Turchia Bottas Perez
Credit: profilo Twitter Red Bull Racing

Il GP di Turchia di Formula 1 ha visto un fenomenale “come back king” da parte dei numeri due di Mercedes e Red Bull, Bottas e Perez, autori fino ad oggi di un’annata piuttosto anonima.

Qui Bottas

L’anno scorso Valtteri Bottas aveva offerto uno spettacolo poco idilliaco: otto testacoda mentre Hamilton vinceva il settimo titolo iridato. Un anno dopo cambia completamente la musica e Valtteri vince senza che il primato venga messo in discussione. Partito in maniera solida dalla pole position, Bottas ha guidato alla Hamilton scavando da subito il gap necessario per trovare riparazione dagli attacchi di Verstappen.

Molto probabilmente Mercedes ha messo Valtteri in una condizione di emulare Barrichello al GP del Giappone 2003, in maniera tale da coprire la prima posizione e favorire il compagno di squadra nel delta punti delle prime posizioni. L’azzardo non ha funzionato, ma Bottas ha risposto presente, come del resto ha fatto in questi anni alla corte di Brackley. Un bel modo per salutare la scuderia.

Qui Perez

Sergio Perez, autore di una seconda parte di stagione piuttosto in ombra (nonostante una Red Bull), non partiva esattamente dalla posizione in griglia che ci si aspettava da una Red Bull. Il messicano ha centrato però l’obiettivo di costruire una gara solida, rimontando verso il terzo posto. La difesa sull’arrivo di gran carriera di Hamilton ha costituito il valore aggiunto che in Red Bull attendevano da lui.

La chiusura sull’inglese, nel momento dell’attacco, ha contribuito a rovinare la strategia di Lewis, scombinando i piani per arrivare ai piani alti e giocarsela con Verstappen. Se il Mondiale 2021 dovesse essere deciso per pochissimi punti potremmo azzardare a dire che la Red Bull abbia fatto centro a investire sul messicano.

Luca Colombo

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