2020 Sakhir Grand Prix, Sunday – LAT Images

Una gara ampiamente in pugno e letteralmente gettata alle ortiche per via di una scellerata decisione strategica. Capita anche nella Formula 1 dei tempi moderni, ma soprattutto capita anche ai migliori. Nella “pazza” gara di Sakhir, dove il fattore umano ha giocato un ruolo assai rilevante in svariate situazioni, la Mercedes può solo leccarsi le ferite dopo aver assaporato il gusto di una doppietta per certi aspetti…inedita.

RUSSELL VINCITORE MORALE

Un dato è certo: George Russell è il vero vincitore morale del Gran Premio. Capace di stupire tutti sin dalle prove libere, dopo essere stato “convocato” a bordo della W11 in seguito alla positività di “Sua Maestà” Lewis Hamilton. In realtà, per chi conosce bene il talento del giovane britannico, la sorpresa è solo parziale: Russell ha ampiamente confermato di essere un pilota pronto per un top team, al quale finora è mancata soltanto una monoposto vincente.

Ma alla prima occasione utile, il 22enne di King’s Lynn non si è di certo lasciato pregare, riuscendo in un solo week-end a demolire le già fragili “certezze” di Valtteri Bottas. Insinuando (forse) qualche dubbio in più nelle menti dei vertici Mercedes: da un lato consapevoli di avere in casa un talento da valorizzare, ma al tempo stesso con un pizzico di rammarico per le scelte già effettuate in chiave 2021.

BOTTAS IN CRISI D’IDENTITA’

Tutto quello che Bottas non avrebbe dovuto fare lo ha…puntualmente fatto. Come nel peggiore degli incubi, il finlandese (chiamato ad una prova d’appello importante dopo l’impietoso confronto con Hamilton) è presto andato nel pallone più totale. Dapprima sbagliando completamente lo start, poi faticando a reggere il passo di uno scatenato Russell. In seguito è quindi arrivato il pasticcio ai box, che ha forse un po’ attenuato l’imbarazzo per un risultato che avrebbe avuto del clamoroso.

Pur considerando che Bottas si trovava in pista con un set di gomme usate nel finale, rimane evidente come il finlandese sia clamorosamente mancato nei momenti topici della gara: peccando di aggressività e subendo il soprasso da parte dell’arrembante compagno di squadra, prima di cedere altre tre posizioni agli avversari. In un crollo che, più di pneumatici, sembra essere stato soprattutto di carattere psicologico.

UN AUTOGOL CLAMOROSO

In ogni caso, il clamoroso “autogol” in casa Mercedes rimarrà negli annali della Formula 1. Con l’improvvisa entrata in scena della Safety Car, gli uomini del team campione del mondo hanno richiamato frettolosamente entrambi i piloti ai box. Forse un eccesso di zelo, voluto per non correre il rischio di diversificare le strategie in una fase cruciale di gara. Ma così il rimedio è stato peggiore del male, visto il “patatrac” che ha finito per penalizzare entrambi i piloti.

Al di là dell’esito finale della gara di Sakhir, rimangono quindi dei grossi interrogativi dalle parti di Brackley: in merito alla necessità di dover urgentemente “recuperare” un pilota in crisi d’identità, che rischia di partire già da sconfitto in vista della stagione 2021. Ma anche sull’opportunità di concedere un contratto faraonico a Lewis Hamilton, il quale ha volutamente allungato i tempi per annunciare il suo rinnovo contrattuale. Soprattutto con la nuova consapevolezza di avere in casa il pilota sul quale puntare per il proprio futuro. Forse l’unica certezza, in una giornata capace di rimescolare sentenze già scritte e proporre scenari davvero imprevedibili.

Marco Privitera

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