F1 superguida 2021
La curiosità di Sebastian Vettel per quello che sarà il 2021 è anche la nostra... / Credit: profilo Twitter F1

Come avvisano i social attraverso l’abusata formula “It’s race week!”, la F1 sta per ritornare in pista con il primo GP del 2021 in Bahrain: preparatevi con la nostra Superguida al Campionato per seguire al meglio una stagione che LiveGP.it coprirà in prima fila.

La recente tre giorni di test in Bahrain ha fatto sì che le monoposto del 2021 facessero un assaggio della pista, consentendo alle scuderie di raccogliere dati preziosi in vista del campionato. I risultati di queste prove collettive sono stati in parte sorprendenti, ma al di là dei programmi svolti e delle strategie adottate dalle varie scuderie, abbiamo estrapolato molti temi di interesse per una stagione che andrà a concludere un’era contraddistinta da un preciso ciclo tecnico.

Calendario

Partiamo discutendo di un elemento che non va ad incidere direttamente sulle prestazioni, ma sull’organizzazione.

Ai piani alti di Liberty Media credono fortemente nella stagione lunghissima, con 23 appuntamenti sparsi per il mondo. Tra il credere, il volere ed effettivamente il poter procedere con un calendario del genere, ci si mette in mezzo il Covid-19.

La situazione relativa alla pandemia è sempre molto fluida e, per quanto gli organi internazionali possano dare indicazioni, la gestione sul territorio rimane demandata a livello locale. Riformulando il discorso: bisogna stare alla finestra, magari ricorrendo a piani alternativi.

Dal punto di vista sportivo, piloti e team dovranno prestare particolare attenzione alla situazione. Il perché è evidente: se Hamilton lo scorso anno fosse risultato positivo a inizio stagione e non alla fine, quale impatto avrebbe avuto sul Campionato? Dal punto di vista finanziario, invece, non si potrà ricorrere più ad un effetto “sorpresa”, come l’anno scorso, nei contratti con gli organizzatori e le televisioni. Da questo punto di vista vedremo nuovamente una F1 con il coltello dalla parte del manico?

PU

Le power-unit costituiscono un elemento decisamente aggiornato rispetto al 2020, se non altro perché nel 2021 la quantità di materiali esotici è stata ridotta e il “congelamento” fino al 2025 è alle porte. Un parametro interessante dei test riguarda il chilometraggio delle PU. In termini di giri e combinando per fornitore abbiamo la seguente classifica:

  1. Mercedes – 1318
  2. Ferrari – 1220
  3. Honda – 791
  4. Alpine – 396

Complessivamente, Mercedes ha coperto il maggior numero di giri, ma normalizzando il dato sul numero di scuderie fornite, otteniamo un quadro completamente diverso:

  1. Ferrari – 406.6
  2. Alpine – 396
  3. Honda – 395.5
  4. Mercedes – 329.5

I settanta giri per scuderia mancanti hanno sicuramente evidenziato dei problemi nel gruppo PU-cambio della Stella a tre punte e hanno ridotto considerevolmente i dati raccolti in pista dalle varie scuderie. Se il primo problema in un certo senso è risolvibile, il secondo potrebbe costituire un serio deficit di “conoscenza” sulle nuove vetture, anche se gli ultimi della lista di cui sopra, ma ordinata per team, sembrano avere il know-how per arginarne gli effetti:

  1. Alpha Tauri 422
  2. Alfa Romeo 422
  3. Ferrari 404
  4. Alpine 396
  5. Haas 394
  6. Williams 373
  7. Red Bull 369
  8. McLaren 327
  9. Aston Martin 314
  10. Mercedes 304

In Ferrari sembrano avere ritrovato la velocità di punta smarrita nel 2020 e l’affidabilità sembra discreta. Tuttavia, solo la competizione aiuterà nell’interpretazione sull’elasticità di utilizzo della PU. Honda, dal canto suo, aveva promesso un deciso passo in avanti e, ora come ora, pare non trattarsi di una promessa da marinaio. Alpine resta un oggetto misterioso, anche se il numero di giri e i rilievi cronometrici sono piuttosto interessanti.

