La Formula 1 è un mondo che riunisce al suo interno tante realtà diverse. Al grande pubblico ne vengono mostrate solo alcune: la tv ci fa vedere solo quelle più sfarzose e scintillanti, ma ce ne sono altre, nascoste dalla luce dei riflettori e rese possibili grazie al lavoro di tanti. E' il caso del personale addetto al trasporto e alla costruzione di tutto ciò che si vede nel paddock di un Gran Premio: dai box ai motorhome, dagli uffici dei team fino alle hospitality delle varie squadre, tutto passa per un attento lavoro di logistica e pianificazione, necessario per il trasporto e la consegna di tutti i materiali che un team di Formula 1 si porta dietro ad ogni gara. Personaggi come Michele Andreazza della Toro Rosso organizzano e coordinano il lavoro di squadre di operai e montatori, autisti e tecnici; figure che lavorano dietro le quinte, ma che (di fatto) mettono in piedi per davvero il grande Circus dei motori.

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"Il nostro lavoro è come quello in pista: sempre contro il cronometro" mi racconta subito Michele. Lui, oltre che responsabile della squadra che si occupa del montaggio del box, è anche il coordinatore del team per i viaggi e le trasferte, i voli, gli hotel e tutto quello che può servire per muovere un team. 

Quanti siete ad ogni gara?

"Dipende dal weekend, ma sempre tra le 70 e 80 persone. Abbiamo anche un team dedicato in sede che pianifica i viaggi e i trasferimenti, diciamo che io sono il braccio operativo in pista".

Il primo gruppo ad arrivare è quello degli autisti, i quali si occupano del trasporto di tutto ciò che vediamo in pista durante il weekend. "Quando arriviamo in circuito il garage è una scatola vuota" esordisce Michele. La parlata è sicura, nei suoi occhi intravedo chiara la passione per quello che fa. "Dentro al box dobbiamo costruire e montare tutto quello che ci servirà durante il Gran Premio, dai pannelli all'impianto elettrico fino all'aria condizionata, e poi procedere alla sistemazione di tutto il materiale. Del montaggio fisico se ne occupa la squadra degli autisti nelle gare europee, un gruppo di dieci persone che arriva per primo in pista e inizia il pre-montaggio, dopodichè subentrano i garage technicians per finire il lavoro". Solo il materiale del box occupa quattro camion, grossi autoarticolati che vengono parcheggiati in una zona del circuito lontana dal paddock. "Dove i box sono ampi non ci sono grossi problemi, ma provate a pensare a situazioni più anguste come Montecarlo, Interlagos o Budapest dove gli spazi sono molto più stretti e c'è meno spazio per lavorare: un incubo." 

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Uno di questi camion trasporta le macchine e i pezzi di ricambio: "Non saprei dire nel dettaglio quanti siano, però con quello che abbiamo potremmo costruire quasi quattro macchine". Tra ali e alettoni, fondi e parti di carrozzeria, non si sa mai cosa può succedere tra prove libere e qualifiche, perciò tutto deve essere pronto all'uso. "Dopo le qualifiche però con il parco chiuso molte delle specifiche vengono bollate dalla FIA - prosegue Andreazza - quindi già il sabato sera possiamo far partire un furgone per portare via una piccola parte del materiale che non useremo più, per svuotare un po' il box e facilitare il trasporto al rientro".

Quattro camion per il box e le macchine dunque, e tutto il resto?

"Abbiamo i motorhome con gli uffici dietro il garage che servono anche come magazzino per i pezzi di ricambio e le gomme: altri sette camion". Anticipa la mia domanda e aggiunge: "Le gomme ci vengono consegnate in pista dalla Pirelli, noi diamo loro i cerchi (che viaggiano con noi) e loro si occupano del montaggio".  

Il montaggio del box viene ultimato già il martedì sera prima del Gran Premio, un giorno più tardi in caso di gare back-to-back. "Gli autisti sono partiti dall'Austria subito dopo la gara e hanno guidato per 1500 km per venire direttamente qui. Solitamente quando ci sono due settimane tra una gara e l'altra i mezzi tornano a casa per la revisione del materiale e di alcuni pezzi, ma con i back-to-back è impossibile. Abbiamo un furgone che parte della sede e ci raggiunge in pista con parti nuove o pezzi revisionati".

Una squadra di Formula 1 è dunque una piccola carovana di autotreni che si muove senza sosta. L'idea di un circo calza a pennello. 

logistica f1

E per le trasferte più lunghe, quelle oltreoceano?

"Per le gare extraeuropee si lavora diversamente. A inizio stagione prepariamo 8 container, due per ogni gara. Questi partono un mese prima dell'evento via nave e contengono un kit completo per il montaggio del garage che viene spedito tramite DHL. Il primo container quindi va in Australia, mentre il secondo invece viene spedito direttamente in Cina per la seconda gara e così via, con una rotazione di questo tipo. Con il ritorno in Europa, i container tornano a casa per la revisione del materiale e spediti verso Canada e Azerbaijan, dopodiché li sistemiamo nuovamente per le ultime 7 gare della parte finale di stagione. In più, esistono 11 cargo gestiti dalla FOM che si occupano direttamente della logistica e contengono tutta l'attrezzatura che serve per far girare le macchine come la benzina, le vetture con le loro parti di ricambio, carrozzerie, ecc". 

Un lavoro che solo a raccontarlo è complicato. Io e Michele parliamo a lungo, la gola si secca e chiediamo qualcosa da bere alle gentili ragazze dell'hospitality. 

L'Energy Station. Parlami di questo mausoleo del paddock che ospita Toro Rosso e Red Bull... 

"L'hospitality è divisa esattamente a metà: noi di Toro Rosso a sinistra e Red Bull di là a destra. Questa struttura è la più grande tra quelle che montano le squadre, ed è sempre l'ultima a venire ultimata. Viaggia in 35 camion, e del montaggio se ne occupa una squadra apposita che viene dall'Austria. Servono due gru per montarla".

Una struttura immane, e una delle più belle del paddock. Michele ci ha preso gusto a raccontare, e aggiunge un interessante retroscena. "Hai presente l'hospitality di Montecarlo?" Lui sorride, io lo guardo stupito. L'Energy Station di Monaco è la mia preferita. Galleggia nel porto del Principato e ospita meravigliose feste la sera. "Dopo Barcellona è smontata e spedita a Imperia dove viene rimontata su una chiatta, ampliata con la zona piscina e tutto il palco anteriore, i bar e tutto quanto dopodiché è traghettata fin nel porto di Montecarlo. Un lavoro di una settimana". 

Michele, grazie del tuo tempo. Facciamo finta che la gara sia finita. Quanto ci vuole a smontare tutto?

"Otto, nove ore nelle gare extraeuropee. In Europa molto meno, cinque ore dopo la gara parte già il primo camion. La squadra degli autisti ritorna il sabato per essere pronta a partire subito dopo il Gran Premio. Lo smontaggio coinvolge tutti i ragazzi, ognuno fa la sua parte". 

La corsa è infinita dunque: si smonta, si chiude, si riparte. Altri km, altra strada, e nuovamente via verso un altro weekend. 

Stefano De Nicolo'   @stefanodenicolo

 

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