La Mercedes risolverà i problemi di affidabilità prima di Melbourne?

Con la bandiera a scacchi sui test F1 pre-stagionali del Montmelò, si chiudono definitivamente le prove delle vetture prima di alzare il sipario sul mondiale vero e proprio. Da qui in avanti più nulla fino a Melbourne, per cui quel che è fatto…è fatto. In questa seconda puntata della nostra nuova rubrica, vorrei quindi offrire il mio personale “punto di pista” su quanto visto sino ad ora.




TEST FERRARI: SOLO PRETATTICA?

Da buon italiano inizio, ovviamente, dalla Ferrari. E lo vorrei fare usando una parola che credo sarà condivisa dai più: delusione. Diciamoci la verità: dopo anni di proclami, in cui sembra sempre che la Rossa si trovi ad un passo dal chiudere il gap, ogni stagione si finisce per scontrarsi poi con una realtà sempre in salita. Durante i test F1 del Montmelò la macchina non ha affatto impressionato. Non è da buttare, certo, ma non è neanche quel razzo terra-aria che i tifosi si aspettavano dopo le ultime due stagioni. Se vogliamo poi basarci anche solo sull’estetica (che come sappiamo non è importante per la competitività, ma ne prendiamo lo stesso atto), se paragonata alle dirette rivali, la monoposto di Maranello appare goffa, sgraziata, bruttina. Vedere Mercedes, Renault, Red Bull e compagnia bella con i loro musi aggressivi e taglienti, e passare poi alla “betoniera” che si porta sull’anteriore la Ferrari, l’impatto è forte. Sarà solo impressione, ma per ora è cosi. Per il resto, sappiamo bene che i risultati dei test contano poco (vedi l’anno scorso) e che i team possono anche fare pretattica e nascondersi. Ma siamo sinceri: voi ve la ricordate la Ferrari giocare a nascondino negli ultimi… 50 anni? Io sinceramente no. A Maranello sono sempre stati poco avvezzi a questi giochetti, per cui personalmente non credo ad una situazione simile. Se nei test le Rosse sono lente, secondo me sono (appunto) semplicemente lente. Punto. Poi, da buon ferrarista, spero ovviamente di essere smentito a Melbourne.

BELLA E VELOCE

Sulla Mercedes credo non servirebbe nemmeno esprimermi. E non solo perché è la vettura campione del mondo, e già solo per questo ti aspetti che sia un razzo. Ma semplicemente perché a vederla è…bellissima. Filante, appuntita, sottile, piccola. Non so perché, ma guardandola mi dà l’impressione che se la tocchi ti tagli, e il cronometro pare confermare le buone sensazioni. A parte l’affidabilità che per ora affligge la freccia d’argento (ma conoscendoli, a Melbourne avranno risolto anche questo problema), la vettura è di una superiorità devastante. DAS o meno, a Stoccarda hanno partorito un nuovo capolavoro di ingegneria, e se i test sono realistici, il mondiale pare forse già segnato…

Anche i bibitari mi hanno fatto una buona impressione. La macchina sembra ok, e il cronometro attesta il team di Milton Keynes tra i vicinissimi alla vetta. Al momento sembrano superiori a Ferrari, e durante le prime gare non mi meraviglierei se fossero loro a rubare la scena subito dietro le Mercedes. Anche se forse… non saranno soli.

CLONAZIONI…VARIE

Già, perché questo campionato pare destinato a diventare famoso per le clonazioni. A fare soprattutto scalpore, come tutti sapete, è il team rosa della Racing Point. La monoposto non è che assomigli alla Mercedes dell’anno scorso. Ma semplicemente “è” la Mercedes 2019 tinta di rosa, per giunta aggiornata con motore e cambio 2020. Saranno loro, secondo me, a dividere la scena con Red Bull, con la possibilità di giocarsi un jolly se le frecce d’argento dovessero davvero avere qualche noia meccanica.

Buone impressioni anche da Alpha Tauri (altro clone, anche se meno perfetto, della Red Bull 2019), e sinceramente non ho disdegnato neanche la Renault. I quali, a meno che non abbiano girato sempre “in riserva”, hanno tirato fuori degli ottimi tempi, per lo meno con Daniel Ricciardo.

E niente, ora aspettiamo Melbourne. Solo lì scopriremo se quanto visto è reale, se si sono tutti nascosti, o se semplicemente sarò stato io ad avere impressioni sbagliate ed a sparare una marea di eresie.

A presto.

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Daniel Limardi

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