Alla ricerca del carico perduto

Per quanto il 2021 abbia portato in pista versioni B delle monoposto 2020, dunque non uno sviluppo completo, il tema di discussione tecnico non è rimasto fermo.

Tutte le scuderie hanno lavorato per “riportare nel recinto” quei punti percentuali di deportanza che i regolamenti sulle dimensioni del fondo vettura avrebbero dovuto far perdere. Le stime teoriche parlavano di una perdita di carico aerodinamico attorno al 10% rispetto al 2020, ma, secondo Pirelli, nelle versioni di inizio campionato i team sono riusciti a contenere la diminuzione intorno al 4% – 5%.

Ovviamente le prestazioni aerodinamiche progrediranno lungo la stagione e, a quanto riporta Rob Smedley, altre due scuderie hanno già in cantiere soluzioni simili all’estrattore di casa McLaren. Nel contesto vanno considerate anche le nuove specifiche di gomma introdotte dalla Pirelli per il 2021, di poco diverse rispetto a quelle del 2020, ma certamente differenti nel comportamento.

Fermo restando che i test hanno rilevato una gerarchia simile al 2020 (Mercedes e Red Bull in una classe a parte, un midfield vario con il ritorno probabile dell’Alfa Romeo Racing, i backmarkers con Williams e Haas), ai piani alti la Red Bull potrebbe aver trovato il modo di sfruttare meglio la finestra d’impiego delle nuove coperture. Se fosse verificato, questo sarebbe un clamoroso ribaltone al vertice, con la scuderia di Milton Keynes che andrebbe ad insidiare i rivali di Brackley proprio sul terreno in cui negli ultimi anni hanno spadroneggiato in lungo e in largo.

In ogni caso, la “puntata sicura” di inizio anno va, purtroppo (perché le prospettive non sono entusiasmanti), sulla Haas, che parte con un progetto già obsoleto nel 2020, poco rimaneggiato nel 2021 e che non verrà sviluppato durante il corso del campionato.

Team e piloti

In relazione a quanto precedentemente detto, l’attenzione potrebbe spostarsi sulle lotte interne in seno ai vari team con parecchi “senatori” del Circus alle prese con giovani rampanti, vogliosi di emergere e di farsi notare. Proviamo ad analizzare la situazione team per team.

MERCEDES

Sicuramente la line-up più scontata come gerarchie, quella formata da Lewis Hamilton e Valtteri Bottas, con quest’ultimo all’ultimissima chiamata per rimanere nel team più vincente degli ultimi anni. Paradossalmente per il finlandese l’ancora di salvezza potrebbe essere proprio… Lewis Hamilton. In che modo? Il Campione del Mondo in carica ha un anno di contratto con Brackley e non è fantascienza pensare che voglia avere delle certezze in vista del 2022, una sorta di anno zero per la Formula 1. In caso di ritiro dal Circus delll’anglo-caraibico, ecco che il sedile di Bottas sarebbe meno in pericolo dall’insidia rappresentata da George Russell che, di contro, con la conferma di Hamilton, è strafavorito per prendere il posto del #77.

RED BULL

Anche qui la situazione sembra piuttosto delineata. Dopo un periodo di fisiologico assestamento è lecito aspettarsi un Sergio Perez in grado di giocarsi le sue carte anche contro la stella designata dalla scuderia di Milton Keynes, Max Verstappen. Una situazione non facile da gestire in casa Red Bull (Vettel-Webber e Verstappen-Ricciardo sono degli esempi), che negli ultimi anni ha preferito correre ad una sola punta (non ce ne vogliano Albon e Gasly), piuttosto che giocarsi le proprie carte. Quest’anno notiamo un deciso cambio di rotta, ma con dei rischi neanche tanto calcolati, vista l’esuberanza (diciamo così) del messicano e dell’olandese.

FERRARI

A Maranello la situazione sembra molto più calma, quasi come se l’obiettivo vittoria posticipato al 2022 abbia spostato le schermaglie al prossimo anno. La coabitazione tra Leclerc e Sainz sembra sia iniziata con il classico rose e fiori, ma con una vettura competitiva Binotto dovrà essere in grado di gestire due piloti diametralmente opposti come background sportivo ma con lo stesso obiettivo: vincere!

