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Credits: Scuderia Ferrari Press Office

Tutto come da copione. Dopo aver seccamente smentito le voci emerse alla vigilia dell’appuntamento di Abu Dhabi, la rottura definitiva tra Mattia Binotto e la Ferrari è adesso divenuta realtà. L’ingegnere di Losanna ha infatti rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico di team principal che aveva ereditato da Maurizio Arrivabene all’inizio del 2019, attraverso un comunicato reso noto dal team pochi minuti fa. Decisiva, da questo punto di vista, sarebbe risultata la scarsa fiducia riposta dal presidente John Elkann nei confronti dell’operato di Binotto.

CONFERMATE LE INDISCREZIONI

Non si tratta di un fulmine a ciel sereno, visto che i rumors circolati nei giorni scorsi si sono rivelati fondati. Mattia Binotto lascia la Ferrari, al termine di un’annata controversa in cui il Cavallino (malgrado il doppio secondo posto conquistato nel Mondiale Piloti e Costruttori) non è mai apparso concretamente in grado di contendere il titolo al binomio Verstappen-Red Bull, nonostante i proclami già da tempo avessero indicato proprio il 2022 come l’anno del riscatto. Binotto paga non soltanto un’errata strategia in termini di comunicazione, ma anche una serie di incertezze dal punto di vista gestionale del team: i numerosi errori commessi dal muretto box, ed un rapporto ormai tutt’altro che idilliaco con Charles Leclerc, avrebbero minato la fiducia nei confronti del 53enne team principal da parte dei vertici della Scuderia.

Pur non essendo mai arrivate dichiarazioni in proposito da parte del presidente John Elkann, è evidente che il gruppo dirigenziale di Maranello abbia mal digerito il rendimento complessivo della squadra soprattutto nella seconda parte di stagione, dopo il ritorno alla vittoria ottenuto ad oltre due anni di distanza dal precedente. La scelta di confermare la fiducia a Inaki Rueda, nonostante le molteplici incertezze palesate dal muretto box, ed il malcontento espresso da Charles Leclerc, il quale avrebbe più volte reclamato il proprio status da prima guida all’interno della squadra (non trovando riscontro da parte del team principal in questo senso) hanno fatto precipitare le cose negli ultimi mesi, spingendo per una risoluzione consensuale che adesso apre l’ennesimo nuovo capitolo in casa Ferrari.

IL COMUNICATO

Questo il testo integrale del comunicato stampa diramato dal Cavallino. Ferrari annuncia di aver accettato le dimissioni di Mattia Binotto che il 31 dicembre lascerà il suo ruolo di Team Principal della Scuderia Ferrari.

Benedetto Vigna ha commentato: “Desidero ringraziare Mattia per i suoi numerosi e fondamentali contributi nei 28 anni passati in Ferrari, e in particolare per la sua guida che ha portato il team ad essere di nuovo competitivo nella scorsa stagione. Grazie a questo, siamo in una posizione di forza per rinnovare il nostro impegno, in primo luogo per i nostri incredibili fan in tutto il mondo, per vincere il più importante trofeo nel motorsport. Tutti noi della Scuderia e nella più vasta comunità Ferrari auguriamo a Mattia tutto il meglio per il futuro”.

Mattia Binotto ha dichiarato: “Con il dispiacere che ciò comporta, ho deciso di concludere la mia collaborazione con Ferrari. Lascio un’azienda che amo, della quale faccio parte da 28 anni, con la serenità che viene dalla convinzione di aver compiuto ogni sforzo per raggiungere gli obiettivi prefissati. Lascio una squadra unita e in crescita. Una squadra forte, pronta, ne sono certo, per ottenere i massimi traguardi, alla quale auguro ogni bene per il futuro. Credo sia giusto compiere questo passo, per quanto sia stata per me una decisione difficile. Ringrazio tutte le persone della Gestione Sportiva che hanno condiviso con me questo percorso, fatto di difficoltà ma anche di grandi soddisfazioni.”

Inizia ora il processo per identificare il nuovo Team Principal della Scuderia Ferrari, che dovrebbe concludersi nel nuovo anno”.

QUALE FUTURO IN SELLA AL CAVALLINO?

Al momento, come già anticipato la scorsa settimana, uno dei nomi più accreditati per sostituire Binotto sembra essere quello di Frederic Vasseur. L’attuale CEO e team principal Sauber Alfa Romeo potrebbe essere disponibile praticamente da subito, per andare a raccogliere un’eredità pesante in un periodo dell’anno assai complicato: il progetto della nuova monoposto è ormai pronto per essere definito in ogni dettaglio, con il francese che sarebbe chiamato a dare una “scossa” interna al team, potendo da sempre contare su ottimi rapporti con il gruppo Stellantis ed il management di Charles Leclerc.

Ma attenzione anche al possibile ritorno nella sfera Ferrari di Jean Todt, che in un suo ipotetico ruolo di supervisor potrebbe spingere su una soluzione a lui gradita che vedrebbe il ritorno al Cavallino di Mario Almondo, già direttore tecnico della Scuderia. Da escludere, invece, le voci che vedrebbero un approdo di Christian Horner o di Toto Wolff in rosso.

Le “ore calde” dalle parti di Maranello sembrano dunque non essere destinate ad esaurirsi in breve tempo: un inverno all’insegna del restyling destinato a fare discutere, ma soprattutto a mutare nuovamente gli equilibri interni del team più prestigioso ma anche più “chiacchierato” dell’intero paddock di Formula 1.

Marco Privitera

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