Zak Brown e Mattia Binotto

Cresce la tensione sulla spinosa questione del budget cap. Dopo le parole di Mattia Binotto al Guardian e’ arrivata la risposta di Zak Brown della McLaren, il quale ha criticato apertamente il modus operandi del team di Maranello. Anche la risposta della FIA non si è fatta attendere, tramite una nota in cui ha chiarito come in casi eccezionali basterà un voto a maggioranza per apportare delle modifiche che riguardino la salvaguardia del campionato.

Il tutto ricordando come la questione scaturisca dalla volontà dei team di abbassare il budget cap per il 2021 da 175 a 145 milioni di dollari, cifra giudicata insufficiente da Binotto senza ricorrere a grandi sacrifici in termini di risorse umane.

LA RISPOSTA DI ZAK BROWN ALLA FERRARI

Il Team principal di McLaren, Zak Brown, ha criticato apertamente le parole di Binotto, sottolineando di essere rimasto sorpreso dalla posizione della Ferrari in un periodo di crisi economica come questo.

Il messaggio di Binotto è contraddittorio, parla di difendere il dna della F1. Siamo in una situazione difficile: se la F1 seguirà le vecchie abitudini, saremo tutti a rischio, noi ed il futuro dello sport. E penso che se guardiamo al futuro, non solo potremo sopravvivere a ciò che sta accadendo, ma alla fine penso che lo sport potrà prosperare e tutti vinceremo”. 

Sono per un dibattito salutare. Non ci sono tante squadre che generano profitti. Non credo che le persone coinvolte in F1 siano nel Circus per generare profitti: penso che siano lì per promuovere i valori del franchising. Ogni squadra ha diversi motivi per cui è in F1. Tutti vogliamo dare valore ad altre attività, sia nel settore delle auto stradali che, ad esempio, in quello delle bevande”.

TEAM CLIENTI IDEA OBSOLETA

Penso sia indubbio il fatto che, nei tempi moderni, stiamo attraversando la più grande crisi che il mondo abbia mai visto. Ci sono dei paesi completamente chiusi, bloccati. Non affrontare ciò che sta succedendo penso sia un errore, sarebbe come vivere nella negazione”.

Zak Brown boccia anche l’idea di avere dei team clienti, reputandola obsoleta: “L’ultima volta che ci sono state le monoposto clienti eravamo negli anni 70, credo. Quindi, per la F1, un campionato che si basa sull’essere Costruttore, non vedo come questa soluzione potenziale possa essere coerente con i commenti che sono stati fatti a riguardo. Specialmente se vogliamo che la F1 sia il Mondiale dei Costruttori e dell’evoluzione tecnologica. Sembra una soluzione di 40 anni fa!”.

FIA E LIBERTY MEDIA APRONO AD UN ACCORDO 

Zak Brown, sicuro di parlare per la maggioranza dei team, ha esortato la FIA a non inchinarsi al volere della Ferrari ed a prendere provvedimenti rapidi. Dal canto suo la Federazione Internazionale ha risposto con una nota stamane: “In circostanze eccezionali, e se la FIA ritiene che la modifica in questione sia essenziale per la salvaguardia del campionato, della coppa, del trofeo, della sfida o della serie in questione, è sufficiente l’accordo della maggior parte dei concorrenti regolarmente iscritti”. 

Come a dire: la maggioranza vince se la situazione mette in chiaro pericolo lo svolgimento del campionato. Ed in questo caso il diritto di veto della Ferrari potrebbe non bastare.

Julian D’Agata

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