Stati Uniti tecnica
Credit: profilo Twitter Aston Martin F1

La Formula 1 torna negli Stati Uniti dopo l’edizione saltata nel 2020 a causa del Covid-19 ed arriva in un momento in cui la nostra analisi tecnica non può sottolineare novità (ormai tutte le scuderie lavorano in ottica 2022), ma penalità tecniche relative alle unità motrici.

Tracciato e gomme

Il tracciato del COTA presenta delle caratteristiche peculiari uniche nel contesto del campionato. Rettilinei, curvoni in appoggio e variazioni altimetriche fanno parte di quanto il circuito di Austin possa offrire, così come dei problemi ormai cronici relativi all’asfalto. Tali problematiche sono legate a numerosi avvallamenti nella sede stradale.

La criticità, nota già dal 2019, ha portato gli organizzatori a livellare la superficie in alcuni punti e a riasfaltarne altri. Per le scuderie, le prime sessioni dovranno dare dati importanti relativi ai nuovi livelli di grip, sconosciuti rispetto a quanto accumulato come dato nel recente passato, e all’abrasività. Pirelli ha portato la fascia media delle mescole disponibili (C2, C3 e C4), giocando in retrospettiva una carta piuttosto conservativa.

Vento

Il COTA è un tracciato “completo”, dove non prevale una caratteristica tecnica. Dal punto di vista motoristico, le PU contribuiranno in maniera corale, senza che la parte termica o quella di recupero funga da chiave di lettura.

La varietà del tracciato di Austin spingerebbe ad esplorare diverse configurazioni di assetto, soprattutto aerodinamico. Va messo in conto, però, la possibile presenza di forte vento laterale che va a creare instabilità aerodinamica e conseguente utilizzo non ottimale delle gomme.

Detto questo, la veste aerodinamica migliore risulta essere quella del carico medio-alto. Ancora una volta l’efficienza potrebbe dare una marcia in più, lasciando le monoposto libere di sfogare il potenziale velocistico lungo i rettilinei e spazzando le curve più velocemente. Per questo, come ormai succede spesso, vediamo interventi di micro-aerodinamica nelle parti relative al fondo scocca, per utilizzare meglio i flussi in quella zona.

Bottas di nuovo penalizzato

Come ormai d’abitudine negli ultimi GP anche negli USA dobbiamo elencare i piloti penalizzati per cambi tecnici. Parliamo di elementi relativi alle PU cambiati oltre al numero consentito dal Regolamento. Questa volta pagano dazio più piloti motorizzati Mercedes. Vettel e Russell cambiano elemento a combustione, MGU-H e turbo: per loro partenza dal fondo dello schieramento. Bottas, invece, sostituirà il motore a combustione: per lui è il sesto della stagione.

Al netto di quelle che possono essere mosse strategiche viene da domandarsi se non sia il caso di applicare misure tecniche meno stringenti sulle quantità di elementi disponibili per campionato. Il valzer delle penalizzazioni continua e potrebbe inficiare l’andamento del campionato.

Domanda da un milione di dollari

Tra Mercedes AMG e Red Bull – Honda, chi giocherà il ruolo di favorita? I due pacchetti tecnici (almeno nelle mani di Hamilton e Verstappen) sembrano avere potenzialità equivalenti. In ogni caso, almeno sulla carta, il COTA dovrebbe premiare le caratteristiche del pacchetto Mercedes, il quale pare soffrire di meno i tracciati con maggiore abrasione delle gomme. La realtà, però, potrebbe portare a risultati differenti.

Luca Colombo

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