ASTON MARTIN

L’ex Racing Point ha accolto tra le sue fila Sebastian Vettel. L’ex pilota Ferrari farà compagnia a Lance Stroll, formando una coppia che rappresenta la vecchia e la nuova generazione della Formula 1. Il più grosso punto interrogativo è rappresentato proprio da Vettel, chiamato in questo 2021 a dimostrare di essere quello ammirato nei primi anni in Rosso o la copia sbiadita degli ultimi. A fianco, come detto, avrà il pilota canadese che al di là dell’etichetta scomoda di “figlio di papà”, in più di una circostanza ha dimostrato di non essere totalmente un fermo e sicuramente sarà un ottimo banco di prova per il tedesco, a patto che vi sia parità di trattamento tra i due.

ALPINE

Anche nell’ex Renault, a livello di piloti, c’è il confronto generazionale tra Fernando Alonso ed Esteban Ocon. Lo spagnolo, rientrato dopo due stagioni di “riposo”, ha mostrato immediatamente di non voler fare da comparsa, ma ovviamente dovrà fare i conti con un progetto che, per il momento, non sembra autorizzare voli pindarici. Identica la situazione per il francese che, dopo la stagione di rientro della passata stagione, è chiamato a dare continuità e, perché no, conquistare qualche altro podio, dopo il secondo posto ottenuto la scorsa stagione proprio in Bahrain, sede della prima prova del Mondiale 2021.

MCLAREN

Per talento una delle coppie meglio assortite dell’intera griglia quella formata da Daniel Ricciardo e Lando Norris. Per l’australiano, dopo l’addio alla Renault, l’occasione per rilanciarsi in un team in piena crescita e con la motorizzazione Mercedes alle spalle, mentre per il simpaticissimo inglese l’opportunità di misurarsi con un osso duro come l’australiano e proseguire nel suo processo di crescita nella massima serie dell’automobilismo. Oltre che rinverdire le ormai celebri gag proprio con il neo compagno di squadra…

ALPHA TAURI

Intrigante anche la situazione nel team di Faenza dove il rinato Gasly (dopo l’esperienza non esaltante in Red Bull) , dovrà fare i conti con l’emergente Yuki Tsunoda che ben ha figurato nei test prestagionali. Certo, la pressione dei weekend è tutt’altra cosa rispetto alle prove, ma il giapponese ha una bella occasione per mettersi in mostra, forte anche di un team in piena crescita e stabilmente nella lotta per la zona punti. Di contro, il francese è chiamato a ripetere le ottime prestazioni della scorsa stagione, culminate con il trionfo di Monza, vincendo ovviamente il duello in seno al team.

WILLIAMS

Come per la Mercedes, anche qui la situazione pare piuttosto delineata, con Russell chiamato ad un altro anno nell’inferno del fondo classifica e un Latifi che poco o nulla ha da chiedere al campionato 2021. Tutto dipenderà, come sempre, dalla competitività della Williams, ma motivi per sorridere ce ne sono davvero pochi per il team di Groove.

HAAS

Dopo la disastrosa stagione 2020, la rivoluzione in casa Haas ha portato in dote i rubli russi di Nikita Mazepin e il richiamo mediatico del cognome Schumacher. Sicuramente questo non basterà a riportare a centro gruppo la compagine americana, ma la stagione sarà utile soprattutto per il figlio del grande Michael nello scalare posizioni e guadagnare, chissà, il volante della Ferrari per le prossime annate.

ALFA ROMEO

Dei motorizzati Ferrari è, forse, quella che può più sorridere dopo i test in Bahrain. Sia Giovinazzi, sia Raikkonen hanno trovato un ottimo feeling con la C41, riuscendo a macinare centinaia di giri senza alcun tipo di problema, che, abbinato all’ottimo rapporto instaurato tra i piloti, può sicuramente portare il team italo-svizzero a battagliare costantemente per i punti.

Vincenzo Buonpane e Luca Colombo

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