Dopo la stagione europea il Circus della Formula 1 approda in Asia, e per l’esattezza sul cittadino di Singapore: non può esserci circuito così diametralmente opposto rispetto a quello di Monza, lento e tortuoso, composto da ben ventidue curve. Le monoposto sfoggeranno ali da alto carico già viste a Montecarlo o Budapest per cercare di generare deportanza sia sull’asse anteriore, per migliorare la direzionalità, che sul posteriore, per migliorare la trazione in uscita dalle curve.

 

Quasi certamente quello di Marina Bay è il circuito cittadino più duro dell’intero mondiale: la sequenza di curve, inframezzate da cortissimi rettilinei, mettono a dura prova la resistenza sia meccanica delle vetture, che fisica dei piloti: nel primo caso le temperature atmosferiche, nonostante si corra in notturna, sono elevate, costringendo i tecnici ad utilizzare carrozzerie dotate di ampi sfoghi per raffreddare la Power Unit; stesso discorso vale per le prese dei freni, che devono smaltire le elevate temperature di esercizio degli impianti frenanti. Per quanto riguarda il pilotaggio, l’alto tasso di umidità e la gara che rasenta sempre le due ore costringono i piloti ad uno sforzo sovrumano.

Ma andiamo a vedere nello specifico cosa hanno portato i vari team:

Mercedes
Per la prima volta la casa della stella ha deciso di introdurre dei flap sulla struttura dell’halo: in particolare, seguendo il regolamento, sulla vettura di Bottas sono comparsi tre micro flap (in giallo) per evitare di far staccare il flusso d’aria che va verso l’airbox, andando ad alimentare il motore endotermico.

Ovviamente le appendici aerodinamiche si presentano da alto carico: nello specifico sono state riviste le paratie verticali dell’alettone posteriore che presentano due soffiature in più nel bordo d’ingresso (freccia verde) e in quello di uscita (freccia rossa), per cercare di schermare le turbolenze negative generate dagli pneumatici. Sono stati avvistati anche due nuovi telai nudi. In Mercedes cercano di sfruttare al meglio gli pneumatici posteriori che tendono a surriscaldarsi molto: infatti negli ultimi Gran Premi le termocoperte sono state levate un po’ prima della partenza delle monoposto. (Foto: @AMuS)

Ferrari
Il team di Maranello parte come favorito, ma è costretto a vincere per non aumentare il gap fra Vettel e Hamilton ed inoltre deve dimenticare la nefasta partenza dello scorso anno. Gli uomini del cavallino non hanno lasciato nulla al caso e, per mezzo dell’ausilio dei tecnici Brembo, hanno introdotto dei dischi con i fori a forma di V per cercare di smaltire meglio il calore evitando il surriscaldamento, il tutto abbinato a prese generose per incanalare più aria possibile. Altro punto che ha sollevato moltissime polemiche è stato il sacchetto (cerchio verde) posto sulla telecamera dell’airbox: in Ferrari, vista l’illegalità della soluzione, hanno deciso di intervenire modificando il sistema di raffreddamento (cerchio rosso) utilizzato per abassare le temperature della Power Unit.

Inutile dire che il mistero si infittisce. Durante le prove libere, la zona dei bargeboard è stata pittata con vernice di paraffina per visualizzare meglio i flussi che agiscono su questa zona, molto probabilmente segno di qualche novità. Ultima modifica riguarda l’alettone posteriore: anche in questo caso sono state riviste le paratie verticali, che presentano per la prima volta delle soffiature verticali in stile McLaren (freccia gialla) per cercare di aumentare la differenza di pressione fra il sopra e sotto alettone in modo da incrementare il valore di downforce. Riviste anche le soffiature orizzontali, più numerose, che oltre ad essere chiuse nel bordo d’entrata (freccia azzurra), sono abbinate ad un alettone da alto carico, visto che le velocità di punta sono relativamente basse. (Foto: @AMuS; @AlbertFabrega)

