F1 presentazioni 2021
Dietro le quinte della presentazione in Alfa Romeo Racing

Il 2021 ha visto, giocoforza, le scuderie di F1 ricorrere in modo massiccio alle presentazioni “da remoto” delle nuove vetture. Con la Ferrari che deve ancora presentare la monoposto, quali lezioni abbiamo appreso da questo “giro” di eventi?

Grandeur e fast food

Prima lezione: la grandeur delle presentazioni à-la McLaren del 1997 non esiste più. E forse non tornerà mai, purtroppo o per fortuna. Le Spice Girls, che cantano in lip-sync nell’imbarazzo più totale di Mika Hakkinen, e i Jamiroquai che chiudono la serata hanno ceduto il passo a eventi più “industriali”. Sfortunatamente conosciamo l’attuale situazione sanitaria, che non permette eventi in presenza, ma la realtà è più subdola.

McLaren Mercedes MP4/12 Launch, Alexandra Palace, London, 13 Feb. 1997

Da una parte scarseggiano i soldi per eventi faraonici e forse è un bene. Dall’altra il pubblico da casa, quello a cui Liberty Media punta, ha una soglia d’attenzione bassissima, perciò i contenuti devono essere veloci, superficiali e facili. Come al fast-food: mangi sempre la stessa cosa, magari con il solito contorno di patatine (le morbide dichiarazioni banali). Hai la sensazione di sazietà, ma è un qualcosa di effimero.

Basta poco ed è un epic fail

Seconda lezione: con la rivoluzione digitale ormai combattuta e alle spalle, basta una virgola sbagliata per mandare all’aria i programmi. Problemi di streaming, per Alpine. Leak delle foto da cartella stampa, per Aston Martin e Williams. Per non parlare del misterioso hacker che ha messo in ginocchio proprio la Williams.

La scuderia di Grove, aveva pianificato una presentazione futuristica, avvalendosi un’app di realtà aumentata dove (stando ai beta tester) i colori della monoposto avrebbero “preso vita” da un puntino blu in qualsiasi location. Tutto molto “wow”: peccato che l’app sia stata hackerata proprio poco prima del via dell’evento e tutto il castello sia crollato.

Nel mondo del digitale basta un attimo per veleggiare verso l’epic fail e chi frequenta i social ha poi una memoria lunga per queste cose. Del resto c’è chi si ricorda ancora di foto scontornate (male) e fatte passare come foto di gara.

Contenuto tecnico sì, ma non è il protagonista

La terza lezione merita una trattazione più dettagliata. Storicamente, accanto al contenuto tecnico, la presentazione di una Formula 1 rappresenta un momento di forte comunicazione “politica” di una scuderia.

Prendiamo nuovamente la famosa presentazione super pop della McLaren del 1997. Le Spice Girls, all’epoca star di livello globale, i Jamiroquai e la location all’Alexandra Palace sottolineavano il passaggio dello sponsor principale verso la tabaccaia West, brand meno “ingessato” della Marlboro (l’ex partner della scuderia) e pronto a sborsare tutti i quattrini necessari.

Ecco spiegato, quindi, il ricorso ad una baldanzosissima presentazione. Poiché i rapporti tra contenuto tecnico e comunicazione politica sono squilibrati verso quest’ultima, non ci dobbiamo meravigliare se nelle presentazioni di questo 2021 abbiamo visto veramente poco dal punto di vista tecnico. Anche perché, con la storia dei token, c’è davvero poco, in linea teorica, da vedere.

Storicamente le scuderie risultano piuttosto restie nello svelare i dettagli tecnici delle nuove monoposto. Comportamento comprensibile, certo però risulta piuttosto imbarazzante constatare come si sia giocato pure con luci e prospettive nei contenuti multimediali distribuiti, pur di celare qualsiasi dettaglio.

Fortunatamente, al netto di tutto, la meraviglia per una nuova monoposto (o soltanto per i nuovi colori) resta. Poi sarà la pista a sottolineare cosa c’è di nuovo, cosa funziona e cosa no. Come sempre. Per fortuna.

Luca Colombo

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