Non è passata nemmeno una settimana dall’entusiasmante vittoria raccolta nelle difficili condizioni del Gran Premio di Germania, quasi il giro di boa della stagione, che molti, tra gli addetti ai lavori e non, vedono Max Verstappen e la sua Red Bull – Honda come l’antagonista allo strapotere di Lewis Hamilton a bordo della sua AMG Mercedes. L’olandese, da parte sua, sa di avere per le mani una buona vettura, ma al momento non sembra pensare al titolo mondiale.




Chiamato a fare una previsione sulla competitività della Red Bull durante il prossimo fine settimana ungherese, su un tracciato così particolare, Max dichiara: “Non penso saremo i favoriti, ma cercheremo di fare un buon lavoro. Penso che, se guardiamo alla stagione fino ad oggi, le Mercedes sono state le più dominanti e, vedendo il risultato di settimana scorsa, credo siano arrivati qui per rialzare la testa. Loro hanno una buona vettura, quindi noi cercheremo di trovare un buon assetto per la nostra, sperando di essere vicini”.

C’è spazio per un breve flashback dedicato alla vittoria ottenuta in Germania: “Non ho bisogno di vittorie per sentirmi a mio agio. Lo sono sempre. Al momento noi siamo ancora dietro, ovviamente in quelle condizioni così complicate abbiamo avuto l’opportunità per farci notare di più”.

Entrando nel vivo della discussione relativa a questa fase di campionato, quanto e come ha lavorato la Red Bull sugli aggiornamenti? “Ovviamente abbiamo spinto tanto sugli aggiornamenti, così come fanno in Ferrari e in Mercedes. Stiamo cercando di fare un lavoro migliore di loro, così da ridurre il gap: in tutte le gare cerchiamo di migliorarci portando qualcosa per andare più forti. Ad oggi, le novità prodotte dalla fabbrica hanno fatto il loro dovere e il mio riscontro è positivo”.

I venticinque punti guadagnati in pista all’Hockenheim hanno rilanciato Verstappen in ottica mondiale, anche se la distanza dalla vetta è piuttosto sostanziale; a tal proposito l’olandese dichiara: “Non ci penso. Cerco di fare del mio meglio ogni fine settimana, ma le Mercedes hanno avuto un inizio di stagione dominante ed è difficile raggiungerli. Ci proverò, ma oggi come oggi non sto pensando al campionato. Come team siamo in grado di gestire molto bene la pressione, anche in condizioni di pista difficili. Per la Mercedes avere una leadership di un centinaio di punti è molto importante: per loro e per noi può capitare un cattivo weekend, così come possono capitare i momenti fortunati, ma il gap è molto ampio”.

Dopo le ultime gare sembra che la Red Bull sia diventata la seconda forza in griglia dietro la Mercedes; Max non è del tutto sicuro che la scuderia di Milton Keynes abbia scavalcato la Ferrari: “Non ne sono sicuro. Di solito la Ferrari riesce a giocarsi la pole-position, ma sembra che noi abbiamo un’esecuzione di gara migliore. Loro hanno comunque una buona vettura, su alcuni tracciati vanno più veloce, su altri meno. Penso che non sia ancora chiaro chi sia al secondo posto: quello che è sicuro è che la Mercedes si trova davanti e loro sono il nostro obiettivo”.

Rimanendo in ambito ferrarista, l’olandese ha una sua opinione sulla multa inflitta alla scuderia del Cavallino Rampante per l’unsafe release di Charles Leclerc (episodio molto simile a quello che aveva visto protagonista l’olandese a Montecarlo): “Decisione sbagliata. Ora tutti faranno così… perché se è solo una multa, 5000 dollari sono noccioline per una scuderia, tutti faranno così. E non è giusto. Penso ne abbiano già parlato nei meeting, vedremo cosa succederà in futuro. Si tratta di un punto importante, specialmente perché si parla di sicurezza”.

Per quanto riguarda la gara ungherese, si è notato un posizionamento diverso dei track limits: “I punti più difficili dipendono dal bilanciamento della vettura… per il posizionamento dei limiti credo vedranno come si metteranno le cose e decideranno dopo le sessioni di prova”.

Qual è la debolezza della vettura attuale e cosa è cambiato dall’anno scorso? “Non penso ci siano punti deboli, si tratta di sistemare bene i dettagli. A volte c’è un po’ di sottosterzo, a volte un po’ di sovrasterzo, ma è sempre così. Dall’anno scorso è cambiato il motore. L’anno scorso abbiamo avuto dei problemi tecnici non dovuti al motore, ma non abbiamo avuto la possibilità di fare dei test al limite. Honda passa tanto tempo a fare prove al banco dinamico, quindi possiamo concentrarci meglio sullo studio delle parti che produciamo. Non abbiamo avuto questa possibilità nel passato recente e non sapevamo se i pezzi prodotti fossero resistenti o meno: lo scoprivamo solo ritirandoci. Ora la vettura e la power unit sono più affidabili, perché abbiamo fatto una buona preparazione raccogliendo tanti dati”.

C’è spazio anche per una valutazione sulla guida, che sembra nettamente migliorata rispetto al recente passato: “L’anno scorso la seconda parte della stagione è stata buona. Penso che con l’esperienza si migliori. Non sono più un debuttante. Ho fatto un anno di Formula 3 e poi la Formula 1, magari non ho avuto tempo per fare gli errori nella altre formule. Ma continuo ad imparare”. Esattamente cos’ha migliorato l’olandese quest’anno? “Credo la consistenza. Cerco di portare a casa punti”.

Infine c’è spazio per una prospettiva futura: pensi che il team, in sinergia con Honda, stia cercando di spostare l’asticella più in alto? “Sicuramente, lavoriamo in maniera aperta e vogliamo puntare a posizioni sempre più alte”.

Luca Colombo

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