Red Bull
Sicuramente il team austro-inglese potrà inserirsi nella lotta di vertice in questo GP, date le caratteristiche tecniche del tracciato e visto che la vettura vanta doti teleaistiche in grado di compensare il gap di potenza della Power Unit Renault. La parte che ha subito diverse rivisitazioni è quella intorno all’abitacolo: il marciapiede del bargeboard presenta una soffiatura in più (linea gialla) per cercare di rinvigorire il flusso e direzionarlo nel fondo vettura (anche perché la velocità media di percorrenza del circuito è alta); inoltre i deflettori laterali sono stati ridotti da quattro a (in azzurro) tre: il primo, nello specifico, ne ingloba due (cerchio rosso), per ridurre la laminazione del flusso e spostare l’aria nella zona Coca Cola. (Foto: @AMuS)

Racing Point Force India
L’ex team indiano, dopo l’acquisizione da parte della cordata capitanata da Stroll sr., si presenta a Singapore con diverse novità, di cui parecchie arrivate in extremis: basti pensare all’alettone anteriore da alto carico privo di adesivi pubblicitari. Al centro vettura troviamo le modifiche più consistenti: il bargeboard, di scuola McLaren, è più corto (ora presenta solo otto soffiature anziché nove) e direttamente ancorato alla scocca (cerchio rosso); anche il marciapiede presenta il primo flap leggermente svergolato per incanalare l’aria nel sotto vettura (cerchio verde). Modificate le derive poste sotto l’ingresso delle pance laterali, utilizzate per incanalare i flussi nel fondo piatto, passate a sei (in giallo). Hanno subito una leggera modifica anche gli specchietti retrovisori: non più ancorati su tre punti, ma solamente su due, dove a mancare è il supporto dell’abitacolo. Modificato anche il fondo piatto: caratterizzato da una lunga soffiatura a tutta lunghezza che termina con le piccole soffiature davanti gli pneumatici posteriori, il tutto per gestire meglio la differenza di pressione fra la superficie superiore e inferiore della monoposto, oltre al tyre squirt. Nuovo anche il profilo principale dell’alettone posteriore, che presenta una corda notevole, con il bordo d’entrata che presenta un rigonfiamento per ridurre leggermente il carico (in arancione). Il tutto lavora sempre in sinergia con la Deck-Wing posta sul cofano motore che, a sua volta, presenta delle aperture più generose. (Foto: @AMuS)

Williams
Anche il team inglese ha portato una monoposto in configurazione da alto carico. Nello specifico ai box sono presenti due musetti: uno con le famose zanne, di scuola Mercedes, e l’altro con la soluzione del deflettore classico. Al termine del cofano motore si può notare la doppia Deck-Wing (in verde), con il profilo superiore dotato di soffiatura (cerchio giallo) che, lavorando in sinergia con l’alettone da alto carico, genera più deportanza sull’asse posteriore. (Foto: @AMuS)

Renault
Piccola rivoluzione anche sulla R.S. 18. Il team con base a Enstone rinuncia per la prima volta alla sua soluzione più famosa, l’Aerokat (o meglio i deflettori laterali), introducendo una soluzione simile a quella Mercedes composta da quattro elementi (riquadro verde), di cui il primo ancorato direttamente sul fondo piatto (cerchio giallo), con il compito di direzionare i flussi sul basso, mentre l’ultimo continua a ponte per collegarsi vicino labitacolo (cerchio rosso) per pettinare e mantenere costanti i flussi verso il retrotreno della vettura. Leggermente rivisto il marciapiede del bargeboard (freccia azzurra). Ricordiamo che anche il team francese ha adottato un assetto da alto carico: lo si può notare negli alettoni anteriori e posteriori dotati di una generosa corda. (Foto: @RenaultSportF1)

Haas
Anche il team americano ha portato una novità sui bargeboard: il marciapiede è dotato di numerosissime derive verticali (tipo stegosauro) che fungono da generatori di vortice (cerchio rosso) in questa delicata zona, proprio per evitare il ristagno dell’aria proveniente dall’avantreno e spingerla verso il retro e fondo vettura. (Foto: @AMuS)

Articolo e grafiche a cura di Michele Montesano

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