Liberty taglio stipendi

Dopo McLaren, Racing Point e Willams anche Liberty Media non resta a guardare e si attiva per fronteggiare la crisi della F1: cassa integrazione e taglio agli stipendi.

La crisi economica picchia duro e in fretta sulla Formula 1: niente gare, niente soldi. Ecco che Liberty Media si muove per prendere delle misure straordinarie interne, ricorrendo al corrispettivo della cassa integrazione per una metà del proprio personale e tagli di stipendi per i manager. Dopo i primi team che si sono mossi in questa direzione, con riduzioni anche agli stipendi dei piloti (nello specifico McLaren, Racing Point e Williams), la struttura gestionale della Formula 1 non può certo ritenersi al sicuro da tagli e misure fuori dal comune.

PREMI PAGATI

Se le attività in pista sono ferme i costi dei team non lo sono affatto. Per Liberty Media i mancati incassi si sommano ai denari che deve, per contratto, elargire ai team in base ai risultati dello scorso campionato. Stiamo parlando di premi per più di un miliardo di dollari: cifra enorme, che, in una situazione come questa, diventa addirittura mostruosa.

TAGLI AI MANAGER

Per affrontare questa situazione circa metà del personale “ufficiale” della Formula 1, diviso nelle varie sedi del Regno Unito, viene posto in una sorta di cassa integrazione che garantisce fino a 2500 sterline al mese fino alla fine dell’emergenza Covid19. I dirigenti invece si vedranno arrivare un taglio dello stipendio che sarà del 20%, con Chase Carey a fare da capofila. Per lui si è parlato di una riduzione maggiore del compenso.

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SCENARI

Col passare dei giorni aumentano i dubbi e le nubi sul calendario si addensano. Il GP del Canada è stato ufficialmente rinviato e in Francia non sembrano essere messi meglio. Ecco quindi che il via della stagione potrebbe slittare dunque in Austria, dove il governo locale ha anticipato di voler accelerare la riapertura delle attività. L’unica certezza è che in questo scenario tutti sono d’accordo. Fare qualunque cosa per garantire un po’ di ossigeno alle casse di un giocattolo che rischia seriamente l’asfissia. Anche valutare calendari fantasiosi e improbabili.

Stefano De Nicolo’

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