F1 livree sponsor improbabili

Dopo avere aperto i cassetti della memoria relativi alle livree storiche viste in F1, dopo aver esplorato i design più stravaganti, andiamo a ripercorre la storia di cinque sponsor improbabili, figli di un’epoca che fu. Magari è il caso di mandare a letto i bambini o avere un adulto che li affianchi nella lettura.

Copersucar (1975)

Wilson Fittipaldi (fratello di Emerson) a metà degli Anni Settanta ha un’idea: costituire la prima scuderia totalmente brasiliana.

I fondi della Fittipaldi Automative vengono elargiti dalla Copersucar, all’epoca l’equivalente di una cooperativa, ovviamente brasiliana, tra i produttori di zucchero. Le vetture corrono nei GP, tra l’altro con il nome di Copersucar, ma i risultati lasciano a desiderare, nonostante una pioggia di correttivi portati in pista.

Visto l’andazzo, nel 1979 la Copersucar dice basta, lasciando i fratelli Fittipaldi “a piedi”. Non solo Wilson, ma anche Emerson: Emmo aveva abbandonato la McLaren pur di portare avanti questa romantica “visione” brasiliana, destinata ad un triste fallimento.

Durex (1976)

Il 1976 è l’anno del mondiale di Hunt, dell’incidente di Lauda e del contratto di sponsorizzazione tra John Surtees e la London Rubber Company. Quale tra le aziende della compagnia londinese metterà il logo sulla carrozzeria della Surtees? Presto detto: la Durex.

Gli standard e la sensibilità morale dell’epoca erano molto differenti dagli attuali: il fatto che le vetture fossero sponsorizzate già era tema di accesa discussione. Figuriamoci l’effetto di una vettura con le insegne di un’azienda che produce preservativi.

Come si legge nell’autobiografia di Murray Walker, la BBC era preoccupata di un logo così visibile e così “totalmente inaccettabile per una visione da parte delle famiglie”. Arrivato a Brands Hatch il produttore Ricky Tilling salutò la famosa voce inglese della F1 così: “Ciao Murray, alle 11 sapremo se andremo in onda o no”.

Domanda: alla fine sono andati in onda? Risposta: no.

Penthouse… e Rizla (1977)

F1 livree sponsor improbabili

Visto che ormai abbiamo sdoganato l’argomento andiamo fino in fondo, anche perché in termini di tempo basta fare fast forward del nastro alla stagione successiva.

Nel 1977 la Hesketh non è più quello che rappresentava qualche anno prima, eppure il modello 308E fa parlare per quello che mostra sulla carrozzeria a sfondo blu. Un ultimo urrà prima del ritiro.

Hesketh ha chiuso due sponsorizzazioni chiave per quell’anno: una con Penthouse e l’altra con la tabaccaia Rizla. Considerando qual è il core business di Penthouse il risultato sulla vettura è strabiliante: una Penthouse pet, a mo’ di pin-up girl degli aerei americani, tiene ammiccantemente in mano una stecca di sigarette Rizla.

Applausi a scena aperta, ma l’idillio dura solo una stagione: nel ’78 la carrozzeria riporterà una più rassicurante sponsorizzazione da parte di Olympus Corporation. Il brutto è che, ad un certo punto del campionato, la Hesketh saluterà definitivamente il Circus.

ABBA (1981)

Karl Edward Tommy Borgudd, meglio noto come Slim Borgudd, è un nome famoso nel jazz e nel rock. Lo svedese è un ottimo turnista / session man alla batteria e ha suonato anche per gli ABBA.

Il musicista è anche un pilota d’automobili: nel 1981 fa il suo ingresso in Formula 1, al GP di San Marino con l’ATS.

Il problema è sempre quello: come attrarre nuovi sponsor? Per lo svedese l’idea è semplice: inserire un enorme marchio degli ABBA sulle fiancate della carrozzeria della sua monoposto.

Il richiamo non funziona, ma a San Marino il pilota riesce a partire e finire la gara (ultimo, ma poco importa). Correrà anche in altri Gran Premi e, malgrado il ruolo di meteora, raccoglierà un sesto posto come carreer-high in Gran Bretagna, sempre nel 1981.

Xena – Principessa guerriera (1997)

Tra tutte le monoposto Tyrrell, la 025 è sicuramente interessante dal punto di vista tecnico, con il muso altissimo a monopilone e le x-wings. Non lo è dal punto di vista dei risultati, ma correre con un Ford V8 quando tutti gli altri corrono con un V10 non aiuta.

Com’è immaginabile nel 1997 la Tyrrell aveva dei problemi a livello di sponsor. Per il solo GP di Gran Bretagna, gli uomini della Tyrrell avevano chiuso un accordo di promozione per la nuova emittente Channel 5 sul suolo di Sua Maestà.

Il risultato? Sul cupolone delle monoposto di Verstappen e Salo compare la locandina di “Xena – Principessa guerriera”, probabilmente uno dei prodotti di punta offerti dal nuovo canale televisivo.

Per essere precisi, da una lato troviamo Xena, dall’altro l’aiutante Gabrielle. “Paganini non ripete”: l’avventura in Formula 1 della serie dove Lucy Lawless è protagonista finisce lì.

Leggi anche: F1 | Livree storiche: cinque esempi di stravaganza

Luca Colombo

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