Il Gran Premio di Spagna è un monologo di Lewis Hamilton che domina dal primo all’ultimo giro precedendo sul traguardo Verstappen e Bottas.

Sono 88 in carriera le vittorie di Lewis Hamilton. Meno tre dal mitico 91, record di Schumacher, che solo a pensarci sarebbe stata lesa maestà. Con questo ruolino di marcia proprio al Mugello, millesimo Gp della Ferrari in Formula 1, il campione inglese potrebbe eguagliare il mito. Al destino, si sa, non manca il senso dell’ironia. Solo Max Verstappen e Valtteri Bottas potrebbero guastare la festa annunciata di Hamilton, gli unici due in grado di contrastare lo strapotere annunciato del campione in carica.

GIU’ DAL PODIO TUTTI DOPPIATI

Tutti doppiati i piloti fuori dal podio. Dal quarto posto di Sergio Perez in giù si fa un altro sport. Un dominio dei due piloti Mercedes e Max Verstappen netto, capace di fare il vuoto e infliggere un distacco siderale a tutto il resto dello schieramento. Gli stessi piloti a podio accumulano ritardi notevoli, con Bottas terzo a 45 secondi che con una sosta in più soffia sul finale il giro veloce ad Hamilton. Niente Grand Chelem dunque per il campione della Mercedes, ma un solido bottino di punti che consolida ulteriormente il suo vantaggio in classifica su Verstappen ora distante 37 lunghezze.

GOMME OK, EMOZIONI KO

Talento e gestione gomme; anche oggi spunti di discussione tecnica per appassionati che non mancheranno. Mercedes recupera sul fronte della gestione delle gomme e torna performante e veloce su tutta la linea. Uniche emozioni in partenza con Verstappen abile a sopravanzare Bottas e a spegnere le velleità del finlandese di impensierire Hamilton. Come dichiarato in questi giorni proprio da Nico Rosberg, unico in grado di battere Lewis nel passato recente, devi entrargli nella testa. Anche se a dirla tutta pare Verstappen l’unico veramente in grado di farlo. Per il resto il Gp di Spagna regala 66 giri di una noia agostana condita da nuvole di temporale che restano sullo sfondo senza partecipare alla festa.

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IL “PESO” DEL NERO

C’è spazio anche per le note “di colore”. Valtteri Bottas che si lamenta del caldo nell’abitacolo causato dalle tute nere; il sole di Barcellona picchia in agosto, e il nero pesa. Non mancano anche le consuete dichiarazioni di Hamilton a sostegno della lotta contro il razzismo. Copione ormai classico di un format che conosciamo a memoria. Che la FIA prova a scardinare con le nuove regole che arriveranno dal prossimo Gp con il divieto del “party mode” e l’utilizzo di mappature specifiche da qualifica. Un mossa specifica contro la Mercedes forse, ma che potrebbe per contro far emergere con ancora maggiore evidenza il potenziale inespresso sul passo gara.

Stefano De Nicolo’

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