal controverso finale del Mondiale 2021, l’ex-direttore di gara Michael Masi è tornato a parlare in un’intervista concessa all’edizione australiana del Daily Telegraph. Masi ha rivelato di aver ricevuto insulti e minacce di morte a seguito delle decisioni prese negli ultimi giri del Gran Premio di Abu Dhabi e sfociate nell’ultimo giro decisivo nel quale Max Verstappen ha superato Lewis Hamilton per la vittoria di gara e Mondiale. A seguito delle proteste della Mercedes per una decisione che andava contro due articoli del regolamento sportivo, Masi era stato messo da parte dalla FIA prima dell’inizio del Mondiale 2022, prima del licenziamento arrivato all’inizio di luglio.

“MI SONO SENTITO L’UOMO PIÙ ODIATO DEL MONDO”

Nella sua prima intervista pubblica, Masi ha rivelato di aver ricevuto centinaia di messaggi dopo Abu Dhabi e di aver affrontato un periodo difficile a causa delle minacce ricevute. “Fortunatamente non ho Instagram o Twitter, essendo old-school, ho però Facebook che uso per restare in contatto con la mia famiglia e con gli amici. Ho aperto i messaggi quella sera per controllarli e non pensavo che ne avrei ricevuti da persone che non conosco e mi sbagliavo. Me ne sono ritrovati centinaia ed erano scioccanti. Messaggi razzisti, abusi, attacchi vili, mi hanno chiamato in qualsiasi modo. Mi sono sentito l’uomo più odiato del mondo”, ha dichiarato Masi nell’intervista. “Ho ricevuto minacce di morte, le persone scrivevano che avrebbero colpito me e la mia famiglia. E la cosa è proseguita non solo su Facebook ma anche su Linkedin, che dovrebbe essere una piattaforma professionale”.

Michael Masi, ex-direttore di gara, rivela le minacce subite dopo Abu Dhabi 2021

Nell’intervista, Masi ha ammesso che il finale di Abu Dhabi lo ha colpito duramente sia fisicamente ma soprattutto a livello mentale, con il desiderio di non parlare con nessuno tra i suoi famigliari o amici. “Ho provato a stare da solo ed è stato difficile”, ha detto, aggiungendo come l’esperienza affrontata lo abbia reso più forte. Masi ha sottolineato come siano stati mesi difficili nei quali ha avuto timore per la sua sicurezza: “Un paio di giorni dopo, camminando per le strade di Londra, ho iniziato a guardarmi alle spalle con il pensiero di poter essere aggredito. Guardavo le persone con l’idea che avrebbero potuto colpirmi”.

Mattia Fundarò