GP Turchia libere Verstappen

Il fine settimana del GP di Turchia inizia con una doppietta Red Bull nelle prime prove libere: Verstappen comanda il gruppo davanti ad Albon. Sessione caratterizzata da un asfalto molto scivoloso che ha indotto programmi in pista più cauti. Bene le Ferrari, terza con Leclerc e quinta con Vettel, mentre le Mercedes non vanno più in la del nono tempo con Bottas; Hamilton è solo quindicesimo.

Holiday on ice?

La prima sessione di prove libere presenta una temperatura ambientale e dell’asfalto degna della stagione autunnale. I piloti impegnati nei primi giri per prendere confidenza sul tracciato riportano all’unanimità la stessa sensazione, che rimarrà la stessa più o meno lungo tutte le prove: sembra di guidare sul ghiaccio.

Pirelli ha portato le gomme più dure della gamma e i primi giri confermano i dubbi circa l’opportuno riscaldamento per le gomme hard. Per qualifiche e gara le mescole medium e soft saranno le canditate naturali, quindi, con una mentalità al risparmio, le gomme a spalla bianca trovano un utilizzo estensivo nella prima parte di prove, in attesa che il circuito offra più grip.

Subito bandiera rossa

Nemmeno il tempo di avere i primi riscontri cronometrici che scende la bandiera rossa sulla sessione. Leclerc raccoglie il birillo che separa la corsia box dal circuito, il quale si incastra sotto la monoposto del monegasco prima di essere perso in pista. Con la sede stradale libera e il birillo nuovamente fissato nella sua posizione, la sessione può riprendere.

La pista va lentamente gommandosi e per circa due terzi di prove la lista dei tempi presenta riscontri intorno al minuto e quaranta con tanta discontinuità tra i vari piloti. Vale la pena sottolineare che, a causa di queste condizioni, i programmi per queste prove sembrano incentrati di più su un approccio dettato dalla cautela che altro.

Virtual safety car nella fase più concitata

Quando manca una mezz’ora alla bandiera a scacchi, e le prove entrano nella fase più concitata, Sainz jr è costretto a parcheggiare la sua McLaren per problemi allo sterzo. La virtual safety car entra in scena mentre lo spagnolo scende dalla vettura, sulla quale già all’inizio delle prove si erano verificate delle letture anomale sulla PU.

Una volta scesa la bandiera verde, l’attività si fa frenetica, con i tempi che vanno via via migliorando.

Red Bull in forma da subito

Quando scende la bandiera a scacchi la lista dei tempi segnala un uno-due della Red Bull, con Verstappen davanti ad Albon. L’olandese segna il miglior tempo di sessione in 1:35.077, seguito a poco più di due decimi dal compagno di squadra. Come termine di paragone, l’ultima volta che la Formula 1 aveva corso all’Istanbul Park, Vettel aveva centrato la pole fermando i cronometri sul minuto e venticinque.

Dietro ai piloti della scuderia di Milton Keynes si gioca un derby italiano, con Leclerc davanti a Gasly, Vettel e Kvyat. Da notare che le Alpha Tauri hanno impiegato pneumatici medium, mentre le Ferrari hanno girato con le mescole hard. Ottimo ottavo tempo per Giovinazzi, che gira più veloce di Bottas (nono).

Mercedes in difficoltà?

La tabella dei tempi di queste prime prove racconta di una Mercedes in apparente difficoltà, con Hamilton adirittura quindicesimo. In realtà una lettura più approfondita rivela come l’approccio cauto sia stata una strategia seguita da parecchi piloti e scuderie, con i tempi molto alti e gap sensibili.

Abbiamo già visto (al Mugello, Portimao ed Imola) come l’approccio e le prestazioni di Hamilton vadano in netto crescendo con l’evolversi del fine settimana. Quasi sicuramente la musica sarà la stessa anche all’Istanbul Park, dove l’inglese potrebbe concretizzare il proprio settimo titolo Mondiale.

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Luca Colombo

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