Per la Red Bull il 2022 ha significato il ritorno alla vittoria – per la prima volta dal 2013 – dell’accoppiata titolo Piloti-Costruttori in F1. Interrotto così il dominio della Mercedes, a Milton Keynes l’obiettivo è riaprire un ciclo con Verstappen. Il 2022 sembra poter essere la base per ulteriori successi.

Verstappen ha conquistato il secondo titolo iridato dopo la vittoria di Suzuka. Credits: Red Bull Content Pool

LA STAGIONE DI MAX VERSTAPPEN

Non c’è un altro numero diverso dal 10 che può esprimere al meglio il rendimento del 2022 del due volte campione del mondo. Tutta la stagione 2021 e il primo titolo vinto ad Abu Dhabi 12 mesi fa hanno donato all’olandese una consapevolezza ancora più grande dei suoi sconfinati mezzi donatigli da un talento cristallino. Dal punto di vista mentale, Verstappen ha messo in mostra un’enorme forza difficilmente contrastabile. Unita a una grande consistenza – come dimostrano i 17 podi in 22 gare (il 77,3%) – e a una grande capacità di concentrazione, Verstappen ha saputo alzare ulteriormente un’asticella già posta in alto dopo il 2021.

Tanti i record migliorati e ora di sua proprietà: le 15 vittorie conquistate nel 2022, di cui solo 6 dalla pole position, hanno frantumato il record di Schumacher e Vettel. I 454 punti conquistati (41 in più del precedente record di Lewis Hamilton nel 2019) testimoniano la grande costanza di rendimento dell’olandese. Verstappen è stato anche il secondo pilota nella storia a vincere due gare consecutive partendo dalla 10° posizione dello schieramento in poi. Segno della determinazione, della velocità, della calma e della capacità di avere tutto sotto controllo che hanno contraddistinto Max nel corso di questa stagione. Il Belgio, sotto questo punto di vista, è la gara che riassume tutti questi valori.

È tuttavia preoccupante che Verstappen non sia ancora nel pieno della sua maturità. A 25 anni i margini di miglioramento sono ancora ampi e nel 2023 Verstappen sarà ancora un osso durissimo per tutti. Per la felicità di Helmut Marko, che ritiene come Verstappen sia “il miglior pilota dello schieramento”. Ad oggi, questa è una certezza.

Voto: 10

Due vittorie in stagione per Pérez. Credits: Red Bull Content Pool

LA STAGIONE DI SERGIO PÉREZ

Non dev’essere il lavoro più bello del mondo quello di “compagno di squadra di Max Verstappen”. Chiedere a Carlos Sainz, Daniel Ricciardo, Pierre Gasly e Alex Albon per conferma. Il fatto che Red Bull sia l’unico top team nel quale ci sono un chiaro numero 1 e numero 2 non facilita il compito a Sergio Pérez. E nemmeno determinate dichiarazioni arrivate dal management della Red Bull: Checo sicuramente può essere capace di vincere una o due gare, ma al momento non vedo nessuno capace di lottare con Max per un’intera stagione”, ha infatti affermato recentemente Helmut Marko. Difficile essere in disaccordo con le parole dell’80enne austriaco.

Pérez nel 2022 ha fatto proprio questo: ha conquistato la sua prima pole position in carriera, ha ottenuto due vittorie (Monaco e Singapore) e altri 9 podi. Risultati che gli hanno permesso di giocarsela fino alla fine per il secondo posto nel Mondiale. Obiettivo fallito ad Abu Dhabi e che sarebbe servito solo per la gloria di Red Bull di chiudere per la prima volta con una doppietta nella classifica Piloti. Pérez ha saputo alzare il suo livello rispetto al 2021 e a fornire un contributo ancora maggiore alla causa di Milton Keynes.

Tuttavia, la rottura dell’idillio con Verstappen pone in dubbio il suo futuro in Red Bull dopo il 2023. Il tutto, nonostante un biennale firmato a Monte Carlo. Pérez dovrà essere capace di reggere la pressione di un compagno di squadra ostile e vista la considerazione smisurata di cui gode Verstappen, l'impresa non sarà facile. Ma il messicano dovrà guardarsi anche alle spalle: in ottica 2024, c'è in panchina un Daniel Ricciardo che spingerà fortemente per sottrargli un sedile che mai come ora sembra essere decisamente traballante.

Voto: 8

Red Bull festeggia ad Austin il titolo Costruttori. Credits: Red Bull Content Pool

LA STAGIONE DEL TEAM

Se c'è una rivoluzione tecnica, Red Bull risponde "presente". Era già successo nel 2009, quando Red Bull ebbe la possibilità di imporsi come uno dei migliori costruttori del Mondiale. Anche questa volta, a Milton Keynes Adrian Newey e il suo team hanno interpretato al meglio il nuovo regolamento. Tenuta segreta fino all’ultimo secondo, la RB18 ha messo in mostra una serie di innovazioni tecniche, e un’interpretazione molto estrema del fondo e delle pance, che alla fine hanno pagato con entrambi i titoli.

La RB18 è stata la migliore monoposto messa in pista dalla Red Bull? Possibile. Con 759 punti, 17 vittorie, 28 podi e 8 pole position totalizzate, sicuramente si può dire che essa sia stata la vettura più vincente nella storia del team. Un trionfo messo in dubbio solamente nelle fasi iniziali del campionato, quando la vettura era sovrappeso rispetto ai limiti e pagava diversi problemi di affidabilità. Verstappen aveva ottenuto due ritiri nelle prime tre gare e si ritrovava a -46 da Leclerc dopo l’Australia. Sistemati i problemi, da Imola in poi, Red Bull ha conquistato 16 vittorie in 19 gare, di cui 9 consecutive tra Francia e Messico. Successi chiave nella fase centrale del Mondiale che hanno messo la parola fine a un campionato che dall’estate non è mai stato in discussione.

La RB18 ha conquistato 17 vittorie, 4 in più della RB9 del 2013. Credits: Red Bull Content Pool

Se, tuttavia, nella prima metà della stagione la Red Bull ha approfittato delle noie tecniche di una Ferrari che sembrava avere una F1-75 superiore dal punto di vista prestazionale, dal Belgio Red Bull ha cambiato passo mostrando una velocità e un passo migliore dei rivali in tutte le condizioni.

Red Bull meriterebbe il voto massimo? Sì, per quanto fatto vedere in pista. Tuttavia, la gestione della questione relativa allo sforamento del budget cap 2021, che ha portato più ombre che luci sul primo mondiale di Verstappen, abbassano il valore di mezzo punto. Un risvolto negativo in una stagione praticamente perfetta. Red Bull dovrà pagarne le conseguenze nel 2023. Una stagione dove dovrà riuscire a gestire diversi aspetti: la riconferma al vertice, le minori ore a disposizione in galleria del vento e, soprattutto, un binomio Verstappen-Pérez che nel finale del 2022 ha mostrato le prime crepe. 

Voto: 9,5

Mattia Fundarò