Trentaquattro minuti. Tanto è durato il meeting svoltosi nella mattinata odierna tra alcuni dei Team Principal nel paddock di Budapest. La sede? Hospitality Mercedes, con Toto Wolff a fare gli onori di casa. Ospiti presenti: Mattia Binotto (Ferrari), Christian Horner (Red Bull), Andreis Seidl (McLaren), Gunther Steiener (Haas). Un incontro informale per fissare alcuni punti fermi prima della pausa estiva, con un argomento ben preciso nel mirino.




Il tempo stringe, ed il mese di Ottobre si avvicina. E’ quella infatti la deadline fissata per determinare gli accordi in vista della stagione 2021: una data che segnerà una sorta di spartiacque per la Formula 1, con una vera e propria rivoluzione normativa che promette non solo di intervenire sugli aspetti tecnici delle monoposto, ma anche su questioni scottanti come budget cap e numero di Gran Premi.

E la questione è più che mai aperta, visto che sin dal principio il disaccordo all’interno dei vari team è sembrato pressoché totale. Il tutto mentre Liberty Media cerca di avanzare proposte per garantire maggiore spettacolo da un lato e risparmio sui costi di gestione dall’altro, pur non disdegnando affatto la ventilata ipotesi di un’estensione del calendario dagli attuali 21 sino a 25 week-end di gara.

Ed è proprio la questione legata al calendario una delle più spinose attualmente sul tavolo. Al vaglio vi è infatti la necessità di dover chiudere gli accordi già in vista della prossima stagione, quando il numero di gare potrebbe salire a 22. Se da un lato sono già state confermate le new-entry Olanda e Vietnam, dall’altro la Germania sembra essere la tappa più accreditata ad uscire dal lotto. Barcellona rimane in bilico, anche se per il momento (come sottolineato in un comunicato ufficiale emesso dall’autodromo la scorsa settimana) le trattative sono ancora in corso e nessuna decisione è stata presa.

Qualora dovesse passare per il prossimo anno la proposta delle 22 gare, saranno le giornate di test a poter subire un ulteriore drastico ridimensionamento. A partire dalle sessioni previste in-season, mentre per i test pre-stagionali tra le ipotesi vi è anche quella di effettuare una cinque giorni continuativa a Barcellona, in luogo delle due sessioni da quattro giornate ciascuna. Un’opzione che potrebbe essere valida per l’avvio della prossima stagione, quando le vetture non subiranno alcuna modifica regolamentare rispetto a quest’anno: ma cosa accadrebbe nel 2021 con una quantità di test così limitata e monoposto completamente nuove?

Al centro della discussione vi sono inoltre i temi legati alla quantità di componenti utilizzabili nell’arco dell’intera stagione, soggetta attualmente a limiti ben precisi: limiti che però dovranno necessariamente essere rivisti, qualora il numero delle gare dovesse aumentare. Di sicuro, per il momento i team non si sono mostrati affatto favorevoli a questa ipotesi: come sottolineato anche nel corso della press conference a Budapest, il personale è già al limite in termini di giornate lavorative ed un ulteriore step implicherebbe la necessità di attuare una rotazione o avvalersi di nuove risorse, con inevitabili ripercussioni sui costi.

Già, i costi. Il tetto fissato per il budget cap rappresenta infatti uno degli argomenti più scottanti. In breve: i top team non vogliono rinunciare ai propri privilegi scaturiti dalla possibilità di poter usufruire di un budget maggiore, mentre le scuderie minori spingono per un numero più ampio di componenti standardizzate. Trovare un’intesa appare un’impresa particolarmente complessa: il limite di 175 milioni proposto a partire dal 2021 (stipendi dei piloti e Power Unit escluse) ha scatenato diverse critiche, ed un accordo da questo punto di vista appare tutt’altro che imminente.

Il tutto senza tralasciare gli aspetti tecnici. L’obiettivo è quello di realizzare vetture che possano garantire la possibilità di rimanere in scia senza perdere carico aerodinamico e dunque con la possibilità di effettuare sorpassi in maniera più agevole. Dal muso più basso all’abolizione dei bargeboard, fino al ritorno dell’effetto suolo: le proposte sul tavolo sono tante e la Commissione Tecnica ne sta discutendo da mesi.

Insomma, la Formula 1 si prepara ad una nuova rivoluzione: il tutto nell’intento di aumentare lo show e mescolare le carte di una contesa che dall’avvento della Power Unit in avanti ha visto prevalere un solo team. Gli appassionati aspettano…e sperano.

Da Budapest – Marco Privitera

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