F1 livree stravaganti

L’inattività forzata sulle piste di tutto il mondo, dovuta al contagio da coronavirus, ci spinge ad aprire i cassetti della memoria nei quali teniamo riposte Formula 1 con livree che potremmo definire “storiche”: il tema di oggi è la stravaganza.

Shadow DN9 (1979)

F1 livree stravaganti

La DN9, disegnata da Tony Southgate sul concetto di wing car della Lotus 78, presenta un’intrigante storia tecnica, resa ancora più interessante dalla “gemella” Arrows FA1… disegnata dallo stesso progettista!

In questo caso siamo però interessati alla livrea: come fa a passare inosservato un leone su una Formula 1? La storia vuole che il pilota Jan Lammers abbia portato, oltre alle sue doti di guida, la sponsorizzazione tabaccaia della Samson, nel cui logo appare, per l’appunto, il grosso felino.

Ligier JS-39 (1993)

Nel 1993 la livrea della Ligier – Renault utilizza un’elegantissima colorazione a base blu. Storicamente il blu rappresenta la Francia ed effettivamente la scuderia è a base francese.

Per gli ultimi due GP della stagione (Giappone ed Australia) e solo per la vettura di Martin Brundle, lo sponsor tabaccaio Gitanes Blondes propone una colorazione particolare che rinnova la tradizione delle art car.

La livrea speciale è disegnata da Hugo Pratt (“Corto Maltese” non dice nulla?) ed è il veicolo ideale per il lancio sul mercato giapponese del marchio. In Australia Brundle porterà a casa pure un sesto posto, nonostante una partenza dalle retrovie.

Larrousse LH94 (1994)

Arrivati a questo punto è abbastanza comprensibile che la stravaganza delle livree sia dovuta, più che altro, a ragioni di sponsor.

Fin qui abbiamo visto i “tabaccai” dettare legge. Nel caso della Larrousse LH94, spinta dalla Serie 7 del Ford Cosworth HB, chi tira fuori i soldi è la Alken-Maes, “cappello” belga sotto il quale si trovano diversi marchi di birre.

La scuderia affronterà il 1994 con due livree, di cui quella principale, con un imperante verde bottiglia (sfoggiata nella maggior parte del campionato), è dettata dai colori Tourtel. Quella alternativa, propone uno schema bianco-rosso dominante secondo il marchio Kronenbourg.

Effettivamente la configurazione alternativa è piuttosto bizzarra nella disposizione dei colori, ma ai tempi correre con una livrea “a toppe” era un canone estetico accettabile. Inoltre le aggiunte o sostituzioni degli sponsor durante la stagione erano la normalità nei primi Anni Novanta.

Jordan 197 (1997)

L’accordo commerciale con lo sponsor tabaccaio Benson & Hedges, aveva portato sulle piste del Mondiale ’96 una vettura dorata, sulla falsariga del pacchetto di sigarette del marchio.

L’annata e la livrea non sono così entusiasmanti, così per il 1997 la scuderia di Eddie Jordan si presenta in maniera più aggressiva: nuova coppia di piloti ed una livrea con un giallo più acceso e il tema di un serpente disegnato sulla vettura (sul muso si vedono gli occhi, pelle e denti, mentre la lingua scorre lungo la carrozzeria).

L’idea è geniale di suo, se poi aggiungiamo la possibilità di cambiare il marchio con la scritta “Bitten & Hisses” (morsi e sibili) o “Ssssschuey” e “Fisssssssi” nei GP dove è proibita la pubblicità del tabacco, abbiamo un capolavoro.

Honda RA107 (2007)

Con un colpo di scena degno dei migliori quiz di Mike Buongiorno, Honda affronta il campionato 2007 con una livrea dove non compaiono sponsor… come succedeva trent’anni prima.

In realtà la livrea, una vista “aerea” della Terra, è uno spot sulla visione ambientalista che la Casa giapponese vorrebbe perseguire (avanguardia pura, con almeno dieci anni di anticipo sui trend attuali). Presentata al Natural History Museum di Londra, la vettura si fregia del titolo di “Honda Earth Car” e si guadagna un posto tutto suo nella storia delle livree impiegate in Formula 1.

Peccato che la vettura non sia competitiva, guadagnando solo sei punti nel campionato del 2007. Anche nel 2008 i giapponesi perseguiranno la stessa linea “artistica”, ma con uno schema di colori più… convenzionale.

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Luca Colombo

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